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Gastroenterite da rotavirus in età pediatrica

La gastroenterite da rotavirus rappresenta una causa di frequente ospedalizzazione dei bambini in relazione al rischio di disidratazione, soprattutto per quanto riguarda la fascia di età al di sotto dei due anni di vita. I rotavirus sono anche gli agenti eziologici più comuni di diarrea contratta in ospedale. È una malattia ubiquitaria che semina morte a tutt’oggi soprattutto nei paesi in via di sviluppo. In Italia si registrano annualmente circa 300.000 nuovi casi, con una media di 10.000 ricoveri. Si stima che tutti i bambini ne restino infettati entro i primi tre ani di vita. L’età pediatrica è quella più colpita interessando solo raramente adolescenti ed adulti. Nei paesi a clima temperato si propaga principalmente nei mesi freddi mentre in quelli a clima tropicale solitamente è presente tutto l’anno. Comunemente la gastroenterite da rotavirus ha carattere endemico, tuttavia sono state riportate anche vere e proprie epidemie.

 

Virus. I rotavirus appartengono alla famiglia Reoviridae. Sono virus a doppia elica di RNA distinti in 7 gruppi antigenici denominati da A e G. Solo i gruppi A, B e C sono patogeni per l’uomo; tutti, invece, possono infettare gli animali. I rotavirus sono classificati in sierotipi e genotipi in base a due proteine della struttura esterna del capside. Queste sono la glicoproteina VP7 (G) e l’emoagglutinina proteasi sensibile VP4 (P). I rotavirus del gruppo A rappresentano la causa principiale di diarrea in tutto il mondo, mentre i sierotipi più comuni sono quelli G1, G2, G3, G4, G9; questi ultimi sono stati adoperati nella composizione dei vaccini. Si diffonde esclusivamente mediante il contatto interumano, non essendo stata documentata la possibilità di trasmissione dagli animali all’uomo.

 

Contagio. Il contagio avviene principalmente per via oro-fecale; tuttavia è stata evidenziata anche la possibilità di trasmissione per via respiratoria attraverso tosse e starnuti e/o per contatto indiretto mediante giocattoli e altre superfici nelle comunità infantili come suppellettili varie. Il periodo di incubazione è di 2-4 giorni. Il virus viene emesso nelle feci prima ancora dell’attacco di diarrea conclamata e può continuare sino a 21 giorni dall’inizio della diarrea nei soggetti immunocompetenti. Quasi sempre il contagio si propaga a tutto il nucleo familiare di appartenenza e/o della comunità di riferimento del caso-indice. il quadro clinico della gastroenterite da rotavirus è molto variabile, andando da forme asintomatiche o lievi a situazioni di grave disidratazione ed ipoglicemia con acidosi metabolica e squilibri elettrolitici: quadri, questi, che se non sono trattati tempestivamente ed adeguatamente possono portare ad exitus per shock ipovolemico. I bambini di 3-24 mesi risultano più a rischio di contrarre infezioni gravi. Nei bambini al di sotto dell’anno di età, l’allattamento al seno dovrebbe essere incoraggiato perché può ridurre la gravità dei sintomi.

 

Sintomi e conseguenze. Febbre e vomito rappresentano i sintomi di esordio seguiti dopo circa 24-48 ore da feci acquose. La diarrea è correlata alla diminuzione dell’assorbimento di acqua e sali da parte delle cellule dei villi intestinali ed è associata anche ad una depressione transitoria dell’attività degli enzimi disaccaridasi che si trovano a livello dell’orletto a spazzola degli enterociti, fornendo il razionale all’introduzione di latte privo di lattosio nella fase di convalescenza. La gastroenterite generalmente regredisce in 3-8 giorni. In rari casi si può evidenziare screzio pancreatico. Talvolta può essere coinvolto anche l’apparato respiratorio con otiti, faringiti e raramente bronchiti e/o polmoniti. I rotavirus inducono sia una immunità locale che sistemica con una risposta sia di tipo omotipica che eterotipica, rispettivamente verso lo stesso e/o verso differenti sierotipi. L’immunizzazione primaria induce memoria immunologica specifica sia dei linfociti T che B, tuttavia non è tale da prevenire le reinfezioni, riuscendo però a mitigare la gravità delle stesse. L’infezione può cronicizzare nei bambini immunodepressi, come i soggetti affetti da AIDS. Recentemente è stato ipotizzato che la gastroenterite da rotavirus possa slatentizzare la celiachia nei soggetti geneticamente predisposti in relazione alla omologia strutturale tra la proteina VP7 dei rotavirus ed una proteina simile presente sulle cellule di rivestimento dell’intestino.

 

Diagnosi e terapia. La diagnosi viene effettuata attraverso la ricerca di antigeni fecali specifici del rotavirus su campioni fecali. Non esiste una terapia specifica ma solo un approccio sintomatico finalizzato alla reidratazione mediante la somministrazione di soluzioni glucosaline per bocca e/o per via parenterale in regime di ricovero nei casi più gravi. Anche i fermenti lattici sono ampiamente utilizzati soprattutto per iniziativa genitoriale. Sono state anche impiegate in via sperimentale le immunoglobuline per via orale nei pazienti immunocompromessi a rischio di infezioni prolungate al fine di eradicare quanto prima il virus, anche se ci sono opinioni differenti circa il rapporto costo/beneficio.

 

Vaccino. In epoca relativamente recente è stato introdotto in commercio un vaccino anti-rotavirus a virus vivi attenuati. Comunque, le alterne vicende che ne hanno caratterizzato la storia tra introduzione e ritiro dal mercato in relazione alla segnalazione di casi di invaginazione e/o di malattia di Kawasaki e per la presenza di componenti virali estranee non ne hanno certamente favorito la diffusione, suscitando anzi una certa diffidenza e riluttanza all’utilizzo. Tuttavia, mentre nei paesi industrializzati un programma vaccinale sarebbe puramente consigliabile, esso risulterebbe di grande utilità nei paesi in via di sviluppo dove i rotavirus continuano a mietere vittime. La vaccinazione è controindicata nei soggetti immunodepressi, come tutti i vaccini a virus vivi attenuati, ed è sconsigliata nei soggetti con storia di invaginazione intestinale e/o patologie intestinali predisponenti.

 

Prevenzione. Il lavaggio delle superfici con acqua e sapone e l’utilizzo di alcol denaturato al 70% risultano utili nell’inattivare i rotavirus prevenendo la trasmissione della malattia da contatto con superfici ambientali.

 

Cosa devono sapere i genitori. I genitori dovrebbero essere ammoniti circa i pericoli della disidratazione e dell’ipoglicemia che la gastroenterite da rotavirus può causare ai loro figli e circa i sintomi spia come contrazione della diuresi e/o sonnolenza. Inoltre dovrebbero essere ben informati che ai fini della tutela dalla disidratazione è indispensabile precipuamente somministrare soluzioni reidratanti glucosaline per bocca e non fermenti lattici che hanno una azione sinergica ma non sostitutiva. Ed infine i genitori dovrebbero essere resi ben edotti circa la necessità inderogabile di condurre i loro bambini nel più vicino ospedale qualora il vomito rendesse impossibile la reidratazione per bocca, al fine di iniziare quanto prima la reidratazione parenterale.

 

Raffaella Mormile

Dirigente Medico – UOC di Pediatria e Neonatologia – P.O. Moscati – Aversa




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