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L’alimentazione riveste un ruolo basilare nella vita di un individuo. È ormai una certezza culturale degli ultimi anni che abitudini alimentari corrette siano determinanti nella prevenzione di molte malattie, come le patologie cardiovascolari, l’obesità ed il diabete; in particolare, nutrirsi sano ed equilibrato nei primi anni di vita e durante lo sviluppo rappresenta la garanzia di una crescita adeguata, ma anche la consapevolezza di una tutela concreta della propria salute. Attualmente pediatri ed nutrizionisti dedicano buona parte del loro lavoro ai bambini ed alle loro famiglie: queste ultime infatti, rivestono un ruolo basilare nell’educazione alimentare dei propri figli, attraverso l’impostazione di regole ed abitudini che il bambino, che la natura ha reso capace di autoregolarsi nei confronti del cibo, porterà con sé per tutta la vita.
Un’alimentazione sbagliata nei primi anni di vita comporta da un lato una crescita inadeguata come conseguenza delle carenze e/o degli eccessi nutrizionali, dall’altro il rischio di patologie come la sindrome metabolica, l’obesità, l’ipertensione, l’ipercolesterolemia ed il diabete, che vengono riscontrate sempre più frequentemente nella popolazione pediatrica. Infine, non va dimenticato che un equilibrio alimentare significa non solo equilibrio fisico, ma anche psichico: è indispensabile impostare sin dalla prima infanzia un corretto rapporto con il cibo, “si mangia per vivere, non si vive per mangiare”, al fine di prevenire la comparsa di disturbi del comportamento alimentare, quali la bulimia e l’anoressia, con conseguenze talvolta drammatiche.
L’alimentazione dopo lo svezzamento
I bambini fra 1-3 anni hanno una naturale predilezione per i cibi dolci rispetto a quelli salati, e, in un età successiva, preferiscono gli alimenti salati rispetto a quelli aspri ed amari, ed è innata la capacità di autolimitarsi nei confronti del cibo. Purtroppo questo comportamento viene modificato precocemente da fattori ambientali e soprattutto familiari. In base ai LARN (Livelli di assunzione raccomandati di nutrienti per la popolazione Italiana) la ripartizione calorica in macronutrienti per questa fascia di età dovrebbe essere:- PROTEINE: 10-12%, con rapporto 1:1 fra proteine animali e vegetali
- LIPIDI: nessuna restrizione prima dei 2 anni
- GLUCIDI: 60-65%
Fra 1-3 anni, se vengono proposti cibi semplici e ricchi di fibre, non raffinati, si garantisce un adeguato intake calorico; se vengono offerti altri cibi raffinati (succhi di frutta, cereali elaborati, merendine confezionate), si propongono al bambino nuovi gusti che con aumento notevole dell’intake calorico e si pongono le basi per un’alimentazione sicuramente squilibrata. Dopo i 2 anni il bambino inizia a sviluppare la cosiddetta “neofobia”, definita come la paura e l’avversione verso cibi nuovi, che porta spesso i genitori a proporre al bambino una dieta ripetitiva e monotona: diventa a questo punto importante la capacità della famiglia di “saper proporre” un alimento nuovo con entusiasmo, magari nel contesto piacevole di una bella tavolata in cui il piccolo si senta parte attiva, e non invece, isolato nel seggiolone davanti ad un piatto con un alimento sconosciuto. Per i bambini di età superiore ai 3 anni, si raccomanda un apporto lipidico pari al 30%, per arrivare ad una quota inferiore al 20% sui nutrienti totali nella dieta dopo i 5 anni. In età scolare occorre valutare la necessità e l’importanza dell’attività fisica che deve supportare l’alimentazione corretta nella prevenzione: in realtà i dati della letteratura indicano un tempo dedicato all’attività fisica sempre minore, a vantaggio di una vita sedentaria, con più ore trascorse davanti alla televisione ed al computer; a questo spesso si aggiunge un eccessivo carico calorico con spuntini estremamente frequenti, mancata introduzione di alimenti contenenti fibre e assenza di colazione.
Nella pratica quotidiana pochi e semplici consigli possono essere di aiuto:
- Fare 4-5 pasti, evitando gli spuntini
- Pranzo e cena così costituiti: primo piatto, secondo piatto, verdura e frutta; piatto unico, verdura e frutta.
-Pasta e riso possono essere assunti 2 volte al giorno -carne, 4 volte la settimana (carni rosse magre come vitello o manzo; carni bianche, come pollo, tacchino coniglio e agnello) -pesce, 4 volte la settimana (orata, spigola, salmone, trota). Escludere i pesci di fondo, come il tonno ( sono ricchi di metalli pesanti), mitili e crostacei. -legumi, come ceci e lenticchie, 4 volte la settimana -formaggio, 2 volte la settimana -uovo, 1 volta la settimana -verdura e frutta ad ogni pasto. Gli alimenti possono essere conditi con olio extravergine d’oliva e di semi di girasole. È sconsigliata la frittura, mentre gli alimenti possono essere cotti a vapore, bolliti o al forno.
Cosa si intende per piatto unico? Polenta, pizza, insalata di riso, pasta al forno, verdure ripiene, pasta con lenticchie o ceci. La letteratura degli ultimi anni evidenzia l’abitudine sempre più frequente fra i bambini di non fare la colazione: si stima infatti che circa il 40% dei bambini italiani arrivi completamente digiuno sui banchi scolastici alle prime ore del mattino. Il digiuno protratto determina importanti oscillazioni della glicemia nel sangue, con conseguenze dannose per l’organismo. La colazione rappresenta uno dei tre pasti principali della giornata e spesso sono gli stessi genitori a saltare la colazione, coinvolti nella frettolosa routine della mattina: è una sana abitudine, pertanto, riunirsi a tavola, il beneficio è per tutti.
Una colazione “tipo” può essere rappresentata da:
-una tazza di latte o un vasetto di yogurt -frutta fresca in pezzi -pane o fette biscottate con marmellata. Gli studi più recenti riguardo l’alimentazione in pediatria evidenziano dati allarmanti: il 25% dei bambini italiani fra 6 e 17 anni sarà un adulto obeso e, fra questi, il 70% avrà estrema difficoltà a raggiungere un peso fisiologico.
L’ obesità nei primi anni di vita si correla a ritardo nelle capacità motorie, asma, rinite e russamento. È oramai una certezza che sovrappeso ed obesità siano indiscutibili fattori di rischio per gravi patologie; semplici accorgimenti ed abitudini della vita quotidiana sono un validissimo sistema di prevenzione, come quelli che citiamo di seguito: - proporre al bambino l’attività fisica, anche come occasione di svago e divertimento.
- limitare la permanenza davanti alla televisione a non più di un ora e mezza, nonché il computer.
- ricuperare il piacere dei pasti a tavola come momento di incontro della famiglia, almeno due pasti nell’arco della giornata.
- Evitare gli spuntini, gli alimenti preconfezionati e precotti, le bibite gassate in eccesso e durante i pasti principali.
- Non utilizzare gli alimenti ed i cibi come premio o come strumento di ricatto ( “se non mangi la verdura, non giocherai con il computer”-“se fai i compiti, stasera caramelle e cioccolata!”): si ottiene solitamente l’effetto opposto, con una visione distorta del cibo e l’incapacità di scegliere gli alimenti sani rispetto a quelli che lo sono meno.
- Non forzare mai i bambini a mangiare se non hanno appetito; somministrare porzioni moderate.
- Condividere i gusti alimentari dei propri figli, sempre nell’ottica di una alimentazione corretta.
- Mangiare frutta e verdura 3-5 volte al giorno.
- Limitare al minimo i dolci elaborati ed i condimenti.
Alessandra Atzei, Vassilios Fanos Terapia Intensiva Neonatale, Puericultura e Nido Azienda Mista Ospedaliero-Universitaria di Cagliari
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