Nascere famosi perché si è figli di persone in vista, importanti, di riguardo. Oppure perché famosi si diventa e a posteriori le vicende della nascita vengono ricostruite, talvolta adattate o trasfigurate per adeguarle all’importanza raggiunta dal personaggio. La nascita fa parte della vita di tutti, anche le nascite dei famosi avvengono secondo le modalità proprie dell’epoca e dello spazio in cui si inscrivono, riflettono le conoscenze scientifiche e la cultura del tempo in cui avvengono, vi si scorge la percezione del corpo e la rappresentazione di sé e della vita propria di ciascuno e della società di cui fa parte, anzi di ogni individuo perché fa parte di una certa società. Nascere famosi… ieri Nel mondo antico l’attenzione pubblica rivolta al momento del parto è generalmente piuttosto modesta, a giudicare dalle relativamente scarse rappresentazioni di scene di nascita (assenti nel mondo etrusco, molto rare in Grecia, rare a Roma e in Egitto). Quando questo succede si tratta di nascite regali o di personaggi importanti. Come primo esempio si può portare il papiro egiziano della XIX dinastia (1192-1190 a.C.) del Nuovo Regno (Ragab Papyrus Institute, Cairo) dove è rappresentata una nascita regale. Durante il Medioevo l’unico bambino sempre rappresentato alla nascita è Gesù. L’artista medioevale rappresenta altre nascite quando i personaggi sono famosi dal punto religioso, come San Giovanni Battista, oppure storico, come Giulio Cesare o Carlo Magno. In ogni caso la sala parto era un luogo privato per antonomasia, custodito e preservato, anche sorvegliato da guardie e quasi esclusivamente femminile. In qualche caso però, dal Medioevo in poi, la sala parto diventa un luogo pubblico per le nascite regali, ponendosi la necessità di disperdere qualsiasi dubbio sull’effettiva legittimità del rampollo, che proprio dal diritto di nascita avrebbe tratto il suo futuro potere di re. Federico II di Svevia, Imperatore del Sacro Romano Impero e re di Sicilia dal 1220 al 1250, nacque il 26 dicembre 1194a Jesi, nella Marca anconetana, mentre la madre stava raggiungendo il marito a Palermo, incoronato il giorno prima Re di Sicilia. Era figlio di Enrico VI, figlio a sua volta di Federico Barbarossa, e di Costanza d’Altavilla, figlia di Ruggero II il Normanno. Fu spesso in lotta con il Papa, che lo accusò addirittura di essere l’Anticristo. A livello popolare non si fece fatica a crederlo, anche perché una leggenda diceva che l'Anticristo sarebbe nato dall'unione fra una monaca e un frate. Enrico VI era un uomo molto religioso e da giovane aveva meditato di dedicarsi alla vita religiosa, mentre Costanza d'Altavilla, che si era sposata all'età di 32 anni, aveva vissuto in un convento prima del matrimonio. Quando partorì Federico, Costanza aveva 40 anni e, data l'età avanzata, molti non credevano alla sua gravidanza. Per questa ragione fu innalzato un baldacchino al centro della piazza di Jesi, dove Costanza partorì pubblicamente, per allontanare ogni dubbio sulla nascita del futuro imperatore. Giovanni Villani dice che «quando la 'mperatrice Costanza era grossa di Federigo, s'avea sospetto in Cicilia e per tutto il reame di Puglia, che per la sua grande etade potesse esser grossa; per la qual cosa quando venne a partorire fece tendere un padiglione in su la piazza e mandò bando che qual donna volesse v'andasse a vederla; e molte ve n'andarono e vidono, e però cessò il sospetto». Alla corte francese dei Borbone era usanza che al primo parto della regina assistessero i cortigiani, secondo un cerimoniale che durò fino alla Rivoluzione francese e fu ripreso durante la Restaurazione. Dalle testimonianze della levatrice e del primo medico della Regina, che assistettero alla nascita di Luigi XIII, avvenuta il 27 settembre 1601 a Fontainbleau, conosciamo i dettagli del parto di Maria de’ Medici, che stava per dare al re di Francia Enrico IV l’erede al trono. Per l’occasione era stata preparata una grande sala vicina alla camera del Re, dove era stato sistemato il letto da parto, ricoperto di velluto cremisi e oro, su cui la Regina fu invitata a stendersi. Fu portata poi la sedia ostetrica, ricoperta di velluto cremisi, per le ultime fasi del parto. Furono sistemate poi una sedia, dei seggiolini e degli sgabelli, perché vi si accomodassero il Re, Caterina di Borbone, duchessa di Bar e sorella del Re, e Anna d’Este, duchessa di Nemours. Al parto furono presenti anche i principi del sangue, Francesco, Carlo ed Enrico di Borbone, che ebbero il compito di controllare il taglio del cordone ombelicale. Erano stati chiamati i due primi medici del Re, il primo e il secondo medico della Regina e il chirurgo del Re, i quali però, dato il felice svolgimento del parto, se ne stettero in disparte, lasciando fare alla levatrice e alle sue aiutanti. La Regina si trovava ancora, debolissima, sulla sedia da parto, quando il Re andò ad aprire le porte della sala e fece entrare tutti coloro che si trovavano in anticamera per mostrare il figlio neonato ancora nudo, perché tutti potessero vedere che era un maschio. Si accalcarono nella sala forse duecento persone, e la ressa era tale che la Regina dovette rimanere con grande disagio sulla sedia da parto, senza avere la possibilità di accomodarsi sul letto. L’ostetrica non riusciva a celare il suo disappunto, ma il Re, che se ne era accorto, le disse che quel bambino apparteneva al mondo e tutti dovevano avere la possibilità di gioirne. Dunque i parti regali erano una questione pubblica, non doveva sussistere alcun dubbio sulla legittimità del neonato, soprattutto se si trattava dell’erede al trono. Nascere famosi… oggi Oggi il parto fa spettacolo. I motivi per cui ora si diventa famosi sono diversi da quelli del passato, ma la nascita del figlio di un personaggio noto per qualsiasi ragione fa sempre notizia, dalla figlia di Tom Cruise a quella di Angelina Jolie, con ampio corredo fotografico ad iniziare dalle prime fasi della gravidanza. Ma sembra che Ilary Blasy voglia andare oltre, ipotizzando un parto in diretta per la sua secondogenita. Anche se non sarà così, l’idea è stata lanciata, qualcuno la raccoglierà. Si tornerà alle usanze dei parti regali, non certo per dimostrare la legittimità dell’erede, ma piuttosto per fare spettacolo e quindi business, passando dall’Isola dei Famosi alla Sala Parto dei Famosi. Il business è quello che spinge molti ospedali americani a dotare le sale parto di una postazione d’osservazione panoramica, dietro una vetrata, aperta ad amici e parenti della partoriente con fotografo al seguito, come se si trattasse di andare a teatro. Sembra l'ultima versione dei reality show: il parto-party, così l'ha definito il New York Times. Se mai si pone il problema di decidere chi invitare.... In un presente in cui ogni gravidanza è preziosa, perché spesso il figlio è destinato a rimanere unico, o perché lo si è cercato in ogni modo, ricorrendo talvolta a pratiche medicalmente assistite per il concepimento, ed è preziosa non solo per i genitori, ma anche per le cliniche, che si disputano neonati sempre meno numerosi, sembra che possa costituire un criterio di scelta la possibilità di far assistere parenti di famiglie sempre più allargate e amici a questo evento così importante. E appena nato, non l’intimità, ma già una folla ad accoglierti. Pure in Italia assistiamo a una crescente spettacolarizzazione della nascita, che coinvolge, oltre ai vip, anche le persone comuni. Sono sempre più numerosi i padri che riprendono tutte le fasi del parto della compagna, ottenendo un filmato che andrà a completare la documentazione delle fasi della vita fetale e perinatale del piccolo, insieme alle immagini ecografiche tridimensionali. Tra le motivazioni possibili di questo comportamento può essere annoverato anche l’intento di procurarsi una documentazione da poter produrre in una causa legale, ma certo non è questa l’unica ragione, se ecografie e filmini vengono mostrati puntualmente a parenti e amici, come in una scena esilarante del film Manuale d’amore, di Giovanni Veronesi. Da avvenimento privato, il parto è diventato un evento pubblico anche per chi famoso non è. E tuttavia è necessario chiedersi se la minore riservatezza sia gradita a tutte le partorienti. Oggi nelle sale parto degli ospedali il bambino nasce davanti a varie persone lì presenti come esperti nell’assistenza della partoriente, ma ciò non toglie che per la donna siano degli estranei. Si dà per scontato che la donna accetti senza problemi la loro presenza, ma non è male riflettere una volta in più su questa causa di possibile imbarazzo per la partoriente, per cercare di non trascurare nulla che possa metterla a proprio agio. Negli ultimi anni l’ospedalizzazione massiccia del parto e la tecnologia hanno sostituito in parte la naturalità di questo evento. La donna incinta confida nella tecnologia e vi ricorre assiduamente per esami e controlli, ma nello stesso tempo ha la necessità di un rapporto più umano con chi le sta intorno. Un’ installazione presentata da Robert Vincent nell’estate del 2005, in una mostra d’arte contemporanea al Man di Nuoro, mostrava la sedia da parto come una Chaise longue di Le Corbusier tutta bianca. Intorno, una sala parto silenziosa, bianca e spoglia senza strumenti, senza personale, ma soprattutto senza madre e neonato, gli attori protagonisti della nascita. Una anticipazione di scenari futuri? Marinella Corridori
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