Cerca nel sito       


FamilyHealth
Crea il tuo
archivio della salute






Notizie flash dal mondo pediatrico


Aborto: due nuovi atti di indirizzo

Il 22 gennaio la Regione Lombardia ha approvato alcune norme di riferimento per l’applicazione della legge 194: il limite per l'interruzione terapeutica della gravidanza viene fissato alla 22esima settimana e 3 giorni. La legge non fissa un limite, anche se in tutti questi anni lo si è posto alla 24esima settimana. Ma nel frattempo la medicina ha fatto registrare notevoli progressi scientifici nell’ambito della rianimazione neonatale, per cui oggi a 23 settimane di età gestazionale è possibile la vita autonoma del neonato.  L'identificazione del termine ultimo per l'interruzione volontaria della gravidanza non oltre la 22esima settimana di gestazione più 3 giorni appare quindi una decisione collegata alle attuali conoscenze scientifiche, considerando che può sussistere un margine di errore nella datazione della gravidanza. Il provvedimento della Regione Lombardia estende a tutte le aziende sanitarie lombarde il limite di tempo massimo per l'aborto già adottato a Milano dagli ospedali Mangiagalli e San Paolo.


Nel frattempo dal Ministero della Salute pervengono indicazioni sulle cure da prestare ai nati molto prematuri. Il gruppo di lavoro "Cure perinatali nelle età gestazionali  estremamente basse (22-25 settimane)", istituito lo scorso mese di aprile dal Ministro della Salute Livia Turco e composto dai rappresentanti dell'ISS, e delle Società scientifiche di ginecologia e ostetricia, pediatria, neonatologia, medicina perinatale e medicina legale, ha redatto un documento conclusivo e lo ha trasmesso al Consiglio Superiore di Sanità.  Vi si prescrive che vengano offerte al neonato solo cure compassionevoli nel caso di una nascita alla 22ma settimana, mentre alla 23ma settimana "quando sussistano condizioni di vitalità, il neonatologo, coinvolgendo i genitori nel processo decisionale, deve attuare adeguata assistenza, che sarà proseguita solo se efficace". Per la 24ma "il trattamento intensivo è sempre indicato e va proseguito in relazione alla sua efficacia". Infine, dalle 25 settimane di età gestazionale "vi è elevata probabilità di sopravvivenza, anche se dipendente da cure intensive".  

Questi due atti d'indirizzo, che si possono definire complementari, si riferiscono alle medesime evidenze scientifiche, indicando il primo che l’interruzione volontaria di gravidanza può essere praticata fino alla 23ma settimana e il secondo che la rianimazione neonatale deve iniziare dalla 23esima settimana di gestazione, perché è proprio in quel periodo  che comincia la possibilità di vita autonoma di un neonato.


I compiti dei figli uniscono la famiglia

Che cosa può favorire l’unione familiare? Ė quantoha cercato di capire una ricerca dell’associazione «Donne e qualità della vita», coordinata da Serenella Salomoni, attraverso alcune  interviste rivolte a coppie lavoratrici con figli in età scolastica.

Il 32% delle coppie intervistate, che significa una su tre, propone i compiti con i figli come momento di dialogo e aggregazione familiare. Molto meglio del «weekend vacanza senza figli» (26%) che può trasformarsi in una cocente delusione se non si riscopre il feeling dei tempi passati, o del «trovare passioni comuni con i figli» (14%) che può scatenare nuovi problemi se non si scopre la passione giusta per tutti.  
I famigerati compiti dei figli non sono sempre motivo di tensione familiare. Anche se per i genitori che tornano stanchi dal lavoro può essere faticoso, seguire i figli nello studio può rivelarsi utile per capire meglio le loro esigenze e per incoraggiare uno scambio di opinioni tra tutti i componenti della famiglia.


Diete “fai da te” tra gli adolescenti

L’indagine 2007 della Società Italiana di Pediatria (SIP) su “Abitudini e stili di vita degli adolescenti” ha rilevato che il 61% degli adolescenti vorrebbe essere più bello (67% delle femmine); il 59,6% più alto (62,2% delle femmine); il 50,3% più magro (59,4% delle femmine), mentre il 57,3% dei maschi vorrebbe essere più muscoloso.

Oltre il 25% delle ragazze (una su quattro) ha già fatto una dieta e tra queste solo il 27,6% si è affidata a un medico. Il 46,9% ha deciso da sé quali cibi mangiare e quali no, in qualche caso (il 4%) seguendo i consigli letti su internet o su riviste o affidandosi (2,8%) ai consigli di amici, ma ciò che colpisce è che il 16,6% ha seguito le indicazioni dei genitori, che evidentemente non hanno avvertito la necessità di consultare un medico. Nei piccoli centri di provincia le diete improvvisate sono più diffuse che nelle grandi città (50,7% contro 32,7%) e il medico è molto meno interpellato (25,7% contro 45,2%).

Anche tra i maschi il 15,9% ha già fatto una dieta e se, tra questi, il 42% si è rivolto a un medico,  resta comunque un buon 37,9% che ha seguito una dieta “fai da te”.


Europa: i single con figli cambiano lavoro con maggiore frequenza

In Europa i lavoratori single, ma con figli, cambiano occupazione più frequentemente, mentre i lavoratori più stabili sono quelli che hanno un partner e non hanno figli.

Nei prossimi cinque anni circa il 31 % dei lavoratori, sia uomini che donne, senza partner ma con figli, proveranno a cambiare attività volontariamente, mentre circa il 13% dovrà cambiare per motivi indipendenti dal loro volere. I lavoratori europei più stabili sono invece quelli accoppiati e senza figli: di loro solo il 21 per cento cercherà una nuova occupazione nei prossimi cinque anni, mentre il 9 per cento cambierà indipendentemente dalla propria volontà.

La prospettiva di un mutamento di lavoro diminuisce con l'età: un 60% riguarda i giovani tra i 15 e i 24 anni, per calare gradualmente al 7% circa per chi ha superato i 65 anni di età.

Questi dati emergono da un’ indagine di Eurobarometro, lo strumento adottato dalla Commissione Europea per effettuare sondaggi rivolti a conoscere i comportamenti dei cittadini europei.

La ricerca fa parte di uno studio che sta svolgendo la Commissione sulla portabilità delle pensioni integrative da un paese all'altro dell'Europa, ritenuta ancora troppo ridotta per non ostacolare la mobilità dei lavoratori.


Bambini e robot

Alcuni ricercatori dell’Università della California, che si occupano della Human-Robot Interaction (HRI) (Interazione Uomo-Macchina), si sono dedicati, in collaborazione con la Sony, a una ricerca sull’interazione tra bambini e robot, pubblicando i risultati sulla rivista della National Academy of Science degli Stati Uniti. (Tanaka F. Cicourel A. Movellan J.R. Socialization between toddlers and robots at an early childhood education center, PNAS, November 5, 2007, 10.1073/pnas.0707769104)

Un robot antropomorfo è stato collocato per 5 mesi in una classe di scuola materna frequentata da bambini tra i 18 mesi ed i 2 anni d’età. Il robot poteva autonomamente sedersi, alzarsi in piedi, stendersi a terra, fare gesti con le mani e ridere con movimenti molto simili a quelli di un essere umano. Gli studiosi hanno osservato che i bambini esprimevano affetto verso il robot con carezze, abbracci, ricerca del contatto fisico, e si preoccupavano se il robot si stendeva a terra con le pile scariche.

Gli atteggiamenti dei bambini erano simili a quelli manifestati verso gli altri bambini e diversi invece dai comportamenti tenuti in genere i verso i giocattoli.

L’impiego di robot, secondo i ricercatori, potrebbe avere un grande potenziale nella pratica educativa, assistendo gli insegnanti e contribuendo ad arricchire l’ambiente scolastico.

 

Marinella Corridori




Indice
Allattamento ed obesità
Novità in tema di educazione al vasino:
Giochi e giocattoli di bimbi nel tempo
Lo zinco in età pediatrica
Affidamento precoce del neonato prematuro e del neonato a rischio al pediatra di libera scelta e del consultorio familiare
Carte antropometriche neonatali: evoluzione e utilizzo
Ultimissime sulle nascite in Occidente
Notizie flash