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Nuovo "baby-boom" negli Stati Uniti?
Con oltre 4,3 milioni di nascite nel 2006 gli Stati Uniti hanno raggiunto la cifra più alta dal 1961, nel periodo del "Baby-boom". La maggior parte delle nuove nascite dipendono dalla generale crescita della popolazione e da un calo degli aborti, ma anche da un minore uso dei sistemi contraccettivi, dall’aumento della povertà e dalla scarsa istruzione. Le più prolifiche sono le donne ispaniche, ma l'aumento delle nascite ha riguardato pure le donne bianche e le afroamericane.
Nonostante l’analisi dei dati sia complessa, il fenomeno è stato accolto in modo positivo dalla classe politica. Ė stato sottolineato soprattutto il tasso di natalità del 2,1 raggiunto nel 2006, quanto serve perché una popolazione possa mantenersi senza rischiare di diminuire numericamente: un’eccezione tra le democrazie industriali.
Il primato per il tasso di fecondità in Europa spetta alla Francia Dal censimento 2007 fatto dall'Insee, l'Istituto di statistica nazionale francese, emerge che la popolazione in Francia ha raggiunto la cifra di 63 milioni e 753.000 persone. Il tasso di fecondità francese nel 2007 rimane al primo posto in Europa con 1,98 figli per donna. La Francia è seguita dall'Irlanda del Nord, con 1,90 figli per donna, mentre la media europea è di 1,52; in Italia il numero medio di figli per donna è 1,33 (a fronte di un numero di figli desiderato del 2,1). Il tasso di fecondità francese, anche se lievemente in calo rispetto al 2006, costituisce un primato europeo e dipende anche da una politica di supporto alle madri, che possono contare su strutture come la scuola materna a partire dai tre anni e un alto numero di asili nido. Ciò permette a 9 donne su 10 di continuare a lavorare quando diventano madri. In Francia nascono più bambini dalle coppie di fatto che da quelle sposate
Dal censimento 2007 fatto dall'Insee, l'Istituto di statistica nazionale francese, risulta anche che nel 2007 i figli nati fuori dal matrimonio sono diventati più numerosi di quelli generati dalle coppie sposate: sono il 50,5%, erano il 48,4% nel 2006, dieci anni fa erano meno del 40% e nel 1970 erano il 6%. Sposarsi e avere figli non sono più circostanze collegate fra loro. Ė il figlio che costituisce la famiglia, più delle nozze. Il numero di matrimoni diminuisce (266.500 nel 2007 contro i 274.084 del 2006) mentre i Pacs sono stati 350.000 mantenendo anche nel 2007 i livello di crescita del 25%, già registrato nel 2006. L'età media del matrimonio è in costante salita: 31,3 anni per gli uomini e 29,3 per le donne e sale leggermente anche l'età media delle partorienti: 29,8 nel 2007 contro 29,7 del 2006. In Italia cresce il numero dei figli nati fuori dal matrimonio
Anche in Italia, come in Francia e nei paesi occidentali, sono in costante aumento i figli nati fuori dai legami coniugali. Secondo l'ISTAT, il loro numero è cresciuto del 70% in dieci anni, passando dall'8,1% del 1995 al 13,7% del 2004. Sul territorio, tuttavia, la distribuzione delle percentuali è alquanto varia: si passa dal24,6% della Valle d'Aosta (un bambino su quattro) al 4,2% della Basilicata. Le percentuali regionali dei figli nati fuori dal matrimonio pubblicate dall’Istat sono le seguenti: Valle d'Aosta 24,6%; Emilia Romagna 22,7%; Trentino Alto Adige 20,6%; Toscana 19%; Liguria 18,6%; Piemonte 17,7%; Friuli Venezia Giulia 16,7%; Lazio 16,5%; Lombardia 16,1%; Trento 15,2%; Veneto e Sardegna 14,3%; Marche 14,2%; Umbria 12,6%; Abruzzo 9,5%; Sicilia 9,2%; Puglia 8,5%; Campania 6,2%; Calabria 5,8%; Molise 5,1%; Basilicata 4,2%. Come provincia, il primato spetta a Bolzano con il 26,1%, fatto che trova spiegazione nei mutamenti culturali della nostra epoca, ma che deriva anche da ragioni di convenienza: l’Alto Adige conosce il fenomeno delle false madri single in cerca di scorciatoie per contributi e case, che, pur vivendo in coppia, non si sposano, fanno un figlio e cercano di raccogliere più agevolazioni possibili. Marinella Corridori
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