La parola doula deriva dal greco antico, dove si riferiva alle schiave domestiche; oggi questa parola indica una figura professionale che presta assistenza non medica prima, durante e dopo il parto. Il termine fu utilizzato per la prima volta dall’antropologa Dana Raphael nel suo libro The Tender Gift: Breastfeeding, per riferirsi alle donne che assistevano le neomadri nell’allattamento. L’assistenza delle doule si concretizza specialmente in un costante conforto e sostegno emotivo, specialmente durante il travaglio e nel momento della dimissione del bambino dall’ospedale, quando i genitori si trovano per la prima volta da soli col proprio figlio. Secondo la definizione di una doula inglese, Bridget Baker, riportata sul quotidiano Guardian: “ La doula è una figura che riunisce in un’unica persona un’amica, la mamma e la zia preferita, e ha grande esperienza con i bambini”. Una doula prenatale (birth doula) opera come intermediaria tra la partoriente e lo staff medico, chiedendo informazioni riguardo alle procedure mediche che vengono proposte e offrendo supporto emotivo e incoraggiamento durante il travaglio. Le ricerche presentate nel 1993 nel libro Mothering the Mother, di Klaus, Kennell e Klaus, mostrano che la presenza di una doula al momento del parto riduce di due ore in media la durata del parto per le madri al primo figlio; riduce il ricorso al cesareo del 50%; riduce la necessità di medicine contro il dolore; aiuta i padri a partecipare con fiducia; aumenta il successo nell’allattamento al seno. Una doula postnatale (postpartum doula) può svolgere svariati compiti per i neogenitori, specialmente nei confronti della neomamma, innanzitutto di tipo psicologico, fornendo alla famiglia informazioni utili per riassestarsi attorno al nuovo arrivato, aiutando gli eventuali fratelli ad abituarsi, aiutando durante l’allattamento o suggerendo come calmare il bambino. Inoltre una doula postnatale può fornire un aiuto materiale, occupandosi delle faccende domestiche o andando a fare la spesa. Varie associazioni riuniscono le doule nei diversi paesi (ad esempio Doulas de France, Doula UK, Doula Ireland); a livello internazionale è presente DONA International, l’associazione internazionale delle doule: ha sede nell’Indiana e riunisce quasi 7.000 doule. In Gran Bretagna, nel 2004, circa 700 donne si sono avvalse dell’aiuto di una doula; nel 2008 il numero è salito a 2.500. Allo stesso modo il numero di doule appartenenti al network Doula UK è aumentato da 28 nel 2003 a 450 nel 2008. Le statistiche britanniche mostrano che le donne che cercano l’aiuto della doula sono soprattutto donne al primo figlio, in età avanzata, di religione ebrea ortodossa, madri single o che non hanno parenti che vivono nelle vicinanze. In ottobre il Ministero della Salute inglese ha stanziato 270.000 sterline per stabilire un servizio di doule volontarie nel Regno Unito. Marinella Corridori
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