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Quando il latte materno non è disponibile, i neonati e i lattanti vengono allattati con il latte artificiale, che viene ottenuto a partire dal latte vaccino, modificandone e arricchendone la composizione per renderla più simile a quella del latte umano. La ricerca scientifica si è costantemente diretta verso il perfezionamento delle formule con cui viene modificato il latte vaccino. Recentemente, però, gli studi scientifici si sono anche volti nella direzione di cercare di modificare geneticamente le mucche affinché il latte prodotto da esse sia già simile a quello umano.
Il DNA ricombinante. Di seguito vengono presentate le mucche argentine e cinesi che secondo i ricercatori sono in grado di produrre un latte vaccino “umanizzato”. La tecnica che è stata usata per creare queste mucche è quella del DNA ricombinante, con cui viene unito materiale genetico di diverse origini: nel DNA delle mucche sono stati inseriti alcuni geni umani. Si è trattato, in particolare, dei geni responsabili della produzione di alcune proteine presenti nel latte materno umano: le proteine prodotte dalle mucche geneticamente modificate verranno perciò definite proteine umane ricombinanti. La tecnica del DNA ricombinante è già utilizzata in medicina da tempo, per esempio per la produzione di insulina su larga scala.
Le proteine ricombinanti. Nel genoma delle mucche sono stati incorporati i geni umani che codificano per due proteine – la lattoferrina e il lisozima – presenti nel latte materno. Queste proteine sono di grande importanza per la nutrizione di neonati e lattanti non solo per l’apporto nutritivo che forniscono, ma anche per la funzione protettiva (antifungina, antibatterica e antivirale) che svolgono. Tali proteine risultano importanti nel trasferimento dell'immunità passiva dalla madre al neonato durante l’allattamento al seno; l’immunità passiva protegge il neonato dalle infezioni finché non si sviluppa il suo sistema immunitario. Nel latte vaccino il lisozima è quasi assente e la lattoferrina è presente in concentrazione minore rispetto che nel latte umano. Il latte che verrà prodotto dalle mucche geneticamente modificate in età adulta dovrebbe invece avere un contenuto di lattoferrina e lisozima simile a quello del latte umano e potrebbe perciò essere usato per fornire un’immunità passiva ai neonati che non possono essere allattati al seno.
Cina. I ricercatori della China Agricultural University di Pechino avevano affermato di aver creato mucche geneticamente modificate in grado di produrre latte contenente alti livelli di lattoferrina umana ricombinante già nel 2008, in un articolo pubblicato sulla rivista Public Library of Science One (PLoS ONE). In un altro articolo, pubblicato quest’anno sulla stessa rivista, i ricercatori della China Agricultural University hanno dichiarato di essere stati in grado di creare mucche capaci di produrre lisozima umano ricombinante. In questo caso sono state usate mucche di razza Holstein e le mucche transgeniche sono risultate fisicamente identiche a quelle non transgeniche. Il professor Ning Li, uno dei ricercatori, ha affermato che il latte vaccino modificato può essere un possibile sostituto del latte materno umano, ma che passerà probabilmente una decina d’anni prima che il prodotto possa essere commercializzato e reso di largo consumo.
Argentina. Un gruppo di ricercatori argentini a metà giugno ha presentato all’opinione pubblica una mucca geneticamente modificata, a cui è stato dato il nome di Rosita ISA. ISA è un acronimo composto dalla “I” di INTA (Instituto Nacional de Tecnología Agropecuaria) e dal “SA” di USAM (Universidad Nacional de San Martín): la nascita della mucca è frutto del lavoro congiunto di queste due istituzioni. I ricercatori hanno affermato che il latte prodotto dalla mucca avrà un contenuto sia di lattoferrina che di lisozima simile a quello del latte umano. Rosita ISA è nata ad aprile a Balcarce (nella provincia di Buenos Aires) con parto cesareo. Il ricorso all’operazione chirurgica è stato reso necessario dal fatto che l’animale pesava 45 kg, ossia più del doppio del peso abituale per la razza a cui appartiene l’esemplare: alla nascita una mucca Jersey normalmente non supera i 22 kg. I ricercatori hanno ricevuto i complimenti del Ministro dell’Agricoltura, dell’Allevamento e della Pesca, Julián Domínguez, e del Presidente dell’Argentina, Cristina Fernández de Kirchner. Per approfondire. - De Carlos C (2011) Nasce en Argentina una vaca diseñada genéticamente para dar leche umana. http://www.abc.es/20110616/ciencia/abcp-nace-argentina-vaca-disenada-20110616.html, ultimo accesso: giugno 2011
- Derbyshire D (2011) Scientists develop genetically modified cows that produce 'human' breast milk. http://www.dailymail.co.uk/sciencetech/article-1372836/Scientists-develop-genetically-modified-cow-produces-human-breast-milk.html, ultimo accesso: giugno 2011
- Yang P, Wang J, Gong G, et al. (2008) Cattle Mammary Bioreactor Generated by a Novel Procedure of Transgenic Cloning for Large-Scale Production of Functional Human Lactoferrin. PLoS ONE 3(10):e3453
- Yang B, Wang J, Tang B, et al. (2011) Characterization of Bioactive Recombinant Human Lysozyme Expressed in Milk of Cloned Transgenic Cattle. PLoS ONE 6(3):e17593
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