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Notizie Flash - Febbraio 2010

I Volti della Memoria

 

Il 27 gennaio di ogni anno si celebra, a livello internazionale, il Giorno della Memoria, istituito per non dimenticare la Shoah; la data ricorda l’arrivo delle truppe sovietiche ad Auschwitz e il conseguente abbattimento dei cancelli del campo di concentramento il 27 gennaio del 1945. 

In Italia il Giorno della Memoria venne istituito con la legge 211 del 20 luglio 2000 e, in occasione del decennale italiano dell’istituzione della ricorrenza, la Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC) ha dato avvio al progetto I Volti della Memoria. Le fotografie degli ebrei deportati dall'Italia.

Il progetto ha lo scopo di mantenere viva la memoria delle oltre 8000 vittime ebree in Italia, molte delle quali erano bambini.

La Fondazione CDEC ha iniziato col restaurare, catalogare, digitalizzare e rendere consultabili online sul proprio sito le 364 fotografie del  Fondo Massimo Adolfo Vitale. Queste fotografie furono raccolte dal Comitato Ricerche Deportati Ebrei (CRDE) a partire dal 1944 fino alla metà degli anni ’50 e furono donate da Massimo Adolfo Vitale (l’allora presidente del CRDE) al CDEC nel 1957. Nei prossimi mesi accanto alle foto del Fondo Vitale verranno pubblicate anche le foto provenienti dagli archivi del CDEC e le foto che verranno inviate dai visitatori del sito: tutti coloro che siano in possesso di fotografie di ebrei deportati dall’Italia sono invitati a donarne una copia al CDEC.

 

A Parigi due mostre su tematiche legate all’infanzia

 

La storia dell’arte si interessa solo raramente alla famiglia degli artisti. Per ovviare a questa mancanza è stata organizzata la mostra “Les enfants modèles. De Claude Renoir à Pierre Arditi”, aperta fino all’8 marzo 2010 al Musée de l’Orangerie di Parigi. Sono esposte opere in cui gli artisti hanno ritratto bambini, in particolare i propri figli o figlie (Pierre-Auguste Renoir, Claude Monet, Maurice Denis, Pablo Picasso, Françoise Gilot, Georges Sabbagh, Chana Orloff, Georges Arditi), e i nipoti o le nipoti (André Derain e Pierre Bonnard).

La seconda mostra parigina che riguarda tematiche legate all’infanzia  è “Il était une fois Playmobil”, mostra aperta fino al 9 maggio 2010 al Musée des Arts Décoratifs. La mostra è stata organizzata per celebrare i 35 anni (1974-2009) del marchio tedesco Playmobil e dei suoi famosi personaggi alti 7,5 cm.

 

Pochi dolciumi per l’Epifania

 

La Coldiretti quest’anno ha riscontrato la tendenza a ridurre il numero di dolciumi (quali caramelle, cioccolate, bon-bon, gomme da masticare o carbone dolce) nelle calze della Befana destinate ai bambini italiani. Infatti, dato che un terzo dei bambini del nostro Paese risulta soprappeso, le famiglie prestano più attenzione all’alimentazione infantile. Nelle calze del 6 gennaio sono perciò tornati frutta fresca (arance e mandarini) e secca (fichi e prugne secche, nocciole e noci) e biscotti fatti in casa; i bambini più disobbedienti hanno invece ricevuto peperoncino, patate e vero carbone (NewsColdiretti N. 010, 5 gennaio 2010).

 

L’esposizione prenatale ai microbi potrebbe prevenire le allergie nei bambini

 

Il progressivo aumento dei disturbi allergici dal 1970 è largamente attribuibile alla riduzione dell’esposizione ai microbi. Molti degli studi che hanno analizzato il meccanismo dietro questo fenomeno si sono focalizzati sull’esposizione ai microbi nel periodo postnatale; già nel 1989 Strachan, notando che le infezioni condivise tra fratelli nelle fasi iniziali della vita proteggevano i bambini dallo sviluppo di allergie, introdusse l’ipotesi che le allergie fossero correlate all’igiene (“Hay fever, hygiene, and household size.” di D.P. Strachan, pubblicato nel 1989. BMJ 299:1259–1260; doi:10.1136/bmj.299.6710.1259).

Oggi vi sono nuove evidenze che suggeriscono che anche l’esposizione del feto ai microbi prima della nascita potrebbe avere un’importanza rilevante. Uno studio pubblicato nel 2009 ha rilevato che i topi nati da madri esposte a batteri hanno meno probabilità di sviluppare allergie rispetto a quelli nati da madri non esposte. Anche se per i feti umani potrebbe esserci una diversa sensibilità agli stimoli esterni, che dovrà essere indagata con studi specifici per l’uomo, questo studio ha stabilito che l’esposizione materna all’ambiente durante la gravidanza è collegata al funzionamento del sistema immunitario dei nascituri. Questo principio potrebbe essere applicabile non solo all’asma e alle allergie, ma anche a una gamma di malattie più vasta (“Soothing signals: transplacental transmission of resistance to asthma and allergy” di P.G. Holt e D.H. Strickland, pubblicato online il 7 dicembre 2009. The Journal of Experimental Medicine 206(13):2861-2864; doi:10.1084/jem.20092469).

 

L’esposizione prenatale agli ftalati ha effetti sul testosterone nel feto maschio

 

Gli ftalati sono composti chimici che vengono utilizzati per migliorare la flessibilità e la modellabilità delle plastiche, per esempio si possono trovare nel PVC; gli ftalati si possono inoltre trovare in profumi, pesticidi, vernici, adesivi e smalti.

L’esposizione prenatale agli ftalati è oggetto di studio, perché si ritiene sia responsabile di ridurre il testosterone nel feto maschio.

Uno studio recente ha analizzato il comportamento nei giochi di un gruppo di bambini in relazione alla concentrazione di ftalati nell’urina delle madri a metà gravidanza. I risultati suggeriscono che un’esposizione prenatale a ftalati antiandrogeni (dibutilftalato, mono-n-butilftalato e monoisobutilftalato) può essere associato a un comportamento ludico meno maschile di quello tipico. Queste sostanze chimiche risultano perciò capaci di alterare lo sviluppo del cervello maschile (“Prenatal phthalate exposure and reduced masculine play in boys”, di S. H. Swan, F. Liu, M. Hines e altri, pubblicato online il 16 novembre 2009. International Journal of Andrology; doi:10.1111/j.1365-2605.2009.01019.x).

 

Esperienze negative durante l’infanzia aumentano il rischio di cancro ai polmoni da adulti

 

Dalla constatazione della forte relazione tra l’esposizione a stress traumatici nell’infanzia e la propensione a fumare da adulti ha preso avvio una ricerca compiuta ad Atlanta nei centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Centers for Disease Control and Prevention, Atlanta, Georgia, USA); questa ricerca ha rilevato che, se da bambini si sperimentano esperienze negative, da adulti si avrà un rischio più alto di cancro ai polmoni e, in particolare, di morte prematura causata da questo tipo di cancro. Lo studio è stato condotto su un gruppo di 17.337 adulti che nell’infanzia avevano subito abusi (di tipo emotivo, fisico o sessuale), avevano assistito a violenze in famiglia, alla separazione o al divorzio dei genitori, o avevano in famiglia persone con malattie mentali, drogate o in prigione. La ricerca suggerisce che una riduzione dell’esposizione agli stress traumatici infantili dovrebbe essere considerata nei programmi sanitari come mezzo di prevenzione primaria di cancro ai polmoni e di altre malattie collegate al fumo. Inoltre, dato che il fumo non riesce a spiegare completamente la relazione tra le esperienze negative durante l’infanzia e il presentarsi del cancro ai polmoni, gli studiosi concludono che dovrebbero essere indagati gli altri percorsi fisiopatologici attraverso cui gli eventi stressanti nell’infanzia potrebbero influenzare il rischio di cancro (“Adverse childhood experiences are associated with the risk of lung cancer: a prospective cohort study”, di D.W. Brown, R.F. Anda, V.J. Felitti e altri, pubblicato online il 19 gennaio 2010. BMC Public Health 2010, 10:20 doi:10.1186/1471-2458-10-20).

 

Marinella Corridori

 

 

 

 




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