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Il bambino è solo un po’ timido o c’è di più? Se la timidezza impedisce a vostro figlio di fare amicizia, è un tratto dominante del suo comportamento all’asilo o a scuola, dura da molto tempo e non sembra costituire solo una fase dello sviluppo, allora può essere che il bambino non sia solo un po’ timido e riservato, ma soffra di ansia sociale. È importante capire come il bambino si senta nelle situazioni che richiedono socializzazione: incoraggiatelo a parlarne, anche se può essere un argomento difficile da affrontare (soprattutto per genitori che soffrono a loro volta di ansia sociale e che vedono quindi una storia che si ripete). Come facilitare la socializzazione? Assicuratevi innanzitutto che il bambino abbia molte possibilità per praticare la socializzazione: portatelo al parco o alle sedute di lettura per l’infanzia organizzate in biblioteca, incoraggiatelo a frequentare gli scout o un corso di ginnastica o di musica. Quando organizzate per il bambino momenti in cui è possibile la socializzazione, non costringetelo però a interagire con gli altri; cercate invece di seguire i suoi ritmi e, quando possibile e se il bambino ve lo chiede, rimanete accanto a lui, per aiutarlo a superare l’ansia. Potete poi stilare un elenco di situazioni che per il bambino sono difficili da affrontare (ad esempio parlare con il figlio dei vicini o dire una frase ad alta voce in classe), e creare un sistema di piccole ricompense associate al superamento di quelle difficoltà. Se soffrite a vostra volta di ansia sociale, per offrire al bambino occasioni di socializzazione potete farvi aiutare da un parente più estroverso (ad esempio una nonna o una cognata con figli della stessa età del bambino) o da altre mamme del vicinato. Che cosa non dire? Davanti alla riottosità che il bambino mostra di fronte a un evento nuovo non serve spronare il bambino a non essere timido, rassicurarlo sul fatto che non c’è nulla di cui avere paura, sgridarlo se piange o rinfacciargli il fatto di essere stato lui a voler partecipare a quella situazione. Se parlate in questo mod, non solo non risolverete la situazione, ma col tempo potreste anche minare l’autostima del bambino. Che cosa dire? Potete dire a vostro figlio che anche per voi a volte è difficile affrontare le novità: in questo modo si riconoscono come valide le preoccupazioni del bambino e gli si fa capire che non se ne deve vergognare. Potete inoltre descrivergli la situazione che si troverà ad affrontare (luogo, persone che saranno presenti), in modo che il bambino possa avere un’idea di che cosa aspettarsi; potete poi proporgli di andare a fare un sopralluogo: arrivando un po’ in anticipo si dà la possibilità al bambino di prendere confidenza con l’ambiente. Ricordate infine al bambino i successi ottenuti in passato e fategli notare le somiglianze della situazione passata con quella attuale, in modo da convincerlo che anche nel caso presente sarà possibile relazionarsi con successo. Eleonora Fanos
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