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I bambini e i libri: notizie flash  

Leggere ad alta voce

Nati per leggere è un progetto iniziato nel 1999 con l’obiettivo della promozione della lettura ad alta voce ai bambini che ancora non sanno leggere (0-6 anni).

Per il 2010, all’interno del progetto Nati per leggere, è stata indetta la prima edizione del Premio Nazionale omonimo. Verranno assegnati cinque premi: “Nascere con i libri”al miglior libro edito in Italia per bambini dagli 0 ai 3 anni; “Crescere con i libri” al miglior libro edito in Italia per bambini dai 3 ai 6 anni; “Libri in cantiere” al miglior progetto editoriale inedito per bambini dagli 0 ai 3 anni; “Reti di libri” al miglior progetto di promozione della lettura tra i bambini dagli 0 ai 5 anni; “Pasquale Causa” al pediatra che abbia maggiormente promosso la diffusione della lettura ad alta voce presso le famiglie. Per la sezione “Crescere con i libri” sono già stati selezionati i libri finalisti, mentre per le altre sezioni la domanda di partecipazione può essere inviata fino al 31 gennaio 2010.

 

Grandi lettori fin da piccoli

L’importanza di un contatto precoce con la lettura è sempre più spesso avvalorata dalle indagini sulla lettura; a tale proposito è interessante riportare i dati che sono stati presentati a Più Libri Più Liberi (l’ottava Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria, tenutasi a Roma tra il 5 e l’8 dicembre 2009) da Alessandra Gariboldi dell’Osservatorio Culturale del Piemonte: i dati riguardano un’indagine svolta sul pubblico di otto eventi piemontesi di promozione e diffusione della lettura (tra cui la Fiera internazionale del libro di Torino), che ha dato la possibilità di ottenere 2.431 questionari. Da questa indagine si rileva che il 58% di coloro che hanno risposto al sondaggio si è avvicinato alla lettura nei primi anni di vita (0-5 anni) o da bambino (6-11 anni); il 52% dei rispondenti ha inoltre affermato che si era avvicinato alla lettura grazie alla famiglia. Dalla stessa indagine risulta inoltre che chi si è avvicinato alla lettura nei primi anni di vita (0-5 anni) è diventato lettore forte (ossia con una media annuale di lettura superiore ai 12 libri) nel 71,1% dei casi, coloro che si sono avvicinati alla lettura da bambini (6-11 anni) sono diventati lettori forti nel 50,6% dei casi, chi si è avvicinato alla lettura nell’adolescenza (tra i 12 e i 18 anni) è diventato lettore forte nel 41% dei casi, mentre chi ha si è avvicinato alla lettura solo da adulto è diventato un lettore forte solo nel 29% dei casi. Si può perciò capire l’importanza delle iniziative volte ad avvicinare i bambini alla lettura.

 

I bambini leggono più degli adolescenti nel tempo libero

Il 10° Rapporto nazionale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza (redatto nel 2009 da Eurispes e Telefono Azzurro) riporta i risultati di un’indagine campionaria svolta nel 2009 e diretta a delineare un identikit del bambino (7-11 anni) e dell’adolescente (12-19 anni) in Italia. L’indagine è stata svolta tramite la somministrazione di un questionario in cui una delle aree di analisi era l’impiego del tempo libero. Alla domanda “Quando hai tempo libero quanto tempo dedichi a leggere libri”, il 19,8% dei bambini ha risposto “per niente”, il 27,9% “poco”, il 24,6% “abbastanza” e il 19,8% “molto” (vi è inoltre un 7,9% che “non sa/non risponde”). L’analisi dei dati in funzione del genere di appartenenza evidenzia che vi è una differenza di una decina di punti percentuale tra i sessi: la lettura di libri piace al 49,2% delle bambine e al 39,5% dei bambini. La distanza nei gusti è comunque più ridotta rispetto a quella riscontrabili ad esempio per i videogiochi (che piacciono al 64% dei bambini ma solo al 42,8% delle bambine). Passando ad analizzare i questionari compilati dagli adolescenti, il rapporto mostra che i ragazzi sono meno propensi a dedicare tempo libero alla lettura di libri: il 29,4% ha risposto “per niente”, il 30,4% “poco”, il 25,9% “abbastanza” e 13,5% “molto”. Perciò, mentre il 44,4% dei bambini mostra di amare la lettura, passando all’adolescenza la percentuale si abbassa al 39,4%.

 

I bambini spagnoli amano la lettura

Dal 2001 in Spagna vengono annualmente svolte inchieste sulla lettura; il 2001 è infatti l’anno di avvio del Plan de Fomento (che significa “piano di promozione”), che è stato potenziato nel 2007 grazie alla legge sul libro varata il 22 giugno di quell’anno. Lo sviluppo del Piano è sotto la responsabilità del Ministero della cultura e dell’educazione, mentre il Governo deve occuparsi di assicurare le sinergie tra il Ministero e gli enti locali, gli altri enti pubblici e gli enti privati. Il Plan de Fomento ha innanzitutto l’obiettivo di venire a conoscenza delle abitudini di lettura, e in tale ambito si inseriscono le inchieste annuali; il Piano si prefigge inoltre interventi a favore della lettura: predisposizione di azioni mirate di promozione della lettura negli ambiti in cui essa risulti poco diffusa e specialmente tra gli studenti e tra i gruppi sociali in difficoltà (anziani, immigrati, disabili, detenuti); sensibilizzazione dell’opinione pubblica riguardo all’importanza della lettura; miglioramento delle possibilità di accesso e della dotazione delle biblioteche.

L’implementazione del Plan de Fomento ha consentito di conoscere le statistiche, e i loro trend negli ultimi otto anni, delle abitudini di lettura della popolazione di età superiore ai 14 anni. Negli ultimi due anni l’indagine si è estesa alla lettura infantile; ciò ha consentito di rilevare che, nel 2008, il 78,7% dei genitori affermava di leggere tre ora alla settimana ai propri bambini di età inferiore ai 6 anni e che l’85,3% dei ragazzi tra i 10 e i 13 anni si dichiarava lettore. Tra questi, il 74,1% affermava di leggere ogni giorno, e l’82,5% affermava di leggere per proprio piacere, leggendo libri di propria scelta o libri consigliati da altri ma comunque di proprio gradimento  (le percentuali sono frutto dell’elaborazione dell’Ufficio Studi dell’Associazione Italiana Editori su dati Precisa research e Conecta).

 

“Facciamo un libro”

La Fondazione Maria e Goffredo Bellonci nasce a metà degli anni ’80 per mantenere vivo il Premio Strega, istituito nel 1947 dai coniugi Bellonci assieme all’industriale Guido Alberti, e per svolgere attività di promozione della lettura, in particolare tra i giovani e a livello scolastico. Nel 2009 la Fondazione Bellonci ha organizzato un laboratorio intitolato “Facciamo un libro”, a cui hanno partecipato i trienni di varie scuole superiori romane. Con questo progetto l’attività di promozione della lettura, svolta ormai da anni, è stata affiancata dalla scoperta dei processi redazionali che stanno dietro un libro. Grazie a “Facciamo un libro” i ragazzi hanno potuto vedere le fasi di ideazione del prodotto editoriale, di redazione e di stampa; l’unica fase che non è stata approfondita è stata quella della commercializzazione: il libro realizzato, intitolato “VOGLIO CHE LA VITA. Quindici ragazzi raccontano”, non viene venduto ma solo distribuito gratuitamente e sulla quarta di copertina del libro non sono presenti infatti né il prezzo né l’ISBN.

Il 15 gennaio scade il concorso “Storie del tuo presente”, rivolto ai ragazzi dei trienni delle scuole superiori del Lazio e volto a selezionare i venti racconti che andranno a formare il volume che sarà oggetto del lavoro editoriale dell’edizione 2010 di “Facciamo un libro”. I venti vincitori potranno inoltre partecipare ad incontri di approfondimento presso case editrici romane e verrà data loro l’opportunità di far parte della giuria che eleggerà il Premio Strega.

 

“Io ci credo che esisti”

Ogni anno le Poste Italiane trovano nelle buche delle lettere moltissime letterine per Babbo Natale,  inviate dai bambini ai più disparati e fantasiosi indirizzi. Alcune di queste lettere sono state raccolte in un libro intitolato “Io ci credo che esisti”; il volume può vantare anche la collaborazione della scrittrice e disegnatrice Chiara Rapaccini, che firma un racconto inedito e le illustrazioni. Il libro è  in vendita negli uffici postali e sui siti internet di Poste Italiane e di Ai.Bi (Amici dei Bambini); l’iniziativa è infatti volta a sostenere l’attività di Ai.Bi., un’organizzazione non governativa italiana che opera in 25 paesi per combattere l’abbandono minorile e assicurare ai bambini il diritto a una famiglia.

 

Eleonora Fanos




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