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Utile a sapersi
Cosa intendiamo per sterilità?

 

Si definiscono fertili le coppie che ottengono una gravidanza in 12 mesi di rapporti non protetti dall’uso di anticoncezionali, infertili o subfertili quelle che in tale lasso di tempo e nelle medesime condizioni non riescono ad iniziarla.

 

Con il termine sterilità si intende invece l’infertilità totale, dovuta ad una impossibilità assoluta di ottenere una gravidanza per assenza delle ovaie, delle salpingi o, nell’uomo, per azoospermia (mancanza di spermatozoi).

 

La fertilità della specie umana è, per natura, abbastanza bassa se confrontata a quella di altri esseri viventi. Infatti negli animali vi è una diretta connessione temporale tra rapporto sessuale e ovulazione, mentre la probabilità di dare inizio ad una gravidanza è del 98-99%. Nell’essere umano invece l’ovulazione avviene indipendentemente dal rapporto sessuale e le probabilità di dare inizio ad una gravidanza sono solo il 20-25% delle probabilità per ogni mese di tentativi. Questa probabilità viene riferita ad una coppia di 25 anni, età considerata di massima potenzialità riproduttiva.

 

La fertilità diminuisce con l’aumentare dell’età e in presenza di anomalie dell’apparato riproduttivo, dovute a modificazioni anatomiche o come conseguenza di terapie o interventi chirurgici agli organi pelvici o ancora, per i danni prodotti da alcune infezioni. È invece influenzata in senso positivo dalla frequenza dei rapporti sessuali. Quest’ultimo dato è emerso da uno studio effettuato nel 1953, secondo il quale tre-quattro rapporti alla settimana forniscono maggiori probabilità di concepimento. Quindi spesso età della coppia e frequenza dei rapporti che tendono a diminuire nel tempo si uniscono a ridurre gravemente le possibilità di una gravidanza. Sicuramente un ruolo importante sulla fertilità della coppia viene svolto da fattori “ambientali” come l’esposizione ad alcune sostanze tossiche, tra cui l’inquinamento atmosferico, l’abitudine al fumo, all’alcool, l’uso di droghe e di tranquillanti e le abitudini alimentari.

 

Di tutti i fattori che possono influenzare la fertilità, tuttavia, solo in una minoranza delle coppie possiamo definire esattamente quanto la presenza di un’anomalia o l’assenza di una patologia pesino sull’infertilità, se non viene rapportato al tempo speso alla ricerca di una gravidanza. In altre parole, in una coppia che non ha mai tentato di concepire la presenza di un’anomalia anche severa spesso viene superata dalla natura in un arco temporale anche breve. In una coppia che per molti anni ha tentato di avere un figlio senza successo la natura ha già speso tutte le sue carte e anche in presenza di alterazioni lievi, la probabilità di concepire sarà molto ridotta.

L'Istituto Superiore della Sanità* ha pubblicato nel 2008 una realzione sulle cause dell'infertilità della coppia:

  • Fattore maschile 25,5%

  • Infertilità endocrina ovulatoria 16,9%

  • Endometriosi 6,0%

  • Fattore sia maschile che femminile 17,3%

  • Infertilità inspiegata 29,1%

  • Altro 5,3%

*Istituto Superiore di Sanità, Stato di attuazione della Legge N. 40/2004, in materia di Procreazione Medicalmente Assistita, 30 aprile 2008