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Il primo giorno di scuola può portare con sé paure e tensioni, specialmente se si tratta del primo giorno di scuola in assoluto che il bambino si trova ad affrontare. Come si può aiutare il proprio figlio ad iniziare la scuola primaria col piede giusto? Qualche suggerimento arriva da Family Lives (un ente inglese a scopo benefico, che fornisce consulenza gratuita alle famiglie) e dal National Parents Council Primary (un’organizzazione irlandese che rappresenta i genitori dei bambini che frequentano le scuole elementari), che hanno redatto alcune brevi guide su questo argomento.
Zaino e grembiule. È utile programmare per tempo gli acquisti necessari (grembiule, zaino, articoli di cancelleria) e non ridursi all’ultimo minuto, per evitare inutili preoccupazioni. Si consiglia di lasciare che il bambino usi lo zaino prima del primo giorno di scuola: ciò consente al piccolo di imparare ad aprirlo e a chiuderlo e così non si troverà in difficoltà in classe. Allo stesso modo, è consigliato far indossare al bambino il grembiule, in modo che si abitui a indossarlo e a toglierlo in autonomia. Viene inoltre suggerito di porre il nome del bambino sull’etichetta del grembiule e dello zaino e mostrare al bambino come riconoscere le proprie cose. Durante la sera che precede il primo giorno di scuola è utile preparare il grembiule e la merenda (per ridurre le attività da compiere la mattina seguente) e si può incoraggiare il bambino a dare una mano nella preparazione
Routine mattutina. Si consiglia di abituare il bambino alla routine mattutina che dovrà seguire nei giorni di scuola, facendolo svegliare presto già a partire dai giorni precedenti. Si consiglia di compiere il tragitto necessario per raggiungere la scuola almeno una volta prima del giorno di inizio delle lezioni, per far abituare il bambino e per rendersi conto del tempo effettivo che si impiega.
Idea positiva della scuola. Il genitore dovrebbe cercare di trasmettere al figlio un’idea positiva della scuola, parlando in maniera rilassata dell’inizio delle lezioni e raccontando qualche storia divertente di quando lui stesso andava a scuola. Si consiglia inoltre di leggere insieme al bambino qualche libro per l’infanzia che parli in modo positivo dell’inizio della scuola: ci si può rivolgere in libreria per farsene consigliare uno. Il genitore dovrebbe inoltre ascoltare le preoccupazioni del bambino e fargli sapere che, se ha qualche dubbio, non deve avere timore di porre domande.
Amicizie. Si consiglia ai genitori di parlare al bambino delle attività che potrà compiere a scuola con i suoi compagni e di consigliarlo su come crearsi una cerchia di amici, parlando in generale del tema dell’amicizia o portando qualche esempio tratto dalla propria storia scolastica. Se già si conoscono alcuni futuri compagni di classe del bambino, può essere una buona idea organizzare qualche pomeriggio di gioco con questi bambini, prima che la scuola inizi.
Entrata e uscita da scuola. Il primo giorno di scuola si consiglia di alzarsi presto, per non arrivare in ritardo. Al momento dei saluti il genitore deve cercare di salutare il bambino con un sorriso, anche se non corrisponde al proprio stato d’animo in quel momento. Non ci si deve preoccupare eccessivamente se al momento dei saluti il bambino sembra arrabbiato e non vuole lasciare il genitore: generalmente, una volta entrati a scuola, i bambini si ambientano velocemente. I genitori possono comunque tranquillizzare il bambino ricordandogli che ci sarà qualcuno ad aspettarlo alla fine delle lezioni. Bisogna poi assicurarsi di arrivare a prendere il bambino all’orario esatto: per un bambino l’attesa di qualche minuto può sembrare eterna. Se i genitori non possono accompagnare e/o andare a prendere il bambino a scuola, è importante che tali compiti vengano affidati a una persona con cui il bambino si senta a suo agio.
Calma. il primo giorno di scuola può essere fonte di stress non solo per il bambino, ma anche per il genitore. Può essere perciò utile organizzarsi per incontrare qualche amico o parente, per poter scambiare quattro chiacchiere e allentare lo stato di agitazione, in modo da non riversarlo sul bambino. Eleonora Fanos
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