Recentemente la rivista Early Human Development ha pubblicato i risultati di un’ interessante ricerca condotta dalla dottoressa Donna Geddes insieme al suo team, lo Human Lactation Research Group della University of Western Australia. Lo studio, dal titolo ‘Tongue movement and intra-oral vacuum in breastfeeding infants’, chiarisce come funzioni il meccanismo di suzione del latte materno da parte del neonato. Avvalendosi di una avanzata tecnologia a ultrasuoni, il gruppo di ricercatori ha osservato che il latte fluisce all’interno della bocca del bambino quando questo, abbassando la lingua, crea un vuoto determinando una pressione negativa che richiama il latte.
Se la pressione esercitata dalla lingua del neonato è troppo bassa e il vuoto intra-orale che si crea è esiguo, fluisce solo una piccola quantità di latte, cosicché il neonato, non ricevendo nutrimento a sufficienza, non cresce in maniera conveniente, mentre si riduce la produzione di latte da parte della mamma.
Per contro l’aspirazione troppo forte, se da un lato aiuta il lattante a succhiare una maggiore quantità di latte, dall’altro può procurare dolore al capezzolo. Il dolore percepito durante l’allattamento influenza negativamente il comportamento materno e costituisce la seconda causa di svezzamento precoce.
Secondo la dottoressa Geddes, se il vuoto intra-orale è troppo basso la mamma può aumentare il numero di poppate, ricorrendo anche all’estrazione del latte dal seno con il tiralatte. Quando il bambino sarà più forte, si potrà diminuire l’assiduità delle poppate, riportandole a un numero normale.
Lo studio ha permesso inoltre di determinare esattamente la posizione del capezzolo all’interno della bocca del neonato a circa 6 mm dalla giunzione tra palato molle e duro. In tal modo nella cavità orale si produce uno spazio in cui latte può scorrere. Nonostante esistano seni e capezzoli di dimensioni e di forme diverse, la posizione del capezzolo nella bocca del bambino è sempre la stessa e questo comporta che il posizionamento corretto del lattante sia da ritenere l’elemento fondamentale per la buona riuscita dell’allattamento al seno.
Marinella Corridori
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