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Oggi più di ieri: bambini fuori forma Sebbene l’indice di massa corporea dei bambini inglesi di oggi sia rimasto uguale a quello del decennio precedente, i bambini risultano più deboli, meno muscolosi e incapaci di compiere attività fisiche normali per i coetanei di dieci anni fa. È questo il risultato a cui è giunto un gruppo di ricercatori dell’ Essex University, che nel 2008 ha studiato la forza fisica di un gruppo di oltre 300 bambini di 10 anni e ha poi comparato i risultati con quelli ottenuti da un esperimento analogo compiuto nel 1998. I risultati sono stati pubblicati nell’articolo intitolato “Ten-year secular changes in muscular fitness in English children”, pubblicato online su Acta Paediatrica nel maggio 2011. Dalla ricerca si è rilevato in particolare che il numero di esercizi addominali che un bambino di 10 anni è in grado di fare si è ridotto del 27% tra il 1998 e il 2008, la forza nelle braccia si è ridotta del 26% e la forza della presa è diminuita del 7%. Il Dr. Sandercock, che ha guidato la ricerca, ha affermato che ciò è probabilmente dovuto al cambiamento delle abitudini dei bambini inglesi, per esempio al fatto che prendono meno parte ad attività come salire sugli alberi per divertimento o arrampicarsi sulla fune durante le lezioni di educazione fisica.
Facebook accessibile ai bambini? Zuckerberg vorrebbe rendere accessibile Facebook anche ai bambini e propone di eliminare il limite legale minimo di età per l'iscrizione ai social network, attualmente fissato a 13 anni. Il proposito dichiarato è di mettere in contatto i bambini di tutto il mondo per studiare, parlare e giocare insieme. Zuckerberg è un sostenitore convinto della possibilità di imparare dai propri pari moltiplicando le occasioni di scambio culturale e ha reso pubblica la sua intenzione di sviluppare un social network dedicato ai bambini sotto i 13 anni, pensando anche a quei 7,5 milioni i bambini al di sotto dei 13 anni che attualmente hanno un profilo illegale su Facebook: all’interno di un social network dedicato ai minori, questi ragazzi potrebbero soddisfare la loro curiosità con la garanzia di una maggiore sicurezza. Tuttavia negli USA le associazioni a difesa dei consumatori sono subito insorte, sottolineando i rischi del progetto. Uno dei problemi più rilevanti è quello relativo alla privacy dei bambini, tanto più alla luce del fatto che si sono già verificate alcune violazioni dei dati personali degli utenti adulti di Facebook. Un altro problema fondamentale è quello della sicurezza: in che modo si potrà garantire che i profili all'interno di questo social siano tutti appartenenti a ragazzi under 13, proteggendo i bambini dal rischio della pedofilia?
Nascite in calo in Italia Secondo il dossier Istat “Bilancio demografico nazionale 2010”, nel 2010 sono nati 561.944 bambini, 6.913 in meno rispetto all'anno precedente: il tasso di natalità (9,3 per mille) si presenta come il valore più basso dell'ultimo decennio, proseguendo un andamento già registrato nel 2009. Negli anni precedenti c’era stato un incremento, dovuto soprattutto al contributo alla natalità dato dalle donne straniere, ma questo incremento fornito dalle donne straniere non compensa più la diminuita propensione alla procreazione delle donne italiane (il tasso di fecondità stimato è passato da 1,33 a 1,29 nel giro di un solo anno). C’è anche da considerare che le donne italiane in età riproduttiva (15-49 anni) sono sempre meno, figlie di quel prolungato periodo di calo delle nascite iniziato a metà anni '70.
Le donne costrette a scegliere tra figli e lavoro Alcuni dati fornito dal dossier Istat “Bilancio demografico nazionale 2010” potrebbero fornire una chiave di lettura del calo delle nascite verificatosi nel 2010. Dal rapporto risulta che un terzo delle madri ha dovuto lasciare il lavoro per motivi familiari, nella metà dei casi (oltre 800 mila donne) il motivo è stato la nascita di un figlio. In ogni caso, tra le donne che lavorano e hanno meno di 65 anni, una su cinque ha lasciato il lavoro per matrimonio, gravidanza o altri motivi familiari e solo quattro donne su dieci, tra quelle costrette a lasciare il lavoro, ha poi ripreso l'attività. Questi dati fotografano una realtà che, associata alle difficoltà create dalla crisi economica, sicuramente condiziona le scelte delle donne italiane.
Il bavaglino antifumo In concomitanza con la Giornata mondiale senza tabacco, che si è celebrata il 31 maggio, l’Assessorato Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna ha promosso una campagna intitolata: “Grazie... non fumo”. Lo slogan è riportato sui bavaglini regalati ai bambini nati nel mese di maggio al momento della dimissione dall’ospedale. L’obiettivo è quello di sensibilizzare i genitori e fargli prendere coscienza dei rischi connessi al fumo di sigaretta, sia durante la gestazione che durante la crescita del figlio: il fumo in gravidanza aumenta il rischio di gravidanze extrauterine e di aborto spontaneo nel primo trimestre; durante l’infanzia il fumo passivo è associato a varie patologie, come malattie cardiovascolari, malattie respiratorie acute e croniche e tumori cerebrali. La necessità di informare i genitori emerge anche dai dati del sistema di sorveglianza PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) sull’abitudine al fumo in Emilia-Romagna, relativi agli anni 2007-2010. Si è infatti rilevato che non tutti i genitori offrono al proprio bambino un ambiente sano in cui crescere: il fumo non è ancora stato eliminato del tutto dall’ambiente domestico almeno in un quinto delle case in cui abita un bambino di età inferiore a 14 anni. Marinella Corridori
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