Che cosa sono? I riflessi sono dei movimenti che il neonato compie involontariamente: facilitano l’interazione del neonato con l’ambiente esterno nei primi mesi di vita, consentendo al piccolo di sperimentare il mondo attorno a sé. Vediamone alcuni nello specifico. Il riflesso della marcia. Se si regge il bambino ponendolo in posizione verticale con i piedi che poggiano su una superficie piana, il piccolo inizia a compiere dei movimenti simili a dei passi. Questo riflesso scompare nel giro dei primi mesi, quando il bambino inizia a controllare i movimenti delle gambe, che lo porteranno a stare in piedi e camminare attorno a un anno (non prima, perchè i muscoli delle gambe non sono ancora abbastanza forti per sostenerlo). Il riflesso di Moro. Il nome deriva dal nome del pediatra tedesco Ernst Moro, che fu il primo a studiarlo. Questo riflesso costituisce il modo in cui il neonato reagisce a uno stimolo improvviso, che potrebbe rappresentare un pericolo, ad esempio un forte rumore (un colpo di tosse, l’abbaiare di un cane, una porta che sbatte, etc.) o un movimento improvviso (ad esempio se al bambino viene a mancare il sostegno alla testa, che ricade all’indietro): il bambino stende il dorso e la nuca e allarga le braccia e le gambe di scatto, raccogliendole poi verso il petto. Il riflesso di Moro scompare attorno al quarto/sesto mese. Il riflesso di rotazione. Questo riflesso consente al bambino di coordinare i movimenti della testa e delle braccia: ponendo il bebè in posizione supina e ruotandogli la testa verso destra, si vedrà che il piccolo allargherà il braccio destro verso l’esterno, piegando al contempo il sinistro verso la testa (viceversa se la testa viene fatta ruotare verso sinistra). Il riflesso di rotazione scompare intorno al sesto mese. Il riflesso della prensione. Grazie al riflesso della prensione il bambino compie le sue prime esperienze tattili: il piccolo stringe le dita delle mani se il palmo della mano viene sfiorato, e flette le dita dei piedi se viene toccata la pianta del piede. Si può notare che il neonato, dopo aver afferrato un oggetto, difficilmente lascia la presa: al contrario del movimento con cui afferra gli oggetti, la capacità di schiudere le dita costituisce un atto volontario e deve essere appresa dal bambino. La presa palmare si trasforma in atto volontario entro il sesto mese, mentre la presa plantare scompare entro l’anno. Perché importante osservare i riflessi del neonato? La mancanza o l’incompletezza dei riflessi nel periodo in cui dovrebbero essere presenti o la loro mancata o ritardata estinzione (che per la maggior parte dei riflessi dovrebbe avvenire entro il sesto o settimo mese) costituiscono un campanello d’allarme per la presenza di una patologia nervosa centrale. Da tenere sotto controllo sono anche le soglie oltre cui i riflessi si manifestano e la loro intensità (se maggiori o minori rispetto alla manifestazione che normalmente si riscontra negli altri bambini). Non bisogna comunque preoccuparsi se talvolta, testando i riflessi, il bambino non risponde nel modo atteso: potrebbero aver influito il livello di attenzione, la distrazione, la fame o la stanchezza; nella maggior parte dei casi è sufficiente ripetere il test in condizioni migliori. Qualora invece le risposte del bambino siano costantemente diverse da quelle attese, è bene sottoporre l’argomento all’attenzione del pediatra. Eleonora Fanos
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