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Spigolature sul padre odierno

 

In occasione della festa del papà del 19 marzo, proponiamo qualche riflessione tratta da alcuni dei libri che hanno recentemente affrontato la tematica della situazione odierna dei padri.

 

Termometro dei cambiamenti sociali

“Fortemente radicata sul piano affettivo e domestico, la paternità è un termometro significativo dei mutamenti sociali. in cui si intersecano vissuti personali, disposizioni legali ed evoluzione scientifica in una dialettica elicoidale, fonte di drammi e di progresso.”

Tratto da In cerca del padre. Storia dell’identità paterna in età contemporanea di Giulia Galeotti, Editori Laterza, 2009 Roma-Bari, pag VIII-X.

 

Assente

“(…) un sentimento diffuso: la nostalgia dello sguardo paterno. Di un padre che ti guarda, magari anche da lontano, ma che ti veda, ti sorrida, ogni tanto ti sgridi. Di un padre, anche mitizzabile, (…) di un padre di cui si possa cogliere il gusto per la vita e la fatica, la gioia e il dolore. Di un padre più espressivo dell’impeccabile, politicamente corretto, ma anche rigido, poco emozionato ed emozionante «uomo dell’organizzazione», col quale si identifica l’uomo adulto occidentale dei nostri giorni. Ma soprattutto c’è nostalgia di un padre più coraggioso di lui, del corporate man, dell’uomo d’azienda. Più coraggioso negli affetti e, in particolare, in quello verso i figli.

Un padre, insomma, che non abbia paura di fare il suo mestiere.

Questo padre però (…) oggi è assente.”

Tratto da Il padre. L’assente inaccettabile di Claudio Risé, Edizioni San Paolo, 2003 Cinisello Balsamo (MI), pag. 8.

 

Disorientato

“La maternità e la paternità si presentano, da sempre, come condizioni esistenziali profondamente diverse.

Mentre il ruolo di madre si radica nell’identità femminile ed è biologicamente determinato, il ruolo paterno non coincide con l’identità maschile, ma implica l’acquisizione di una funzione ulteriore: non si nasce padre, lo si diventa.(…)

I padri di oggi sono in larga parte disorientati, alla ricerca di un nuovo ruolo, adeguato al diverso contesto familiare e sociale di cui fanno parte. (…)

Gli uomini, oggi, vorrebbero svolgere il loro mestiere di padre in modo diverso da quello dei loro genitori, ma questo proposito è reso difficile dalla mancanza di un modello paterno di riferimento chiaramente definito.

Tratto da Padri non si nasce, lo si diventa di Rino Agostiniani.

In: Il padre contemporaneo a cura di Marinella Corridori, Thamianos Fanos, Vassilios Fanos, Hygeia Press, 2009 Quartu S.Elena (CA), pag. 28.

 

Spettatore di una rivoluzione non voluta

“(…) i cambiamenti che hanno investito le esperienze connesse alla maternità e alla paternità non sono tra loro equiparabili. Se assumiamo (…) quale punto di partenza l’organizzazione quotidiana spazio-tempo dei bambini, ci accorgiamo come in realtà le esperienze connesse alla paternità si siano modificate meno radicalmente di quanto è invece avvenuto per le pratiche connesse alla maternità. (…)

Appare evidente, infatti, come oltre a mantenere il primato interno alla famiglia, molto più frequentemente la madre assuma su di sé le responsabilità connesse alla guida dei figli verso l’esterno per un loro inserimento nella società.

(…) i padri appaiono come soggetti che hanno subito il cambiamento, invece di esserne protagonisti. Spettatori di una rivoluzione non voluta e diretta da altri attori.”

Tratto da Paternità e vita quotidiana dei bambini di Ornella Boggi.

In: Padri nei nostri tempi. Ruoli, identità, esperienze a cura di Guido Maggioni, Donzelli Editore, 2000 Roma, pagg. 157-158

 

Influenzato da fattori strutturali e culturali

“(…) nell’ambito delle ricerche, sono stati individuati alcuni fattori – di natura sia strutturale che culturale – che influenzano il  ruolo del padre nell’allevamento dei figli; questi sono:

  • la giovane età, che agevola la condivisione dei compiti;
  • un più elevato livello di istruzione, che promuove una maggiore consapevolezza dell’importanza del ruolo paterno per l’equilibrio del bambino;
  • il tipo di occupazione lavorativa e, in particolare, i tempi di lavoro extradomestico, che incidono sulla quantità di tempo da dedicare al figlio;
  • il supporto di politiche sociali ad hoc, che incoraggiano una partecipazione più attenta;
  • l’appartenenza a un territorio che sa valorizzare il cambiamento che può promuovere percorsi di genere più simmetrici.

Altri fattori che possono influenzare il coinvolgimento dei padri sono l’età e, dato curioso, il sesso del figlio: da numerose ricerche è emerso che anche i nuovi padri dedicano più tempo ai figli maschi rispetto alle femmine.

Motore del cambiamento può dunque essere sia la necessità, quando le condizioni occupazionali lo richiedono, sia la possibilità, quando le condizioni ambientali lo consentono; meno si può dire sulla volontà di incidere sul cambiamento.”

Tratto da Di padre in padre. I tempi della paternità di Anna Coppola De Vanna, Fulvio D’Elia e Lazzaro Gigante, edizioni la meridiana, 2008 Molfetta (BA), pagg. 77-79.

 

Eroe della quotidianità

“(…) oggi so che lo invidiavo forse per un altro, ben più importante motivo: suo padre. Alfredino lo aveva perduto quando non aveva ancora due anni. Il papà era un ufficiale dell’aviazione caduto in combattimento nel cielo di Rodi, medaglia d’argento o d’oro alla memoria. Un eroe di guerra.

A casa di Alfredino, giocavamo spesso nella sala da pranzo. Al centro di una delle pareti, campeggiava un enorme quadro a olio in cui suo padre era ritratto a formato intero, in alta uniforme. Somigliava in tutto al figlio: giovane, bello, sorridente, un viso luminoso, l’immagine stessa della forza e della sicurezza.(…)

Oggi sono convinto che il padre ideale non deve essere necessariamente:1. defunto; 2. bello; 3. eroe di guerra. Guardandomi attorno, avverto un bisogno diffuso di padri che, quale che sia il loro aspetto fisico, siano vivi nell’accezione più ampia del termine e, soprattutto, uomini di pace. Dopo aver fatto i conti con me stesso e con le centinaia di ragazzi e ragazze che ho incontrato, sono giunto alla conclusione che un buon padre debba dimostrare coraggio nelle innumerevoli prove che la quotidianità presenta: libertà di pensiero, coerenza tra ciò che dice e ciò che fa, rispetto verso la donna, generosità dei sentimenti e, soprattutto, capacità di non spegnere i sogni dei figli.”

Tratto da Talis Pater. Padri, figli e altro ancora di Fulvio Scaparro, Rizzoli, 1996 Milano, pagg. 12-14.

 

 




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