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Le conseguenze dell’insufficienza di ferro. Durante la gravidanza sono necessarie elevate quantità di ferro per la formazione del sangue della madre e del feto e per prevenire l’anemia, che può insorgere specialmente negli ultimi due trimestri. L’assunzione di ferro durante la gestazione, in particolare nella prima metà della gravidanza, ha inoltre notevoli conseguenze sullo sviluppo del feto: associate a insufficienza di ferro vi sono conseguenze negative per il nascituro, come nascita pretermine, nascita di bambini SGA (Small for Gestational Age, cioè con peso e/o lunghezza e/o circonferenza del cranio alla nascita minori del 10° percentile relativo all’età gestazionale) e ritardato sviluppo neurologico del bambino. Gli studi sugli animali hanno evidenziato effetti negativi, per la prole, anche per quanto riguarda pressione sanguigna, livello di obesità e problemi cardiovascolari nel lungo termine.
Le quantità raccomandate. In Gran Bretagna non vi sono raccomandazioni specifiche per l’assunzione di ferro in gravidanza, ma solo una raccomandazione generica (effettuata dal Department of Health nel 1991) per le donne di età compresa tra 19 e 54 anni, pari a 14,8 mg/giorno. Negli Stati Uniti il valore di riferimento (Dietary Reference Intake, DRI) per il ferro in gravidanza è pari a 27 mg/giorno, mentre il valore massimo giornaliero tollerabile è ritenuto essere pari a 45 mg/giorno, secondo quanto affermato dall’Institute of Medicine nel 2001. Le linee guida italiane suggeriscono un’assunzione giornaliera pari a 30 mg/giorno (LARN, livelli di assunzione giornalieri raccomandati di nutrienti per la popolazione italiana, revisione 1996).
La dieta. Il ferro si trova, in piccole quantità, in quasi tutti gli alimenti che fanno parte della dieta quotidiana. Vi sono poi alcuni alimenti che sono particolarmente ricchi di ferro; tra gli ortaggi e i legumi si possono ad esempio citare: spinaci, cavoli, rape, cime di rapa, fagioli e piselli; tra il pesce e la carne: sardine, manzo, tacchino e anatra.
Gli integratori. Durante la gravidanza non è semplice soddisfare le necessità di ferro solo attraverso la dieta, seppur equilibrata; l’assunzione di integratori di ferro è perciò fortemente raccomandata e un recente studio britannico, pubblicato ad aprile sulla rivista Human Reproduction, ne ha confermato i benefici. Lo studio ha infatti evidenziato che vi è un’associazione positiva tra il ferro assunto in totale – cioè non solo il ferro assunto attraverso gli alimenti, ma anche quello assunto tramite gli integratori – da parte della madre durante la gravidanza e il peso del bambino alla nascita.
Alimenti che favoriscono o contrastano l’assorbimento del ferro. L’assorbimento del ferro è favorito dalla vitamina C: è utile bere un succo di frutta ricco di questa vitamina tra i pasti. Al contrario, bisogna distanziare, per quanto possibile, l’assunzione di alcuni alimenti e farmaci che possono interferire con l’assorbimento del ferro: i cibi ricchi di fibre o di calcio, le bevande che contengono caffeina (come il caffè, il tè, il cioccolato e le bibite che contengono cola) e tannino (come il tè), e i farmaci antiacidi.
Per approfondire. - Alwan NA, Greenwood DC, Simpson NAB et al. (2011) Dietary iron intake during early pregnancy and birth outcomes in a cohort of British women. Human Reproduction 26(4):911–919
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