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La casa è sicura per la salute dei bambini? Gli esperti canadesi della Canadian Partnership for Children’s Health and Environment (CPCHE) suggeriscono che è necessario agire su cinque aree per creare un ambiente più salutare per i bambini e per proteggerli dalle sostanze tossiche. La CPCHE è un’organizzazione che ha sede in Ontario ed è nata nel 2001 dalla collaborazione di 11 organizzazioni competenti in diverse aree tematiche (legate all’infanzia, alla salute e all’ambiente) con l’obiettivo di proteggere la salute dei bambini dall’inquinamento e dall’esposizione a sostanze chimiche tossiche. I consigli sono stati pubblicati recentemente (giugno 2011) all’interno di una brochure, scaricabile dal sito dell’organizzazione e distribuita insieme al numero di luglio della rivista mensile canadese Today’s Parent. Le cinque azioni consigliate dagli esperti della CPCHE possono essere messe in atto in modo immediato e senza spendere molti soldi: vediamole nel dettaglio.
Eliminare la polvere. La polvere è una delle sorgenti maggiori di esposizione dei bambini a sostanze tossiche. Per ridurre la polvere in casa si consiglia innanzitutto di riporre i giochi in appositi contenitori chiusi dopo l’uso e, più in generale, di cercare di mantenere la casa in ordine. Gli esperti consigliano poi di pulire con un aspirapolvere di buona qualità o passare uno straccio bagnato una volta a settimana (due volte, se c’è un bambino piccolo che cammina a gattoni e che si porta frequentemente le mani alla bocca); sconsigliano invece di spolverare a secco, perché questo tipo di pulizia ha il solo effetto di rimettere la polvere in circolo nell’aria. Per minimizzare l’ammontare di polvere che viene portata in casa dall’esterno si consiglia di porre sulla soglia un tappetino lavabile (da lavare separatamente dai vestiti) e di togliersi le scarpe non appena si entra.
Usare prodotti detergenti non tossici. Gli esperti consigliano di lavarsi le mani spesso, usando acqua tiepida e sapone, ma sconsigliano l’utilizzo di saponi antibatterici. Per quanto riguarda la pulizia della casa, gli esperti affermano che per la maggior parte delle pulizie non è necessario ricorrere alla candeggina e che bisogna cercare di usare prodotti detergenti non tossici: per esempio, per lavandini e tubature ricordano che si può utilizzare il bicarbonato di calcio; per le finestre, le superfici e i pavimenti si può usare l’aceto mischiato con acqua. Si sconsiglia di utilizzare i deodoranti per ambienti e, anche per il lavaggio dei vestiti, si raccomanda di scegliere detergenti privi di fragranze: le fragranze contenute in questi prodotti possono contenere prodotti chimici potenzialmente dannosi per la funzione ormonale. Si suggerisce di evitare di lavare a secco o di cercare una lavanderia in cui siano utilizzati metodi non tossici. Come ultima regola, gli esperti ricordano che si devono mantenere tutti i detersivi e le altre sostanze chimiche utilizzate in casa fuori dalla portata dei bambini.
Eseguire i lavori di ristrutturazione con cura. I bambini e le donne in gravidanza dovrebbero stare lontani dalle aree che vengono ristrutturate, per evitare di essere esposti a sostanze potenzialmente dannose: la polvere prodotta durante i lavori di ristrutturazione può contenere ad esempio alti livelli di piombo (specialmente se la casa è stata costruita qualche decennio fa), che è tossico per il cervello dei bambini. Si raccomanda di scegliere vernici e colle poco tossiche, prive o con un basso contenuto di composti organici volatili (VOC, dall’inglese Volatile Organic Compounds), e di aprire le finestre e utilizzare ventilatori per portare aria fresca durante e dopo la pittura. Quando viene messa a posto una parte della casa, gli esperti consigliano di isolare il resto della casa con fogli di plastica e nastro adesivo e suggeriscono anche di chiudere le bocche di areazione del riscaldamento o dell’aria condizionata. Infine, raccomandano di riporre gli abiti e le scarpe da lavoro in un luogo separato, ad esempio nel garage, e di lavarli separatamente dal resto degli abiti.
Ridurre l’utilizzo di oggetti di plastica. Gli esperti sconsigliano l’utilizzo della plastica sia per la conservazione che per la cottura dei cibi. Per quanto riguarda la conservazione, si consiglia di conservare i cibi in contenitori di vetro o ceramica piuttosto che in contenitori di plastica. Per quanto riguarda la cottura, si consiglia innanzitutto di utilizzare un biberon non di plastica quando si scalda il latte per il lattante, e di trasferire il latte nel biberon di plastica solo quando il liquido si è raffreddato fino ad essere tiepido; si consiglia inoltre di non utilizzare i contenitori in plastica o la pellicola di plastica nel microonde, anche se sulla confezione di tali prodotti c’è scritto che tale utilizzo è possibile: sostanze chimiche dannose potrebbero infatti passare dalla plastica ai cibi e alle bevande. Si ricorda che nel 2010 l’Unione Europea ha vietato il bisfenolo A (BPA) nei biberon in plastica: ne è stata bandita la produzione a partire dal primo marzo 2011 e la vendita dal primo giugno 2011; può essere quindi preferibile evitare di utilizzare biberon acquistati precedentemente. Per ridurre l’esposizione al BPA, gli esperti consigliano inoltre di ridurre l’utilizzo di cibi in scatola (il BPA è una sostanza chimica utilizzata nel rivestimento della maggior parte delle lattine) e raccomandano di mangiare cibi freschi o surgelati ogni volta che sia possibile. È importante anche prestare attenzione agli oggetti in plastica maneggiati dal bambino (giocattoli, ciucci, ma anche altri oggetti con cui il bambino potrebbe venire a contatto, per esempio la tende della doccia): evitare oggetti in PVC o vinile, perché potrebbero contenere ftalati, sostanze chimiche dannose per fegato, reni e sistema riproduttivo. Si ricorda che l’Unione Europea nel 2005 (con la direttiva direttiva 2005/84/CE) ha bandito sei ftalati dai giocattoli e dagli articoli di puericultura destinati ad essere messi in bocca da bambini di età inferiore a tre anni, rendendo definitivo un divieto temporaneo in vigore dal 1999; l’Italia ha recepito la direttiva dell’Unione Europea nel 2008 (con il decreto del 20 marzo 2008 del Ministero della Salute); può essere perciò preferibile evitare di utilizzare giocattoli acquistati precedentemente.
Scegliere pesce contenente poco mercurio. Gli esperti raccomandano di scegliere varietà di pesce che contengano una bassa quantità di mercurio, sostanza chimica che può essere dannosa per il cervello. Tra le scelte più salutari vi sono: sgombro atlantico, aringa, trota iridea, salmone (fresco o in scatola) e tilapia. Se si mangia tonno in scatola, si consiglia di scegliere le varietà di tonno di dimensione più piccola, come ad esempio lo skipjack (tonno striato), perché hanno una quantità minore di mercurio rispetto al tonno albacora (comunemente chiamato tonno pinna gialla). Se si va a pesca sportiva in acque locali, è bene verificare che il pesce pescato sia sicuro da mangiare.
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