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Ragadi al seno

Cosa sono le ragadi a seno? Le ragadi sono fessure cutanee lineari o circolari, di diversa profondità, che possono formarsi sul capezzolo; in alcuni casi (se sono molto profonde e raggiungono il derma) possono sanguinare. Sono frequenti nelle primipare e si presentano all’inizio dell’allattamento (solitamente tra il terzo e il quarto giorno, quasi mai dopo la terza settimana). Rendono la poppata dolorosa, in misura proporzionale alla sensibilità individuale di ogni donna, e in alcuni casi possono rendere necessaria l’estrazione manuale del latte o la sospensione dell’allattamento. Le ragadi possono inoltre costituire un accesso per i germi e perciò favorire l’insorgenza di mastiti (infiammazioni acute della mammella).

 

Come prevenirle? Le ragadi sono per lo più dovute a un non corretto attacco al seno materno da parte del bambino (quando quest’ultimo introduce in bocca solo il capezzolo e non la zona intorno ad esso). Dobbiamo perciò cercare di introdurre nella bocca del bambino la maggior parte possibile del capezzolo e della areola, premendo con il pollice sopra al capezzolo e con l’indice e il medio sulla regione sottostante. Al termine della poppata dobbiamo staccare il seno dal bambino con molta attenzione, per evitare che vengano causati traumi al capezzolo; possiamo facilitare il distacco introducendo delicatamente un dito fra le labbra del bambino. Per prevenire l’insorgenza di ragadi è inoltre importante eseguire un’accurata pulizia del seno dopo ogni poppata, con preparati liquidi destinati a quest’uso specifico; è sconsigliato l’uso di saponi aggressivi, perché eliminano i grassi naturali della pelle e possono causare secchezza. Dopo il lavaggio può essere utile spalmare un leggero strato di vaselina e ricoprirlo con una garza; il capezzolo deve poi rimanere asciutto fino alla poppata successiva. Un ulteriore accorgimento è il frizionamento del capezzolo, che ne stimola il rassodamento: per ottenere questo risultato è sufficiente rimuovere la parte centrale della coppa del reggiseno e lasciare capezzolo e areola a contatto con i vestiti.

 

Cosa fare in caso di ragadi? La comparsa di ragadi non deve preoccupare eccessivamente, perché nella maggioranza dei casi le ragadi spariscono spontaneamente dopo alcuni giorni. Dopo la comparsa delle ragadi è bene cercare di continuare ad allattare per evitare che, riducendo drasticamente la frequenza e la durata delle poppate, si crei un ingorgo (situazione in cui il latte è ristagnante nella mammella ed è necessario un intervento esterno); se le ragadi sono sanguinanti può essere tuttavia necessario saltare qualche pasto (in questo caso bisogna estrarre il latte con il tiralatte). Per accelerare i tempi di guarigione è bene mantenere le ragadi asciutte: possiamo usare l’asciugacapelli o arieggiare i capezzoli ed esporli al sole (con moderazione). Per favorire la guarigione, e insieme attenuare il dolore, si possono spalmare creme emollienti sull’areola, premurandosi di sciacquare il seno prima della poppata successiva. Le creme, che devono essere consigliate da uno specialista, possono essere pomate a base di glicerina tannica al 2-4%, pomate alla follicolina, pomate alla clorofilla, pomate con vitamina A e D, pomate al lisozima, pomate di sulfamidici e antibiotici, analgesici locali e cortisone. È infine importante mantenere il capezzolo e l’areola molto puliti per evitare l’insorgenza di mastiti.

Eleonora Fanos




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