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Quali sono le tappe fondamentali nell’acquisizione del linguaggio? Da zero a sei settimane la produzione di suoni da parte del neonato è frutto di riflessi: il bebè piange e produce altri suoni per indicare una situazione di disagio. A circa due mesi il bambino inizia ad esercitare l’apparato vocale con la produzione di suoni formati da vocali ripetute (il “cooing”), che avviene nei momenti di contentezza. Attorno ai sei mesi il piccolo comincia a controllare la formazione di alcuni suoni consonantici e inizia la lallazione: produce suoni, vocalizzi e gridi. Nel primo anno di vita il bambino inizia a pronunciare le prime parole; all’inizio l’apprendimento avviene piuttosto lentamente ed è possibile che una singola parola venga utilizzata dal bambino con significati diversi. Verso la metà del secondo anno il piccolo inizia a sviluppare un discorso articolato, cominciando a usare enunciati di due parole. Fino ai tre anni si ha un “linguaggio egocentrico”: il piccolo fa una specie di monologo dicendo ad alta voce ciò che pensa; questo tipo di linguaggio non deve avere un significato per il mondo esterno, è pieno di omissioni e aumenta nelle situazioni in cui il bambino si sente in difficoltà. Dai tre agli otto anni il linguaggio si evolve fino al “linguaggio interiorizzato”: il bambino diventa capace di pensare attraverso il linguaggio, perché la sintassi linguistica conferisce una forma logica e sequenziale al suo pensiero. Già nel terzo anno di vita il bambino possiede un buon lessico, riesce a rapportarsi agli adulti parlando di sé in terza persona, inizia a interessarsi all’interlocutore e pone molte domande, anche se a volte si esprime ancora con espressioni prive di significato. Come aiutare il bambino ad apprendere il linguaggio? Rivolgendosi ai bambini, gli adulti normalmente adottano un particolare modo di parlare (il “motherese” o “maternese”): parlano lentamente, usano frasi brevi e semplici e le ripetono. Questo modo di parlare è efficace, perché attira l’attenzione dei bambini e pone in evidenza le singole parole. È importante lodare il bambino quando produce suoni e parole simili a quelli del linguaggio adulto: i complimento costituiscono un rinforzo per il bambino, che sarà così portato a utilizzare le espressioni apprezzate e ad abbandonare quelle non accettate dagli adulti. Allo stesso modo, un notevole rinforzo per il bambino è vedere soddisfatte le proprie necessità: per questo è fondamentale ascoltare il bambino e appagare i suoi bisogni quando riesce ad esprimerli. Bisogna poi consentire al bambino di esplorare il mondo circostante e di venire a contatto con altre persone, perché un ambiente familiare poco stimolante, ad esempio un ambiente iperprotettivo, costituisce una delle principali cause di disturbi specifici del linguaggio. Bisogna infine tenere presente che la comparsa di un disturbo specifico del linguaggio può essere causata anche dalla difficoltà di comprensione verbale da parte del bambino. Per questo bisogna prestare particolare attenzione ai bambini che vivono in ambienti dove si parlano due o più lingue: per non creare confusione è opportuno che ogni adulto utilizzi sempre la stessa lingua nel rivolgersi al bambino.
Eleonora Fanos
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