Parlare di depressione nell’età evolutiva è quanto mai attuale, sempre più spesso, infatti, i bambini accusano disturbi che non hanno una chiara motivazione organica, ma si possono collegare piuttosto alla sfera relazionale. È difficile accettare l’idea che la depressione, con tutte le sue possibili conseguenze psicosomatiche, o addirittura psicotiche, possa colpire anche nelle prime fasi della vita. Eppure una diagnosi di disturbo depressivo riguarda il 9,5% dei minori di età compresa fra 9 e 16 anni (si arriva addirittura a registrare almeno un episodio nel 25% alla fine dell’adolescenza). Il convegno: “Quello che avreste voluto sapere sulla depressione 0-14 anni” Alla depressione infantile è stato dedicato il convegno “Quello che avreste voluto sapere sulla depressione 0-14 anni”. L’incontro si è svolto lo scorso 29 maggio a Firenze, nell’Aula Magna dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer, organizzato dalla Commissione “Codice materno: la relazione fisiopatologica madre-bambino-famiglia” della Società Italiana di pediatria e dalla sezione fiorentina della Federazione Italiana Medici Pediatri Firenze, in collaborazione con il Consiglio Regionale della Toscana e il Lyons Club Bargello Firenze. La Segreteria Scientifica è stata curata da Chiara Ciampi (Neuropsichiatra Infantile A.O.U. Meyer) e Marzia Guarnieri (Pediatra di Famiglia ASL 10). Dal convegno è emerso con evidenza che la depressione infantile si inserisce frequentemente in un quadro più ampio di relazioni familiari perturbate e spesso si sviluppa in diretto rapporto con la depressione materna, che influenza la qualità degli scambi interattivi, ma d’altra parte è innegabile una componente genetica nei sintomi depressivi, come dimostrano i risultati di recenti studi. Il libro: “La depressione 0-14 anni” 
A maggio è uscito il volume “La depressione 0-14 anni” (edizioni Hygeia Press) a cura di Chiara Ciampi e Marzia Guarnieri. Molti dei relatori del convegno hanno partecipato alla stesura del libro. La depressione dell’infanzia ci coinvolge nel profondo, perché non rispecchia il percorso di vita generalmente immaginato per un bambino dal concepimento alle soglie dell’adolescenza. “Era necessario far emergere aspetti non conosciuti di disturbi così diffusi anche in campo pediatrico”, come afferma, nella sua prefazione al libro, Gianfranco Temporin (Presidente Commissione ECM, Società Italiana di Pediatria). Lo confermano le curatrici nell’introduzione: “Sviscerare le tematiche della depressione è come infrangere un tabù: ciò che è depresso è segnalato da ciò che non vogliamo vedere, ciò che è meglio non far emergere per non infierire e non stigmatizzare il singolo. A livello intuitivo sentiamo che sono percorsi lunghi e di difficile risoluzione perché spesso i sintomi depressivi sono a sentinella di ulteriori fragilità/patologie slatentizzabili”. Il testo delinea le basi genetiche della personalità e le conseguenze della depressione materna sul figlio, che partono dal mancato contenimento del bambino e si spingono fino all’infanticidio; vengono affrontati il rapporto tra ADHD e disturbo bipolare, tra sintomi depressivi e problematiche alimentari, tra depressione e malattie psicosomatiche; il libro analizza le conseguenze di abusi subiti e le dinamiche attorno ai tentativi di suicidio, la depressione nella malattie croniche o oncologiche. Vengono prospettate varie modalità terapeutiche: diversi tipi di psicoterapia, l’arte terapia, la terapia farmacologica; nel testo vengono inoltre descritti numerosi casi clinici, corredati anche dai disegni dei bambini. Gli autori offrono la propria esperienza per delineare i diversi aspetti di questa patologia, vivendo in prima persona le variabili emozionali con il rigore di un lavoro scientifico. Denominatore comune è una particolare attenzione per il bambino e il suo ambiente, per i sintomi organici e gli aspetti relazionali. L’obiettivo è promuovere una rete multidisciplinare, dalla genetica alla neurobiologia, dalla terapia farmacologica alle psicoterapie più appropriate. Non esiste una gerarchia diagnostica con una partenza o un arrivo, ma un percorso di contatti, dove ognuno, nel proprio campo, si impegna a migliorare la qualità di vita del bambino. La condivisione delle proprie conoscenze aggiornate è già un primo livello di cura e di appropriatezza della terapia. Dalla prefazione di Gianni Bona (Direttore della Clinica Pediatrica di Novara, Università del Piemonte Orientale) si evince che “La depressione 0-14 anni” è un testo di facile lettura che può essere consigliato sia a chi si sta avviando a conseguire la specialità in pediatria o in neuropsichiatria, sia a chi già lavora in questi campi: “Ciascuno di noi inconsciamente tende a rifiutare l’idea che il “morbo” della depressione (...) possa colpire l’età evolutiva. È necessario quindi un esame di coscienza per molti di noi, inclini a trascurare i messaggi relazionali che traspaiono dal comportamento dei bambini o adolescenti che incontriamo nella nostra attività quotidiana”. Nella prefazione di Antonio Panti (Presidente dell’Ordine dei Medici di Firenze) si legge infine che i lettori più motivati dovrebbero essere i pediatri e i medici di famiglia, perché questo volume può aiutarli a individuare i casi da avviare ai servizi specialistici per una terapia personale e familiare: “Queste situazioni hanno sempre bisogno di una rete di protezione e di una pluralità di interventi, che solo una stretta collaborazione tra diversi professionisti può garantire al meglio, onde non lasciare nulla di intentato per alleviare sofferenze in età così delicate e formative per la futura personalità. Un bambino che soffre pesa sulla responsabilità di tutti”. Hygeia Press di Corridori Marinella www.hygeiapress.com
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