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Mamme adolescenti

“Piccole mamme” è il focus dedicato da Save the Children alle mamme adolescenti in Italia, in concomitanza con il rapporto sul benessere delle madri nel mondo, che Save the Children pubblica ogni anno in maggio, in occasione della Festa della Mamma.

Le mamme adolescenti sono ragazze tra i 14 e i 19 anni che, nonostante la giovane età, decidono di far nascere e allevare il loro bambino. Si tratta in genere di gravidanze inattese, che provocano conseguenze non programmate nella vita della famiglia: di quella nuova e di quella d’origine, chiamata a sostenere sia i giovani genitori, sia il neonato. Spesso, tuttavia, l’intervento della famiglia d’origine, pur fondamentale, tende ad imporsi in modo dominante e a complicare il raggiungimento di un’autonomia da parte delle giovani madri, per le quali il conseguimento dell’autonomia è complicato anche dagli effetti che la gravidanza induce sul piano sociale: interruzione degli studi, abbandono delle relazioni con i coetanei e spesso anche con il padre del bambino, difficoltà nell’individuare percorsi di inserimento sociale e lavorativo per il futuro.

Non si può tracciare un profilo univoco per le mamme adolescenti, perché molto vari possono essere i contesti familiari da cui provengono, i trascorsi personali e l’età (è intuibile che la situazione di una mamma di 14 anni sia molto diversa da quella di una di 18-19 anni), tuttavia tre fattori sembrano correlati a un rischio di gravidanza precoce:

  • condizioni di deprivazione o svantaggio socioeconomico;
  • appartenenza a una famiglia di origine destrutturata e non stabile;
  • bassi livelli di istruzione.


Inoltre in casi limitati, ma comunque presenti, alcune gravidanze precoci rivelano situazioni di abuso, degrado e violenza domestica preesistenti.

Dai dati forniti dall’ISTAT si ricava che nel 2008 in Italia sono nati 10187 bambini da madri di età compresa tra i 15 e i 19 anni, di cui 2514 da madri minorenni, per una percentuale dello 0,44 % sul numero totale delle nascite; nello stesso anno in Gran Bretagna la percentuale di nascite da madri minorenni è stata dell’1,80 % e in Francia dello 0,67 %. Se si osservano poi i dati riguardanti complessivamente i bambini nati da madri minori di 20 anni, sempre nel 2008 si può rilevare che i nati sono stati 10194, per una percentuale dell’1,77% sul numero totale delle nascite, mentre in Gran Bretagna la percentuale è stata del 6,34% e in Francia del 2,80%. Dunque in Italia il fenomeno appare più limitato, ma coinvolge comunque più di 10000 bambini all’anno. Dall’analisi dei dati ISTAT, risulta che il numero di nati da madri minorenni è più rilevante nelle regioni del Sud e nelle Isole, con particolare riferimento a Sicilia, Puglia, Campania, Sardegna e Calabria, rispetto al resto del Paese; In alcune regioni del Nord, tuttavia, il numero di gravidanze precoci è in crescita, in concomitanza con l’aumento della presenza di donne immigrate, infatti il numero assoluto dei nati da donne straniere è considerevolmente aumentato nel tempo, di pari passo con l’aumento dei flussi migratori. Si deve tenere presente che presso altre culture esistono idee socialmente condivise, sulla genitorialità e sui tempi della gravidanza, diverse da quelle occidentali. Tuttavia, se è vero che le nascite da ragazze minorenni sono più diffuse, in termini assoluti, tra le madri straniere che tra quelle con cittadinanza italiana, percentualmente tra le mamme straniere si è registrato, nel tempo, un calo più pronunciato del fenomeno, rispetto al gruppo delle mamme italiane, cosicché le percentuali delle gravidanze precoci calcolate per queste due componenti della popolazione ormai convergono.

L’indagine sulla realtà italiana svolta da Save the Children è stata condotta in tre città (Milano, Roma e Napoli) attraverso 23 interviste a giovani mamme, di cui 10 italiane e 13 straniere (8 rumene, 3 sudamericane e 2 asiatiche), e altre 28 interviste a operatori di servizi, pubblici e del terzo settore, che seguono mamme adolescenti. Ne è emerso che il 95% delle mamme teen ha avuto un figlio tra i 16 e i 17 anni; il 61% ha avuto un figlio a 17 anni compiuti. Il 74% ha conseguito la licenza media inferiore e il 21% ha conseguito un titolo superiore (licenza media superiore). Solo il 19% delle giovani madri ha un lavoro al momento dell’intervista, ma si tratta di lavori saltuari e occasionali, che in genere non permettono alle ragazze di mantenere se stesse e i figli. Il 35% non ha partner conviventi; nel 68% dei casi il padre del bambino ha riconosciuto il figlio. Il 47% delle madri minorenni convive con altri familiari (oltre al partner, ove presente, e al figlio); soprattutto le mamme più giovani, al di sotto dei 17 anni, vivono con la famiglia d’origine e non cercano una nuova abitazione; per le ragazze tra i 17e i 19 anni, invece, è meno scontata la convivenza con la famiglia e spesso le giovani madri si occupano da sole del proprio bambino. Il partner, nel 62% dei casi, ha un’età compresa tra i 18 e i 21 anni; solo l’8% ha più di 24 anni; nel 59% dei casi il partner ha conseguito la licenza media inferiore, il 30% ha un titolo superiore, solo l’1,5% ha conseguito la laurea.

La mancanza di autonomia economica delle giovani mamme le porta a mantenere un legame subalterno con la famiglia d’origine, che spesso costituisce un supporto economico e psicologico, ma in alcuni casi il rapporto con i familiari può essere molto conflittuale, poiché la decisione di far nascere e crescere il nuovo bambino coinvolge tutti i familiari, che devono cercare nuovi equilibri. Un importante sostegno ad affrontare questi cambiamenti può essere svolto dai servizi disponibili di pediatri, medici di base, consultori e pronto soccorso, e in realtà le mamme intervistate hanno riconosciuto l’aiuto ricevuto. Tutte le madri intervistate sono iscritte al Servizio Sanitario Nazionale e 21 su 23 hanno partorito in ospedale, anche se più della metà, soprattutto tra le mamme straniere, dichiara di non essersi sottoposta a visite mediche. Invece tutte dichiarano che i bambini sono stati seguiti dal pediatra nel primo anno di vita e 20 su 23 hanno sottoposto i bambini alle vaccinazioni obbligatorie; la maggior parte di loro ha allattato il bambino al seno.

Un richiamo a queste problematiche giunge, in questi giorni, anche dall’Istituto Gaslini di Genova, che attraverso un convegno del “Centro Internazionale Studi Formazione Germana Gaslini” (CISEF) denuncia una tendenza all’aumento delle gravidanze tra le adolescenti. È importante sottolineare che le gravidanze precoci spesso si risolvono con parti prematuri, per l’immaturità fisiologica della partoriente. I parti prematuri, infatti, per le ragazze minori di 18 anni arrivano al 48%, per le gravide tra i 18 e i 20 anni costituiscono il 19%, mentre tra le donne adulte avvengono nel 6/15 % dei casi. È necessaria quindi un’opera di informazione presso i giovani, che associano l’ignoranza delle misure contraccettive a un concetto ludico e consumistico del sesso, che porta a fare sesso senza amore, magari con degli amici. Ne è una prova la richiesta, sempre maggiore, della “pillola del giorno dopo” presso i consultori, soprattutto di Lunedì.

 

 

Marinella Corridori




Index: Maggio 2011
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