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Generazione "always on"

La generazione “always on”. Con il termine “always on” (“sempre connessa”) si indica la generazione che ha iniziato ad usare il cellulare nell’infanzia: è una generazione iperstimolata da un flusso di informazioni in ricircolo continuo e si caratterizza per essere sempre raggiungibile e per la possibilità di estendere i propri contatti senza confini geopolitici. Ci si può chiedere come possono reagire gli adolescenti e i giovani che fanno parte della generazione “always on” a un periodo di lontananza forzata dalle nuove tecnologie: potrebbero essere capaci di resistere un giorno intero senza usare dispositivi tecnologici?

La ricerca. Con questo quesito ha preso avvio la ricerca “The world unplugged”, condotta in 12 università di 9 paesi: Argentina, Cile, Cina (continentale e Hong Kong), Gran Bretagna, Libano, Messico, Slovacchia, Stati Uniti e Uganda. Lo studio è un ampliamento di una precedente ricerca statunitense, intitolata “24 hours: Unplugged”, che nel 2010 aveva coinvolto 200 studenti dell’Università del Maryland. Gli studenti dovevano cercare un periodo di 24 ore in cui potersi impegnare a non usare alcun mezzo di comunicazione (internet, giornali o riviste, TV, cellulari, iPod, musica, film, Facebook, Playstation e video games, ecc.).

Il questionario. Agli studenti partecipanti alla ricerca è stato chiesto di compilare un questionario online. Il questionario è stato compilato da 6 studenti su 10; dall’analisi delle risposte è risultato che due terzi erano ragazze e un terzo ragazzi; un quinto dei ragazzi apparteneva alla fascia d’età 17-18 anni, un quinto alla fascia 19-20 anni, un quarto aveva 21-22 anni e il resto più di 23 anni. Tutti gli studenti hanno affermato di possedere un cellulare e circa un terzo ha dichiarato di aver ricevuto il primo cellulare prima di aver compiuto 12 anni.

Il tema. Agli studenti è stato inoltre chiesto di scrivere un commento di almeno 300 parole per descrivere come avessero vissuto l’esperimento, se fossero riusciti a portare a termine il compito restando senza mezzi di comunicazione per tutte le 24 ore, quali fossero state le differenze in termini logistici, se avessero sentito qualche effetto a livello psicologico, se fosse stato più difficile o più facile del previsto.

Uso costruttivo. Gli studenti hanno affermato che rimanere sempre connessi, specialmente attraverso Facebook, non è solo un’abitudine: è il modo in cui costruiscono e gestiscono le loro vite sociali. “Sentiamo il bisogno di rimanere connessi ai mezzi di comunicazione tutto il giorno, le nostre vite ruotano attorno ad essi. È il modo in cui ci informiamo sulle notizie e sui gossip, il modo in cui comunichiamo con gli amici e pianifichiamo le nostre giornate”, era scritto in un tema britannico. 

Uso patologico. Gli studenti hanno spesso utilizzato il termine “dipendenza” per definire il proprio rapporto con i media e la maggior parte degli studenti ha ammesso di non essere riuscita a rimanere senza utilizzare i mezzi di comunicazione per un giorno intero. Molti studenti si sono annoiati, non sapendo come utilizzare il proprio tempo. Hanno inoltre avvertito un senso di perdita: dato che i mezzi di comunicazione, in particolare il cellulare, sono diventati un’estensione di sé, starvi lontano fa avvertire la mancanza di una parte di se stessi. Molti ragazzi si sono poi definiti ansiosi, irritabili, insicuri, isolati, soli, persi, angosciati, disperati, in preda al panico, incompleti, vuoti. “Spero di non avere mai più un giorno di questo genere nella mia vita”, era scritto in un tema slovacco.

Una maggiore consapevolezza. Per alcuni ragazzi la ricerca è stata utile per acquistare una maggiore consapevolezza del proprio rapporto con i mezzi di comunicazione: “Anche se rimanere 24 ore senza contatto con i media mi ha fatto sentire a disagio, ho iniziato a riflettere sulla mia vita. Viviamo per i media o per noi stessi? Dobbiamo fare la scelta giusta” si affermava in uno scritto cinese. Alcuni studenti hanno poi rilevato che l’assenza della distrazione provocata dall’utilizzo dei mezzi di comunicazione gli ha permesso di avere una migliore interazione con le persone presenti accanto a loro, come i genitori o i coinquilini.

Per approfondire.
“24 hours: Unplugged”,http://withoutmedia.wordpress.com/, ultimo accesso: giugno 2011
“The world Unplugged”, http://theworldunplugged.wordpress.com/, ultimo accesso: giugno 2011

Eleonora Fanos




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