Il modo in cui, in una società, sono strutturati i rapporti di un individuo – che nei testi antropologici viene chiamato Ego – con consanguinei e affini (i consanguinei del coniuge) è riflesso nella terminologia della parentela. I termini che utilizziamo per indicare i nostri parenti ci sembrano ovvi e naturali, ma in realtà sono il frutto della cultura in cui siamo immersi. Infatti non è scontato che, ad esempio, il figlio del fratello del padre di Ego e il figlio del fratello della madre di Ego siano entrambi “cugini”. Allo stesso modo, non è ovvio che il marito della sorella di Ego e il fratello della moglie di Ego siano identificabili entrambi come “cognati”. Il sistema terminologico di parentela, ossia l’insieme dei termini utilizzati, è coerente con le regole matrimoniali e con le norme che regolano i rapporti di parentela di ogni specifica cultura e ha la funzione di definire il comportamento: con persone che vengono chiamate con lo stesso termine si ha un comportamento similare. Così la condotta che Ego da bambino deve tenere, ad esempio, nei confronti di uno zio materno è diverso secondo il termine che viene usato per indicarlo: per esempio, nei sistemi linguistici in cui lo zio materno viene definito “padre” il bambino avrà verso di lui un atteggiamento simile a quello che tiene verso il suo vero padre. I principi di costruzione dei sistemi terminologici L’antropologo statunitense Lewis Henry Morgan (1818-1881) evidenziò la sistematicità delle terminologie di parentela: ad ogni termine con cui Ego designa un suo parente ne corrisponde sempre un altro usato da quest’ultimo per designare Ego (ad esempio a “padre” corrisponde “figlio”). I principi insiti nei sistemi terminologici furono analizzati dall’antropologo statunitense Alfred Louis Kroeber (1876-1960), ritenuto uno dei fondatori dell'antropologia culturale. I sistemi terminologici possono presentare termini di parentela diversificati in base a: - il sesso del parente di Ego (ad esempio si utilizzano termini distinti per indicare il “cugino” e la “cugina” o il “figlio” e la “figlia”);
- le differenze d’età tra Ego e il parente (ad esempio si utilizzano termini distinti per indicare i “fratelli maggiori” e i “fratelli minori”);
- le differenze di generazione tra Ego e i parenti (ad esempio si utilizzano termini distinti per indicare i “genitori” e i “nonni”)
- il fatto che il parente di Ego sia un consanguineo o un affine (ad esempio si utilizzano termini distinti per indicare i “genitori” e i “suoceri”) ;
- il fatto che il parente di Ego sia un consanguineo in linea diretta o un consanguineo in linea collaterale (ad esempio si utilizzano termini distinti per indicare il “padre” e lo “zio”);
- il fatto che il parente di Ego sia un consanguineo in linea materna o un consanguineo in linea paterna, ossia il sesso dell’individuo traverso il quale passa la relazione di parentela tra Ego e il parente di cui si parla (ad esempio si utilizzano termini distinti per indicare gli “zii materni” e gli “zii paterni”).
Tipologie di sistemi terminologici di parentela Morgan fu il primo a distinguere i sistemi in descrittivi e classificatori, mentre l’antropologo statunitense Geroge Peter Murdock (1897-1985) classificò i sistemi di terminologia della parentela in otto classi, di cui in questo articolo verranno analizzate le seguenti: sistema sudanese, sistema hawaiano, sistema eschimese, sistema irochese, sistema Crow, sistema Omaha. I sistemi descrittivi I sistemi descrittivi tengono sempre terminologicamente distinti i parenti lineari, a prescindere dal fatto che i collaterali siano poi fusi o meno tra loro. Il sistema più descrittivo è il sistema che Murdock chiamò sistema sudanese: a livello di due generazioni non esistono parenti chiamati con lo stesso termine: vi sono termini propri per ogni parente, senza tentativi di classificazione. Il sistema sudanese è l’unico sistema in cui ha rilevanza sia il fatto che il parente di Ego sia un consanguineo in linea diretta o in linea collaterale, sia il fatto che il parente di Ego sia un consanguineo in linea materna o in linea paterna. Il sistema terminologico latino, in alcune varianti e in alcuni periodi storici, può essere visto come un sistema sudanese. Ecco un breve elenco esemplificativo di alcuni termini usati per la generazione antecedente e per quella contemporanea ad Ego: - pater (padre);
- mater (madre);
- patruus (fratello del padre);
- amita (sorella del padre);
- avunculus (fratello della madre);
- matertera (sorella della madre);
- (frater) patruelis (figlio del fratello del padre);
- amitinus (figlio della sorella del padre);
- consobrinus (figlio del fratello della madre);
- (frater) matruelis (figlio della sorella della madre).
I sistemi classificatori I sistemi classificatori sono invece sistemi che utilizzano un solo termine per indicare una classe di persone. Secondo l’antropologo inglese Alfred Reginal Radcliffe-Brown (1881-1955) alla base dei sistemi classificatori vi sono l’equivalenza dei fratelli e l’equivalenza degli affini. L’equivalenza dei fratelli significa che un uomo è sempre classificato insieme a suo fratello e una donna insieme a sua sorella. Il fratello del padre è classificato anch’egli come “padre” e allo stesso modo la sorella della madre viene chiamata “madre”. I figli di qualunque persona che viene chiamata “madre” o “padre” sono “fratelli”; secondo questo sistema, perciò, anche i cugini sono classificati come “fratelli”. Si considerano propri “figli” anche i figli dei “fratelli”. L’equivalenza degli affini significa che i parenti acquisiti sono classificati come i consanguinei. Ad esempio, il marito di una “madre” verrà definito “padre”. I termini usati per definire la parentela hanno la funzione di definire il comportamento: la relazione che si ha con il vero padre e con la vera madre è usata come termine di paragone per stabilire il comportamento che deve essere adottato anche nei confronti degli altri “padri” e “madri”. Questa tipologia di sistema favorisce la famiglia estesa rispetto alla famiglia nucleare e i gruppi cognatici rispetto ai gruppi lineari. Tra i sistemi classificatori si possono individuare sistemi lineari (Omaha, Crow e irochese) e sistemi bilaterali o non lineari (hawaiano). I sistemi classificatori lineari I sistemi classificatori lineari sono sistemi in cui la massima preoccupazione è quella di dare importanza al gruppo lineare di discendenza: in questi sistemi è infatti rilevante il fatto che il parente di Ego sia un consanguineo in linea materna o un consanguineo in linea paterna. Tra i sistemi classificatori lineari vi è inanzitutto il sistema irochese, che, oltre a distinguere in base al sesso e alla generazione, distingue anche tra linee parallele (composte dai fratelli dello stesso sesso e dai loro figli) e linee incrociate (composte dai fratelli di sesso diverso e dai loro figli). Ciò significa che, analizzando la prima generazione di ascendenti di Ego, i fratelli del padre sono “padre” e le sorelle della madre sono “madre”: il padre e lo zio paterno sono chiamati con lo stesso nome, che invece non viene applicato allo zio materno, e allo stesso modo la zia materna viene chiamata con il termine utilizzato per chiamare la madre, mentre la zia paterna viene chiamata con un termine distinto. Nella generazione di Ego tutti i figli maschi di una “madre” o di un “padre” sono chiamati “fratelli” e tutte le figlie di una “madre” o di un “padre” sono chiamate sorelle; sono perciò chiamati “fratelli” e “sorelle” anche i cugini paralleli (i figli di uno zio paterno o di una zia materna di Ego). I cugini incrociati (i figli di uno zio materno o di una zia paterna di Ego) sono invece chiamati con termini differenti. Ego non può sposare una cugina parallela, ma può sposare una cugina incrociata. L’origine del sistema irochese si trova nel matrimonio per scambio diretto di sorelle (lo scambio diretto è quel tipo di scelta matrimoniale per cui ci sono due gruppi i cui membri si sposano obbligatoriamente tra loro). La situazione di partenza necessaria è quella di due coppie fratello-sorella: un fratello e sorella del gruppo A e un fratello e sorella del gruppo B. I due uomini si incontrano e decidono di scambiarsi le sorelle (con le quali non possono accoppiarsi a causa del tabù dell’incesto). Ego nasce dunque da una coppia formata da un uomo del gruppo A che ha sposato una donna del gruppo B e che ha dato la propria sorella (del gruppo A) in sposa al marito della moglie (del gruppo B). Si può immaginare che dopo un paio di decenni anche i figli di quelle due coppie si incontrino e si comportino come i loro genitori, per cui i maschi si scambieranno un’altra volta le donne, e che allo stesso modo agiscano le generazioni successive. Succede perciò che: - Ego prende in moglie una donna che è contemporaneamente figlia dello zio materno e della zia paterna, ed è quindi definibile come doppia cugina incrociata;
- il marito della sorella di Ego è anche fratello della moglie di Ego, ed è perciò un doppio cognato, ma è allo stesso tempo un suo doppio cugino incrociato;
- il suocero di Ego è il suo zio materno e la suocera di Ego è la sua zia materna.
Si può dunque notare perchè in questo sistema sia importante distinguere tra linee parallele e linee incrociate. Le linee parallele fanno sempre parte dello stesso gruppo di Ego (gruppo A), gruppo in cui Ego non può scegliere moglie; le linee incrociate fanno invece sempre parte dell’altro gruppo (gruppo B), gruppo in cui Ego sceglierà moglie. Si può inoltre rilevare come in questo sistema non ci sia distinzione tra parenti e affini. Tra i sistemi classificatori lineari vi sono poi il sistema Crow e il sistema Omaha, in cui i parenti non si distinguono in base alla generazione: uno stesso termine viene utilizzato per la generazione antecedente a quella di Ego, per la generazione di Ego e per la generazione successiva a Ego. Il sistema Crow si basa sulla definizione dell’affinità e della discendenza in rapporto alla linea materna: dà importanza al matrilignaggio ed è un sistema tipico delle società matrilineari (società in cui l’appartenenza ad un gruppo passa da femmina a maschio o femmina e si perpetua solo attraverso la femmina). Nel sistema Crow: - i cugini paralleli vengono chiamati con lo stesso nome dei fratelli;
- i cugini incrociati matrilaterali (i figli del fratello della madre di Ego) vengono chiamati con lo stesso nome con cui vengono chiamati i figli di Ego: ciò avviene perché appartengono allo stesso matrilignaggio;
- i cugini incrociati patrilaterali (i figli della sorella del padre di Ego) sono invece chiamati “padre” se sono cugini maschi e “sorella del padre” se sono cugine: questo accade per mettere in rilievo l’unità del gruppo matrilineare del padre.
Nel sistema Omaha viene invece data importanza al patrilignaggio: la discendenza e la successione vengono definite in rapporto alla linea maschile. Il sistema Omaha è perciò simile al sistema Crow, ma al suo opposto è tipico delle società patrilineari (società in cui l’appartenenza ad un gruppo passa da maschio a maschio o femmina e si perpetua solo attraverso il maschio). Nel sistema Omaha: - i cugini paralleli vengono chiamati con lo stesso nome dei fratelli;
- i cugini incrociati patrilaterali (i figli della sorella del padre di Ego) vengono chiamati con lo stesso nome con cui vengono chiamati i figli della sorella di Ego: ciò avviene perché, sposandosi, le donne entrano a far parte di un altro patrilignaggio;
- i cugini incrociati matrilaterali (i figli del fratello della madre di Ego) sono invece chiamati “madre” se sono cugine e “fratello della madre” se sono cugini maschi: questo accade per mettere in rilievo l’unità del gruppo patrilineare della madre.
I sistemi classificatori non lineari (o bilaterali) I sistemi classificatori non lineari (o bilaterali) sono sistemi che assegnano la medesima importanza ad entrambe le linee di discendenza paterna e materna. Tra i sistemi classificatori non lineari possiamo citare il sistema che è definito hawaiano nella classificazione di Murdock. Questo sistema terminologico distingue i parenti in base al sesso e alla generazione, mentre non vi è distinzione tra parenti in linea diretta e parenti in linea collaterali né tra parenti in linea di discendenza paterna e parenti in linea materna. Ciò significa che a livello di una generazione tutti i parenti di un sesso sono classificati con lo stesso termine. Ad esempio, tutti i parenti maschi della stessa generazione di Ego (cioè i suoi fratelli e i suoi cugini, anche lontani) sono “fratelli” di Ego e nella prima generazione di ascendenti tutti i parenti femmine sono “madri” di Ego. Tra i sistemi classificatori non lineari vi è inoltre il sistema eschimese. Questo sistema distingue i parenti in base al sesso e alla generazione, e distingue inoltre tra parenti in linea diretta e parenti in linea collaterali, mentre non vi è distinzione tra parenti in linea di discendenza paterna e parenti in linea materna. Nella prima generazione di ascendenti di Ego tutti gli uomini tranne il padre sono “zii” e tutte le donne tranne la madre sono “zie”; nella generazione di Ego tutti i parenti maschi tranne i fratelli sono “cugini” e tutte le femmine tranne le sorelle sono classificate sotto il nome di “cugine”. A volte non è nemmeno praticata la distinzione in base al sesso, come avviene per indicare i cugini in inglese (un cugino è chiamato cousin, indipendentemente dal fatto che sia maschio o femmina). In questo sistema si nota l’importanza data alla famiglia nucleare. Il sistema italiano e i sistemi europei rientrano nel sistema eschimese. Per approfondire… Uomo cultura società. Introduzione agli studi demo-etno-antropologici di Bernardo Bernardi, FrancoAngeli, 2002 Milano. Eleonora Fanos
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