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L’ernia ombelicale è determinata da un incompleto e insufficiente sviluppo dell’anello che forma l’ombelico, e dei muscoli della parete dell’addome. Questo accade perché il bambino piccolo non è mai completamente sviluppato infatti è più frequente nei prematuri che pesano meno di 2500 gr.
Indipendentemente dal peso però è più frequente alla nascita e tende a regredire spontaneamente. È provocata infatti dal fatto che i muscoli retti addominali non sono sufficientemente sviluppati. Si tratta di due muscoli che si trovano, con orientamento dall’alto in basso, nella parte centrale dell’addome. Il loro punto di incontro forma la “linea alba” che è proprio il tratto centrale dell’addome. All’interno di questa linea si apre il foro ombelicale.
È chiaro che quando i muscoli non sono sufficientemente sviluppati non “chiudono” in modo sufficiente il foro dell’ombelico. In questo modo il contenuto interno dell’addome, non sufficientemente trattenuto, può uscire formando un “gonfiore” che ricorda quello di una “pallina”. Si accentua quando il bambino piange o evacua, infatti l’aumento della pressione interna dell’addome, “spinge” fuori il contenuto. Con la stessa facilità con cui il contenuto addominale esce, formando l’ernia, lo si può spingere all’interno. Lo sviluppo incompleto dell’ombelico fa fuoriuscire una parte del peritoneo (è la membrana che avvolge l’interno dell’addome o dell’intestino).
Le dimensioni variano da 1 cm fino a 6, ma, nelle maggior parte dei casi, non superano i 2.
La cura
L’ernia ombelicale non va operata perché basta attendere che il bambino “cresca” nelle varie parti dell’organismo e tutto si risolverà proprio perché l’anello che circonda l’ombelico, divenuto più “forte” non farà fuoriuscire più nulla. Proprio per non interferire con questo normale accrescimento non si devono mettere né cinti erniari, né cerotti, né monete, perché, “mettendo tutto a riposo”, impedirebbero che i muscoli e le strutture fibrose divenissero “forti” e perciò capaci di trattenere il contenuto dell’intestino.
Nessun timore e non operare il bambino perché lo strozzamento (è l’impossibilità di “spingere” il contenuto dell’ernia dentro l’addome) è estremamente raro, anche se l’ernia ha delle dimensioni particolarmente voluminose.
L’intervento chirurgico si esegue solo in tre casi:
- se è aumentata di volume dopo che ha compiuto un anno (in genere se l’ernia è presente alla nascita o è comparsa entro i primi sei mesi di vita, scompare spontaneamente a un anno)
- non è regredita prima dei cinque anni di età, oppure
- se è strozzata, questo, però, è un evento raro.
A cura di: Prof. Italo Farnetani - Pediatra, Giornalista pubblicista e Docente Università Bicocca di Milano
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