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I disegni dei bambini: il test della figura umana

I disegni dei bambini: il test della figura umana

Si tratta di un test importante per capire il mondo del bambino. Va premesso comunque che questo test, come altri, non ha la presunzione di tracciare il profilo psicologico e comportamentale dei bambini (né tanto meno di “etichettarlo”), ma rappresenta un elemento utile per i genitori, gli educatori, il pediatra per meglio comprendere il mondo interiore e il vissuto del bambino.

Se ben utilizzato e interpretato permette di avere conferme di valutazioni eseguite con la semplice osservazione del bambino.

Altri aspetti importanti sono i seguenti:

  • solo lo studio comparativo di una serie di disegni, e non l'evoluzione di uno solo, può rivelare anche l'immaginario;
  • la spiegazione o il commento del disegno fatto dal bambino stesso è indispensabile per capire il significato simbolico dei temi ed individuare le variabili che lo  hanno spinto a scegliere proprio quei temi.

Perché è importante il test della figura umana nel bambino?

Perché nel disegno della figura umana il bambino rappresenta inconsciamente se stesso.

Pertanto un disegno con una figura armonica ben strutturata si associa a un bambino con una buona rappresentazione di sé e in buon equilibrio con l’ambiente che lo circonda.


E’ importante non influenzare il bambino prima e durante il disegno. Ad esempio la madre non deve dire “Paolo, non vedi che stai disegnando una femminuccia e tu sei un maschietto!”

Ovviamente il disegno presenta una tipologia differente in base all’età, al sesso, al contesto familiare e sociale in cui il bambino è inserito.


All'età di tre anni, ad esempio, la figura umana viene rappresentata secondo la forma di un uomo "girino", generalmente la testa e gli occhi compaiono solo dai quattro anni. Nei primi disegni infantili spontanei di tutto il mondo lo schema corporeo è inizialmente riprodotto sotto forma di "omino testone".


È importante osservare mentre il bambino disegna:

  • la disposizione sul foglio;
  • la dimensione del disegno;
  • il tratto grafico (il gesto curvo o angoloso, la forza del tratto, ecc.);     
  • i colori;
  • le proporzioni (rapporto testa, tronco e arti).

 

Altri aspetti rilevanti sono la sequenza, le cancellature, i dettagli, la simmetria, il movimento.

 

Ad esempio la sequenza corrisponde alla libera associazione degli adulti, ogni dettaglio aggiunto è sempre indicativo, non tanto di come il bambino vede la realtà, ma di come vorrebbe "vederla".

Le cancellature hanno un significato profondo quale rifiuto dell'oggetto e in generale denotano incertezza.

Per quanto riguarda il dettaglio, mentre Il disegno "spoglio" è tipico di un bambino che non si esprime, l'abbondanza invece fa pensare all'ossessività compulsiva. Alcuni dettagli sono fortemente indicativi del mondo del bambino. Per fare l’esempio del bambino enuretico, il suo disegno è caratterizzato dalla presenza della pioggia e dall’ossessione per gli orologi, che ricordano quanto la famiglia gli richieda per evitare di bagnarsi.   

 

 

Come interpretare il test della figura umana nel bambino?

La disposizione (parte del foglio usata dal bambino per disegnare) ha un suo preciso significato, secondo la teoria del campo spaziale di Jung.

 

La posizione del foglio: sembra che il bambino inizi a dire qualcosa di sé proprio a partire dalla scelta della posizione orizzontale o verticale del foglio.

 

L'uso dello spazio esprime la relazione del soggetto con l'ambiente e le sue reazioni ad esso.

Tutto il foglio: grande intelligenza e vivacità, sicurezza ed entusiasmo nella vita.


Parte alta: fantasia, sensibilità, timidezza, poco senso pratico ma ottimismo.  

Parte bassa: intelligenza pratica ed istintività. Può tendere al pessimismo.

Parte destra: estroversione, sicurezza, socievolezza, attaccamento al padre, tensione verso il futuro.

Parte sinistra: insicurezza nel futuro, introversione, timidezza, attaccamento alla madre e al passato. Ricordi infantili piacevoli.

Parte centrale: il bambino desidera essere al centro dell’attenzione, vuole essere sostenuto, notato, lodato.


Per quanto riguarda la dimensione del disegno, un disegno molto piccolo generalmente rappresenta un livello di auto-percezione e autostima piuttosto basso. Può essere tipico dei bambini obesi che vorrebbero essere non notati dal mondo circostante.

Un disegno molto grande si associa in genere a sicurezza e fiducia di sé, a volte anche esuberanza. I bambini al di sotto dei 6 anni tendono naturalmente a disegnare figure grandi.


L’occultamento di una parte del corpo può esprimere effettivamente il desiderio del bambino di nasconderla. E’ tipico del bambino enuretico nascondere la parte bassa del corpo dietro qualcosa, un tavolo ad esempio, per evitare d mostrare una parte per lui problematica.

A proposito del tratto grafico, la stessa pressione della mano ci racconta della personalità del bambino.


Un tratto fluido esprime,  di solito, disponibilità e sicurezza nei rapporti affettivi. Bambino affettuoso e socievole.

Tratti decisi sono sinonimo di forza di volontà.

Tratti molto decisi: intuito, creatività, orgoglio, risentimento. Può trattarsi di un bambino con molta grinta e determinazione che, a volte, agisce in modo impulsivo.  

Tratti sottili ed indecisi: si tratta di un bambino generalmente molto sensibile che accoglie ogni stimolo come sollecitazione e crescita, ma può anche essere sinonimo di timidezza e paura.

In generale i tratti arrotondati sono indice di sentimento e tranquillità, capacità di adattamento, estroversione e socializzazione, mentre spigoli e punte si associano a stress e aggressività.


La presenza nel tratto di figure spigolose o geometriche può essere espressione di un bambino tenace e/o essere secondaria a un'educazione abbastanza rigida.

Per quanto concerne i colori, a differenza di quanto si pensa, il mondo infantile non è colorato di tinte di pastello, tenui e impalpabili. I colori prediletti sono quelli che hanno più contrasto... Inoltre il bambino assomiglia a un pittore surrealista e colora il mare di giallo, i prati blu e i fiori anche di colore nero. Solo a partire dai cinque anni in poi il bambino trova il colore giusto: mare blu, prato verde, ecc...


La figura colorata con tinte pastello è segno di affettività e sensibilità, e, a volte, timidezza, mentre la figura colorata con tinte forti esprime sentimenti molto intensi, ma anche aggressività e rabbia.

La prevalenza di rosso, giallo e arancione indica allegria, vivacità e salute. Se invece usa solo questi colori, il bambino potrebbe essere accentratore e/o eccitato. 

La testa e il viso meritano particolare attenzione, soprattutto i particolari del viso, sede degli organi di senso che mettono in comunicazione il bambino con il mondo esterno.


Nel disegnare una testa grande il bambino, probabilmente, mostra un bisogno di scambio, di comunicazione con l'ambiente che lo circonda,  mentre una testa piccola può essere  un segnale di esperienze difficili vissute nella prima infanzia.

Un collo lungo alla Modigliani esprime grande fantasia e desiderio di esplorare il mondo. Similmente le braccia lunghe sono segno di grande apertura: il bambino mostra la necessità di abbracciare, di comunicare.  

Le mani grandi rappresentano una caratteristica ambivalente, poiché le mani servono ad accarezzare, ma anche a picchiare. 

Le orecchie sono il simbolo dell'ascoltare, della curiosità. Il bambino è particolarmente attento alla realtà che lo circonda. Tuttavia, quando sono molto grandi, esprimono una svalutazione di se stessi, una scarsa autostima. 

La bocca: quando è molto rossa denota aggressività; quando è disegnata molto sottile (normale prima dei 7 anni) è sintomo di insoddisfazione o disappunto; quando non viene disegnata rivela carenze affettive.

 Vassilios Fanos,  Marinella Corridori


Per saperne di più

- Thomas G. V,.Silk Angèle M.J., Psicologia del Il disegno infantile, Bologna, Il Mulino 1998.

- Pizzo R. Lucia, Il disegno infantile, Palermo, Aesthetica, 1988

- Widlöcher D., L’interpretazione dei disegni infantili, Roma, Armando, 1968.

- Luquet G.H., Il disegno infantile, Roma, Armando, 1969.

- Golomb G., L’arte dei bambini, contesti culturali e teorie psicologiche, Raffaello Cortina editore, Milano 2004




Indice
L’alimentazione dopo il primo anno di vita: crescere bene e vivere sani
Alla ricerca dei padri perduti di ieri e di domani
Le strisce di Nicu
L’esantema periflessurale asimmetrico dell’infanzia e l’enigma dell’eziologia
I disegni dei bambini: il test della figura umana
Abitudini e stili di vita degli adolescenti italiani
Indicazioni bibliografiche
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