La conoscenza di alcuni versi del Sacro Corano e della Legge Islamica riguardanti l’etica neonatale potrebbero rappresentare un’utile guida per coloro che lavorano nel campo sanitario pediatrico, specialmente nel trattamento dei neonati di famiglie islamiche. Ci sono molte regole etiche per la cura del neonato nel Sacro Corano. In circostanze in cui non ci siano citazioni dal Sacro Corano, i Musulmani seguono la Legge Islamica. L’essenza della Legge Islamica è per la protezione della vita individuale, della religione, del pensiero, della proprietà e della famiglia. Perciò in circostanze difficili le regole sono: 1) scegli il minore dei due mali 2) la necessità permette la regola proibita: “Ma se uno è costretto dalla necessità, ……… non c’è peccato su di lui, perché davvero Dio è clemente e misericordioso”. (Sacro Corano, 16:117). Procreazione assistita Un contratto di matrimonio unisce due persone, marito e moglie. La procreazione assistita è perciò permessa solo tra marito e moglie mentre sono sposati. La morte del marito o della moglie però causa la cancellazione del contratto tra loro. Per questo motivo è proibito alla moglie rimanere incinta dopo la morte del marito usando il suo sperma. Se una madre è fertile ma non può portare in grembo il bambino per cause mediche, la maternità sostitutiva non è permessa per l’Islam. Secondo il Sacro Corano, le madri di questi bambini sono le donne che li partoriscono, non le donne che donano l’ovulo: “Le loro madri sono solo quelli che li danno alla luce” (58:2). L’Islam proibisce la clonazione. Diagnosi prenatale e aborto Secondo il Sacro Corano, è possibile distinguere la vita intrauterina in due periodi, uno “pre-spirituale” e uno “spirituale”. Il “periodo spirituale” ha inizio quando lo spirito è infuso e gli ultimi sei mesi di gestazione sono considerati il “periodo spirituale” del feto umano: “Portare il feto in grembo e allattare il bambino dura trenta mesi” (46:15), e “Le madri dovranno nutrire i propri figli per due anni interi” (2:233). Secondo questi versetti, il “periodo pre-spirituale” dovrebbe durare quattro mesi o 120 giorni. L’aborto è generalmente non accettabile per l’Islam, specialmente durante la “vita spirituale” del feto. Per questo motivo se il feto raggiunge i 120 giorni a partire dal giorno del concepimento (134 giorni dall’ultimo ciclo mestruale), l’aborto non è permesso, nemmeno se la diagnosi medica dimostra che il feto è malformato. Prima dei 120 giorni di gravidanza, se è dimostrato che il feto è severamente malformato senza possibilità di cura e che, una volta nato, la sua vita sarebbe infelice e dolorosa per lui e la sua famiglia, in questo caso l’aborto è consentito in base alla richiesta dei genitori. Durante questo periodo, la diagnosi prenatale è permessa dall’Islam, a condizione che questa non accresca inutilmente il rischio per la madre e il feto, provocando un aborto. In ogni caso, se la salute della donna incinta è minacciata dalla continuazione di una gravidanza, è permesso porre fine alla gravidanza (aborto), che il feto sia malformato o meno, per evitare danni maggiori. “Nessuno dovrebbe essere caricato con più di quanto uno possa sopportare. A una madre non dovrebbe essere permesso di soffrire per conto del proprio figlio, né ad un padre per conto del proprio figlio” (2:233, e anche 2:185, 195). Se al feto è diagnosticata una malattia genetica come la sindrome di Down, la madre non può abortire in Islam. Ma se i genitori non ne hanno la possibilità, la società dovrebbe sostenere la vita del bimbo: "Allah conosce ciò che ogni donna genera…ogni cosa è per Lui ben misurata e bilanciata” (13:8), e “Non devi uccidere i tuoi figli perché non puoi dar loro sostentamento” (6:150, anche in 17:31). I diritti del feto e dei bambini Il feto ha diritto di nascere vivo. La gravidanza può essere interrotta solo se ha severe malformazioni congenite, che sono incompatibili con la vita, o se la salute della donna incinta è in pericolo. E’ nell’interesse e per il benessere del feto che la donna incinta sia dispensata dall’obbligo di digiunare durante il mese del Ramadan. Se una donna commette un crimine la cui pena è la morte e prova di essere incinta, l’esecuzione della pena sarà posposta finché non avrà dato alla luce il bambino e non avrà completato l’allattamento al seno, fino allo svezzamento. Questo si applica anche se il figlio è illegittimo. Il feto ha il diritto di nascere attraverso un’unione legittima, con piena conoscenza dei propri genitori. Se la madre è divorziata o è vedova, non si dovrebbe risposare fino alla nascita del feto. Non è permesso ipotizzare o provocare l’aborto di un feto per il solo scopo di prelevare i suoi tessuti a scopo terapeutico. Anche se il feto è nato morto, questi bambini sono seppelliti in cimiteri religiosi. Non è necessaria una funzione funeraria completa. Né il rituale dell’abluzione, né il sudario sono necessari per questi bambini. Il tessuto placentare è considerato una parte del corpo umano e dovrebbe per questo essere seppellita. L’adozione dei bambini in modo che la stirpe del bimbo non si mantenga tramite i suoi genitori biologici non è permesso in Islam. L’Islam incoraggia fortemente invece l’adozione di orfani o bambini di genitori sconosciuti. Rianimazione Non esiste limite d’età (<23 settimane, <400g) di vita per i nati prematuri: “Non dovrete uccidere i vostri figli perché non li potete mantenere; noi provvediamo per voi e per loro. Ucciderli è un grande peccato” (17:31, 6:150). Se comunque la rianimazione cardio-polmonare è necessaria per mantenere la vita, quando il trattamento diventa scientificamente inutile, cioè senza speranza, non è più obbligatorio, e l’ordine di non rianimare sarebbe accettabile. Se un neonato è in stato vegetativo o mantenuto in vita artificialmente, ma le sue possibilità di rimanere in vita sono esigue (per esempio in caso di anencefalia), i medici hanno il permesso a questo punto di spegnere il respiratore e togliere il supporto alla vita. I genitori musulmani di un neonato con una malformazione congenita con scarse possibilità di sopravvivenza non dovrebbero andare alla ricerca del trattamento più invasivo e costoso. Un trattamento eroico associato a una prognosi negativa non è una richiesta dell’Islam, se scientificamente non ci sono prospettive di cura. Quando un malato terminale e la sua famiglia rifiutano il trattamento medico dicendo che “è il volere di Dio”, i medici dovrebbero rispondere che anche il trattamento è volere di Dio, che il Profeta Maometto disse, “… cerca il rimedio per ogni malattia che Dio ha creato, Egli ha creato un trattamento per ognuna di quelle”. L’Islam non permette l’autopsia, a meno che le leggi del paese o ragioni mediche non la richiedano. Questo potrebbe ritardare la sepoltura, mentre i Musulmani tendono a seppellire i bambini il prima possibile. A causa della fede nella predestinazione – che sarebbe, “è il volere di Dio”, le famiglie in alcune società islamiche pensano che non ci sia bisogno dell’autopsia. Allattamento al seno Secondo il Sacro Corano, “le madri dovranno allattare i propri figli per due anni interi” (2:233). In ogni caso, “se entrambi (madre e padre) decidono per lo svezzamento, con mutuo consenso e dopo il dovuto consulto, non esiste colpa su di loro” (2:233). La madre che non è in grado di allattare al seno il proprio figlio può affidare il bimbo a una nutrice che lo allatti al seno, con mutuo consenso di padre e madre: “se supporti finanziariamente la nutrice, non sei colpevole” (2:233). Il padre dovrebbe proteggere la madre che allatta da qualsiasi condizione che potrebbe avere conseguenze sull’allattamento, e l’Islam obbliga i padri a fornire aiuto finanziario alle madri divorziate che allattano: “provvedere al cibo e ai vestiti è un obbligo del padre” (2:233). I bimbi che sono stati allattati dalla stessa madre sono considerati come fratelli ed è proibito che si stringa matrimonio tra persone che sono state allattate dalla stessa madre (4:23). Per questo motivo la creazione una banca di latte umano misto è scoraggiato. Se una necessità medica lo impone, banche si latte umano potrebbero essere create per i prematuri. In ogni caso, la raccolta del latte dovrebbe essere organizzata in modo da poter garantire l’identificazione di ciascun donatore e ciascun bimbo ricevente. Circoncisione Gli Ebrei circoncidono i loro figli maschi alla fine della prima settimana di vita: “Ogni maschio di ogni generazione tra voi dovrà essere circonciso l’ottavo giorno” (Genesi, XVII: 10-13). La circoncisione dei figli maschi è obbligatoria anche per l’Islam, in base al testo del Corano: “Seguite le vie di Abramo” (16:23). Ma per l’Islam ciò può essere rimandato all’età prepuberale, quale era l’età del figlio di Abramo, Ismaele, fratello maggiore di Isacco. Trattamento L’Islam è una religione di conoscenza e scienza, come si afferma nel Sacro Corano (39:9), che non impone alcuna restrizione alla ricerca scientifica costruttiva. I risultati e le conclusioni di tale ricerca non dovrebbero però trovare applicazione prima di essere stati considerati alla luce dei principi legali islamici. La scienza genetica e altri campi della conoscenza sono incoraggiati e supportati, e la terapia genetica per curare malattie è accettabile. La donazione di organi e il trapianto sono permessi nell’Islam sulla base del testo del Corano: “Chiunque abbia ucciso un essere umano…dovrebbe essere considerato come se avesse ucciso l’intero genere umano; e colui che ha salvato una vita umana dovrebbe essere stimato come se avesse salvato l’umanità intera” (5:32). Secondo le Leggi Islamiche, è permesso ricevere organi per il trapianto (comprese le valvole cardiache) da una fonte animale, incluso il maiale. Ai Musulmani è permesso assumere medicine che contengano alcool o derivati di maiale, ad esempio insulina, solo se è necessario per salvare la vita, nel caso in cui medicine che non contengano alcool o maiale non siano disponibili. Qualsiasi formula chimica potrebbe contenere in origine qualche elemento proibito, ma tutti quegli elementi sono chimicamente modificati, producendo perciò caratteristiche chimiche differenti, ed è perciò permesso assumerli. E’ il caso per esempio della maggior parte delle capsule che sono costituite di gelatina derivante dal maiale. I derivati di maiale sono proibiti quando assunti attraverso la bocca o con l’alimentazione. Non sono proibiti se invece sono implicati in altri utilizzi diversi dal cibo e dalla dieta (ad esempio per surfactant di maiale intratracheale o trasfusione di sangue). Surfactant esogeni che derivano da animali sono preparazioni chimicamente modificate, e sono usati per via intratracheale in necessità di salvare la vita. Per questo motivo l’Islam permette l’utilizzo di surfactant che siano derivati da animali. I genitori dovrebbero essere appropriatamente informati sia sugli aspetti scientifici sia su quelli religiosi dell’utilizzo di surfactant derivati da animali. Murat Yurdakök Unità di Terapia Intensiva Università Hacettepe, Ospedale dei Bambini Ankara, Turchia
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