Perché lo zinco è definito microelemento?Un microelemento è una sostanza che è presente in quantità piccolissime negli organismi viventi, svolgendo un ruolo indispensabile in tutte le funzioni biologiche: nella crescita, nel metabolismo, nella difesa contro le malattie.
Dove è presente lo zinco? Lo zinco in natura è presente ovunque in quantità variabile: nel regno vegetale ed animale, nelle rocce, dove svolge molteplici funzioni: per comprendere la diffusione ubiquitaria dello zinco in natura e la peculiarità del suo ruolo, è significativo che, se la carenza di zinco può determinare l’ingiallimento e la caduta delle foglie di una pianta e conseguentemente la morte, è in grado di causare gravissime infezioni intestinali e respiratorie nei bambini, che possono rappresentare una causa di morte. La letteratura scientifica degli ultimi mesi ha stimato che circa il 30% della popolazione mondiale abbia un deficit di zinco. Infatti nei paesi sottosviluppati il grave stato di denutrizione si correla ad un importante deficit di questo microelemento, ed i primi pagarne le spese sono proprio i bambini: l’esiguità della dieta, rappresentata per lo più da carboidrati, e i pochi alimenti disponibili, sono poveri di zinco e la principale cause di morte è rappresentata proprio dalle infezioni gastrointestinali.
Quali sono le funzioni dello zinco nell’ organismo umano? Lo zinco è presente all’ interno di tutte le cellule dell’organismo umano, dove svolge un ruolo indispensabile per il metabolismo: infatti è un componente di molti enzimi, molecole indispensabili per lo svolgimento fisiologico delle attività cellulari. Nel nucleo cellulare lo zinco è determinante per la trascrizione dei geni ; inoltre sembra “regolare” i rapporti fra le cellule.
Come si esprime l’ attività dello zinco nell’organismo umano? Gli effetti principali si esprimono sull’ intestino, sul sistema immunitario, sulla crescita corporea e sullo sviluppo neurologico. Per questi motivi la carenza di questo microelemento su un organismo in crescita può avere effetti davvero devastanti. Zinco e accrescimento
È ampiamente dimostrato dalla letteratura come la carenza di zinco si esprima con un ritardo di crescita, in particolare staturale, determinato da un rallentamento dei processi metabolici e da una ridotta concentrazione plasmatica dell’ormone della crescita. Zinco e … cervello
Lo zinco è il microelemento maggiormente rappresentato nel cervello umano. Nell’ età dello sviluppo la sua presenza è determinante per la crescita e la differenziazione delle cellule nervose; probabilmente è importante anche come neurotrasmettitore. In età neonatale la carenza sembrerebbe correlarsi a deficit di sviluppo cognitivo e neuromotorio.
Zinco e sistema immunitario Le infezioni rappresentano la principale causa di mortalità infantile nei paesi sottosviluppati: infatti il 90% dei decessi nei bambini di età inferiore a cinque anni è determinato da infezioni conseguenti la gravissima malnutrizione. Fra le diverse iniziative per ridurre la morbilità e la mortalità infantile nei paesi sottosviluppati, vi è appunto la proposta di supplementare con zinco la dieta del bambino o della madre gravida o in corso di allattamento. Nei bambini di età inferiore all’ anno, la supplementazione con lo zinco sembra aver determinato una riduzione significativa della mortalità pari al 18%, rappresentando quindi uno “spiraglio” di facile somministrazione ed economico per la sopravvivenza di questi bambini.
Zinco e latte materno Il latte materno è un alimento unico ed indispensabile, specie-specifico. Tutti gli elementi sono contenuti in modo perfettamente equilibrato per consentire la crescita dal bambino e la difesa dalle infezioni. Una mamma con gravi deficit nutrizionali (come accade nei paesi sottosviluppati e, paradossalmente, nei paesi sviluppati in donne che si sottopongono ad incongrue e sbilanciate diete dimagranti o vegetariane) avrà un latte povero di zinco. Se da un lato non sembra pertanto necessario supplementare l’allattamento materno in un nato a termine sano, un integrazione con zinco potrebbe avere benefici nei bambini prematuri, ed in particolare in quelli piccoli per età gestazionale.
Lo zinco negli alimenti.
Lo zinco è presente in maniera ubiquitaria e bilanciata negli alimenti. Alcune sostanze in essi contenuti possono modificarne la biodisponibilità, e ci sembra importante sottolineare che: I fosfati organici riducono la biodisponibilità dello zinco: la caseina, una fosfoproteina presente nel latte, permette di utilizzare solo il 20-30% dello zinco contenuto, appunto, nel latte. I fitati, contenuti nella frutta (nelle pere, ad esempio), nei tuberi (patate e rape) e nei legumi (ceci, fagioli e lenticchie) possono “intrappolare” lo zinco, riducendone la biodisponibilità. Infatti è questo uno dei motivi che contribuisce alla carenza di zinco nei paesi sottosviluppati, dove gli alimenti assunti sono rappresentati soprattutto dai carboidrati. Anche le diete vegetariane, largamente praticate nei paesi sviluppati, rappresentano un rischio importante di deficit di zinco .
Ci sembra importante ribadire l’importanza di una corretta ed equilibrata alimentazione , soprattutto nei bambini
Carenza di zinco: quali sintomi? Abbiamo già descritto la sintomatologia correlata ad un deficit grave di questo microelemento. Difficoltà di concentrazione, anoressia, ma anche maggiore suscettibilità alle infezioni enteriche e respiratorie possono essere espressione di uno stato carenziale nel bambino, fino alle gravi manifestazioni cutanee, come l’ acrodermatite enteropatica, ed un ritardo significativo dell’ accrescimento, soprattutto staturale.
Alessandra Atzei Dirigente medico, Ospedale di Isili (ASL 8 – Cagliari)
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