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Tutankhamon è certamente il faraone più famoso dell’antico Egitto per la sua storia intrisa di fascino e mistero. Al di là del significato storico, da sempre ha intenerito il mondo la giovane età del re fanciullo cagionevole di salute che improvvisamente si ritrovò bambino a capo di uno dei regni più potenti del mondo e che altrettanto improvvisamente terminò la sua vita terrena appena adolescente, per cause a tutt’oggi oggetto di studio. La vicenda del faraone bambino è diventata famosa dopo il ritrovamento nella Wadi Biban el-Muluk o Valle dei re, nei pressi di Luxor, della sua tomba siglata come KV (king valley) 62 nel novembre del 1922 ad opera del grossolano archeologo Howard Carter, finanziato dal facoltoso George Herbert, quinto Conte di Carnarvon. Pochi sono i dati storici disponibili circa la breve vita di Tutankhamon. Egli apparteneva alla XVIII dinastia egizia. La sua nascita si pone intorno al 1341 aC. Oggetto di dibattito è stata per lunghi anni l’attribuzione della paternità e della maternità. Solo recentemente studi di genetica hanno dimostrato che egli nacque da una relazione incestuosa tra un fratello e una sorella, figli di Amenophis III e della sua prima moglie Tiyi. L’incesto era una pratica molto diffusa in Egitto tra i membri della famiglia reale. Il padre di Tutankhamon era il famoso faraone Akhenaten o Amenophis IV, il cui corpo mummificato fu trovato nella Valla dei Re e identificato con il numero KV (King Valley) 55. La madre, riconosciuta nella mummia KV35 YL (young lady) e inizialmente ritenuta essere la famosa regina Nefertiti, prima moglie di Akhenaten, è stata successivamente identificata nella regina Kija, seconda moglie del faraone, morta di parto dopo la nascita di Tutankhamon. Il padre Akhenaten è passato alla storia come il “re eretico”, perché sostituì il culto tradizionale di “Amon” e delle numerose divinità egiziane con quello di una sola divinità: “Athen” o dio del sole, introducendo in Egitto una religione monoteista. Egli stravolse millenni di storia, spostando la capitale da Tebe a una zona desertica, attualmente denominata Amarna, sita nel Medio Egitto e iniziò a costruire lì la sua città, che volle chiamare Akhetaton. In virtù del suo culto religioso, volle chiamare il figlio Tutankhaten. Tutankhaten ebbe una prima infanzia felice. Quando il padre morì egli, nonostante avesse appena 9 anni, salì sul trono con il nome protocollare di Nebkheperura, essendo l’unico maschio della prole di Akhenaten, che da Nefertiti aveva avuto solo femmine. In relazione alla giovane età fu sottoposto al consiglio di reggenza da parte del padre di Nefertiti ,Ay, del comandante dell’esercito Horemhab, del generale Nakhtim, e del tesoriere Maya. Durante il suo regno la rivoluzione religiosa attuata dal padre fu totalmente cancellata, con il ripristino delle antiche usanze e la reintroduzione del culto religioso tradizionale, nel tentativo di risollevare la situazione del paese diventata critica in quegli anni, poiché Akhenaten, assorbito completamente dal problema religioso, aveva trascurato l’economia del paese e la politica estera, perdendo il controllo di importanti territori in Siria e Palestina. La capitale Akhetaton fu abbandonata e il centro religioso tornò ad essere Tebe, mentre come sede amministrativa fu confermata Menfi. Tutankhaten ancora bambino fu unito in matrimonio alla sorellastra più grande di lui di alcuni anni di nome Ankhesenpaaten, figlia di Nefertiti e Akhenaten. Sembra tuttavia che essi crescendo fossero uniti da un profondo legame. Per raccogliere consenso nel popolo, come testimonianza della loro devozione verso Amon, i due sposi modificarono i loro nomi rispettivamente, da Tutankhaten in Tutankhamon, e da Ankhesenpaaten ad Ankhesenamon. Insieme ritornarono a Tebe nella casa degli antenati, dove ebbe inizio l’impero di Tutankhamon come re dell’Alto e Basso Egitto. Il suo regno non fu privo di importanza. Si interessò personalmente del restauro di tantissimi monumenti raffiguranti le antiche divinità abiurate durante la rivoluzione religiosa attuata dal padre e fece costruire tutta una serie di statue per abbellire templi e città, come il famoso obelisco di Karnak. Improbabile è invece la partecipazione diretta alle azioni militari. Dal matrimonio con Ankhesenamon non ebbe eredi. Due bambine nacquero morte, come è testimoniato dal ritrovamento di due feti mummificati all’interno della tomba di Tutankhamon. Lo studio del DNA dei loro resti mortali ha confermato ulteriormente la consanguineità tra il re e la regina, essendo stata rilevata una similitudine di oltre il 50% con quello del genitore. 
Tutankhamon e la moglie – Museo Egiziano Berlino. Dal rilievo si può notare la zoppia del giovane faraone, che si appoggia a un bastone. Tutankhamon morì intorno al 1323 a. C. a un’età compresa fra i 16 e i 20 anni. La salma del giovane faraone fu deposta prima in tre sarcofagi antropoidi e infine in uno rettangolare e il suo volto fu coperto da un’ incantevole maschera facciale d’oro, ritenuta ancora oggi il simbolo della civiltà egizia. Tutankhamon era di costituzione esile, alto circa 170 cm con un peso di 55 kg. La consanguineità potrebbe essere stata alla base delle patologie del giovane re. Sembra che fosse affetto da scoliosi e palatoschisi. Zoppicava e spesso si accompagnava con un bastone. Sembra che avesse il piede equino a sx ed oligodattilia a livello del controlaterale. Nella sua tomba sono stati ritrovati circa 130 bastoni , tutti diversi da loro e tutti di materiale prezioso eccetto uno di giunco, verosimilmente costruito dal re bambino durante una passeggiata lungo il Nilo. Numerose sono state le ipotesi avanzate nel corso degli anni circa le possibili cause della morte del giovane faraone compreso anche l’assassinio da parte di Ay e Horemhab per la sete di potere, congettura avanzata in seguito al rilievo di una ferita dietro la testa che studi più accurati hanno invece correlato a un errore degli imbalsamatori. Le cause supposte sono state una caduta da cavallo o dal carro regale, setticemia in seguito alla frattura del femore sinistro, embolia, avvelenamento, complicanze della sospetta sindrome di Marfan. Solo quest’anno dalle indagini condotte dal noto egittologo Zahi Hawass e dal radiologo bolzanino Paul Gostner è stato rilevato che Tutankhamon era affetto dal’osteocondrosi dell'epifisi prossimale del II metatarso o morbo di Kohler II, che colpisce il metatarso causando zoppia e deformazione della colonna vertebrale, mentre la causa ultima di morte del giovane faraone sembra sia stata una forma acuta di malaria da Plasmodium falciparum. La diagnosi pare confermata dal ritrovamento nella tomba di residui di alcune piante a tutt’oggi note per le proprietà antipiretiche e lenitive. Alla morte di Tutankhamon, Ay sposò la vedova, di cui era anche il nonno,e quattro anni dopo, con la sua morte, il potere andò a Horemheb. Sebbene quest’ultimo avesse cancellato dai monumenti ogni iscrizione che faceva riferimento a Tutankhamon per metterlo nell’ombra, la fama del faraone bambino è diventata imperitura. Per quanto riguarda la presunta maledizione di Tutankhamon, sembra che si tratti di una leggenda senza alcun fondamento storico, sorta qualche anno dopo il ritrovamento della tomba e propagandata dai giornali dell’epoca per sminuire l’importanza della scoperta, la cui esclusiva mondiale era stata data al “Times”. Raffaella Mormile Dirigente medico di I Livello UOC di Pediatria e Neonatologia P.O. San G. Moscati Aversa
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