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Il neonato e i danni da esposizione al rumore

Il neonato sembra essere vulnerabile al rumore. E’ stato riportato che l’esposizione prolungata a segnali acustici di una certa intensità  può avere ripercussioni negative sia sullo sviluppo neurologico che su quello uditivo del neonato. I primi studi circa la pericolosità del rumore risalgono al 1970.

 

Già durante la vita fetale il rumore sembra comportare danni. E’ stato dimostrato che i neonati di madre esposta durante la gravidanza a rumori di 85-95 decibel  possono presentare deficit dell’udito all’età di 4-10 anni. Secondo l’Accademia Americana di Pediatria il livello del rumore, per non essere pericoloso,  non deve superare i  45 decibel. Il problema è che nella gran parte della terapie intensive neonatali l’intensità del suono ambientale si aggira intorno ai 50-70 decibel. Il  rumore è stato correlato a diversi effetti dannosi sui neonati  soprattutto se prematuri. Il rumore al di sopra della soglia di innocuità  è stato associato ad alterazioni dell’udito, a disturbi del sonno e a squilibri dello  sviluppo emozionale del prematuro. Suoni forti causano apnea, tachicardia, ipertensione ed aumento della pressione endocranica, con il rischio di emorragie  cerebrali.  Il rumore sembra contribuire inoltre al ritardo del linguaggio e allo sviluppo di sordità, soprattutto nel prematuro. E’ stato provato che i neonati  degenti nelle TIN presentano una probabilità di 10.3 volte superiore di perdita neurosensoriale e/o mista dell’udito rispetto a quelli che non sono stati ricoverati.

 

Un ambiente rumoroso disturba notevolmente il riposo dei  neonati. Il sonno rappresenta un momento essenziale per lo sviluppo e la guarigione dei piccoli pazienti, soprattutto se prematuri. Tutti i neonati richiedono un ambiente silenzioso per poter crescere. Recentemente è stato evidenziato che nell’ambito delle terapie intensive neonatali il sonno dei pazienti è interrotto circa 132 volte nel corso delle 24 ore mentre il lasso di tempo in cui il neonato riposa tranquillo è di appena 4 -9 minuti. Sono fonte di rumore potenzialmente dannoso per i neonati i ventilatori, gli allarmi, il sistema di controllo della umidificazione delle incubatrici, la continua apertura e chiusura degli oblò delle incubatrici, lo spostamento da una parte all’altra del reparto di apparecchiature come gli ecografi e le strumentazioni per l’esecuzione di  indagini radiografiche, gli squilli del telefono, l’utilizzo di zoccoli di legno da parte del personale, l’ascolto di un tipo di musica  assordante ed alto volume e lo schiamazzo vocale, anche se inconsapevole, sia del personale che dei familiari in visita.

 

La riduzione del rumore dovrebbe rappresentare un importante obiettivo da perseguire nell’assistenza al neonato. A tal fine risultano essenziali il coinvolgimento sia dello staff che della famiglia con la realizzazione di opportuni interventi ambientali. Il personale dovrebbe parlare a voce più bassa, evitando di gridare. Inoltre andrebbe evitato lo scambio di opinioni circa il paziente vicino alla sua incubatrice, evitando inoltre di usare la parte superiore di questa come superficie di appoggio, adottando invece  l’accortezza  di coprirla con copertine  allo scopo di ridurre l’intensità del frastuono in caso di appoggio di strumentari vari. Gli oblò dell’incubatrice andrebbero aperti e chiusi lentamente. Si dovrebbero usare i cercapersone  esclusivamente con la modalità di richiamo vibratoria. I presidi metallici  andrebbero maneggiati con cura. Andrebbero ascoltate solo musiche idonee ai piccolo pazienti e a basso volume. Le suonerie dei vari allarmi andrebbero regolate sul livello più basso, così come lo squillo del telefono. Le varie modalità di supporto ventilatorio andrebbero regolate in modo tale da assicurarne l’efficacia senza raggiungere livelli dannosi di rumore. I genitori andrebbero educati a parlare dolcemente e sempre a bassa voce con le loro creature, cullando così dolcemente il loro sonno ristoratore e propiziando con questo semplice approccio la loro guarigione.

 

Raffaella Mormile

Dirigente medico - UOC di Pediatria e Neonatologia – P.O. San G. Moscati – Aversa




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