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Dalle ricerche emerge che metà dei bambini e degli adolescenti hanno un televisore in camera. 5 bambini e adolescenti su 10 affermano inoltre che generalmente guardano la televisione da soli, mentre nei sondaggi basati sulle risposte dei genitori solo 2-3 genitori su 10 hanno affermato che i bambini guardano la televisione da soli.
Bambini. Il sondaggio “Bimbi InForma” ha rilevato che il 54% dei bambini aveva un televisore in camera; secondo i genitori intervistati in tale indagine, la maggior parte dei bambini guarda la televisione in compagnia: nel 41% dei casi con i fratelli e nel 31% dai casi con i genitori. Nell’indagine del Moige, il 61% dei genitori ha dichiarato di sorvegliare i figli durante la visione dei programmi; il 18% dei bambini guarda i programmi da solo e il 13% dei bambini guarda la televisione in compagnia di altri minori. Al contrario, nell’indagine svolta da Eurispes e Telefono Azzurro nel 2010 la metà del bambini che hanno risposto al questionario ha affermato che di solito guarda la televisione da solo, il 31,8% con i genitori e il 12% con gli amici. Nell’indagine “Bimbi InForma”, il 40% dei genitori ha affermato di parlare spesso o sempre dei programmi guardati e della pubblicità, e il 42% afferma di parlarne qualche volta. Nel sondaggio Moige, il 57% dei genitori afferma di discutere con i figli e di scegliere assieme a loro il programma da guardare, mentre il 17% dei genitori non chiede il parere dei figli. Con l’aumentare dell’età aumenta anche l’autonomia decisionale del bambino nella scelta dei programmi: il 18% dei genitori con figli di 6-7 anni lascia libera scelta, contro il 39% dei genitori con figli di 12-13 anni. Nella scelta dei programmi, il 68% dei genitori ha affermato di utilizzare come metro di valutazione il bollino che indica se il programma televisivo è adatto ai bambini. Adolescenti. Per quanto riguarda gli adolescenti, nell’indagine svolta da Eurispes e Telefono Azzurro, il 46,6% ha affermato di guardare la televisione da solo, mentre il 38,5% la guarda con i genitori; la percentuale di ragazzi che guarda la televisione con i genitori risulta elevata soprattutto nel Sud. Nell’indagine “La Società degli Adolescenti” si è rilevato che il 56% dei ragazzi ha un televisore in camera.
Programmi preferiti. Anche per quanto riguarda i programmi preferiti dai bambini si notano differenze quando la domanda viene rivolta ai genitori o ai bambini: secondo i genitori le preferenze dei bambini sono rivolte soprattutto a programmi pensati per l’infanzia, ma i bambini mostrano in realtà di amare anche molti programmi della televisione generalista. Bambini. Dall’indagine “Bimbi InForma” si rileva che, secondo i genitori intervistati, tra i programmi preferiti dai bambini ci sono cartoni animati e programmi per bambini, poi film, sport e documentari. Il campione di bambini intervistato nell’indagine di Eurispes e Telefono Azzurro ha affermato che i programmi preferiti sono I Cesaroni (17,7%), I Simpson (15,3%), Paperissima (9,6%), Amici (9,3%), Dragonball (8,3%), Il mondo di Patty (7,9%), Zelig (3,3%), Grande Fratello (2,9%), Quark (2,8%), X-factor (2,7%), Striscia la notizia (2,1%), C’è posta per te (1,5%) e Affari tuoi (1,4%). Adolescenti. Nell’indagine “La Società degli Adolescenti” il canale televisivo più guardato è risultato essere Italia 1 (50,4%), seguito da Canale 5 (11,8%) e MTV (6,8%). Il campione di adolescenti intervistato nell’indagine di Eurispes e Telefono Azzurro ha affermato che i programmi preferiti sono I Simpson (18,1%), Amici (12,6%) I Cesaroni (12,4%), Zelig (6,5%), Le iene (6%), Uomini e donne (5,7%) e Striscia la notizia (5%); X-Factor e Grande Fratello hanno ottenuto preferenze più basse (rispettivamente 3,7% e 2,6%).
La immagini che non piacciono. Dalle ricerche emerge che i bambini sono più infastiditi dalle scene di sesso e nudo che dalle scene di violenza (sia reale sia di finzione); gli adolescenti non sopportano l’esibizione di fatti privati in televisione e lo spazio dedicato ai politici nei telegiornali. Bambini. Nella ricerca del Moige il 78% dei genitori ha dichiarato che è capitato che i figli fossero turbati dalla visione di scene forti di sesso, violenza o immagini horror. Nella metà dei casi i genitori hanno cercato di insegnare ai figli a distinguere tra realtà e finzione, nel 19% dei casi hanno cercato di rassicurarli e in un altro 19% dei casi li hanno spinti a esternare le emozioni provate. Nell’indagine di Eurispes e Telefono Azzurro, i bambini hanno affermato di trovare fastidiose soprattutto le scene di sesso o nudo presenti nei film e nei telefilm (62,5%), le immagini di guerra o morte trasmesse durante i telegiornali (60,7%), le scene di violenza in film e telefilm (57%), le volgarità e le parolacce (56,4%), i programmi televisivi in cui le persone parlano dei propri fatti privati (52,9%). Per quanto riguarda specificamente il contenuto del telegiornale, le immagini che danno più fastidio ai bambini sono quelle di violenza (19,1%), quelle di guerra (17,8%), la visione delle persone povere (13,3%) e le immagini che giungono dai paesi colpiti da calamità naturali (11,9%). Adolescenti. Dall’indagine di Eurispes e Telefono Azzurro si nota invece che gli adolescenti non sopportano le persone che parlano di fatti intimi in televisione (51,3%), i litigi nei programmi (46%), le immagini di guerra e morte nei telegiornali (46%), le volgarità e le parolacce in televisione (44,5%). Per gli adolescenti, la parte più fastidiosa del telegiornale è quella in cui vengono mostrati i politici (18,3%), le immagini di violenza (12,6%), le immagini di bambini che soffrono (12,6%), i personaggi famosi (8,8%) e le immagini di guerra (8,5%).
Influsso negativo della fruizione massiccia di televisione. Dalle ricerche si nota che gli adolescenti che trascorrono più tempo guardando programmi televisivi hanno un atteggiamento più accomodante nei confronti del bullismo e hanno comportamenti più a rischio riguardo ad alcol e droga. Adolescenti. Nell’indagine “La Società degli Adolescenti” si è rilevato che guardare più di 3 ore di televisione al giorno può avere un influsso negativo sui comportamenti e sugli stili di vita degli adolescenti. Tra gli adolescenti che passano molto tempo davanti alla televisione, ad esempio, la percentuale di chi considera “fifone” (13,4%) o “spia” (14,4%) chi denuncia di essere vittima di atti di bullismo e la percentuale di chi considera il bullo “un tipo in gamba” (7,7%) sono più alte rispetto a quelle calcolate sull’intero campione (rispettivamente pari a 10,5%, 10%, 4,5%). Anche nell’ambito delle dipendenze (fumo, alcol e droga), gli adolescenti che guardano la televisione in maniera intensiva mostrano di avere comportamenti più a rischio: ad esempio la percentuale di chi ha dichiarato di aver fatto uso di ecstasy è stata pari al doppio del valore calcolato sull’intero campione (3,1% contro 1,5%).
Le ricerche. L’indagine “Bimbi InForma” è stata svolta in Lazio nel 2010, tramite questionari somministrati ai genitori di bambini di età compresa tra i 6 e i 13 anni; lo studio è stato realizzato nell’ambito del Programma Utenti e Consumatori 2009 promosso dalla Regione Lazio. La ricerca “A scuola InForma” è stata presentata all’inizio di maggio (2011) dal Modavi Onlus ed è stata patrocinata dal Dipartimento della Gioventù e dal Dipartimento delle Pari Opportunità; lo studio è stato condotto in 40 scuole superiori delle 5 regioni italiane in cui il problema del sovrappeso e dell’obesità è più diffuso (Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia). La “Indagine conoscitiva sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia” è stata svolta nel 2010 da Eurispes e Telefono Azzurro con questionari somministrati a studenti di tutto il territorio nazionale: un campione di bambini della fascia d’età 7-11 anni e un campione di adolescenti della fascia d’età 12-19 anni. La quattordicesima edizione dell’indagine “La Società degli Adolescenti. Indagine su abitudini e stili di vita degli adolescenti italiani” è stata svolta nel 2010 dalla Società Italiana di Pediatria, in collaborazione con la Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza e con il Patrocinio del Ministero della Gioventù; ha coinvolto ragazzi della fascia d’età 12-14 anni residenti in 12 regioni italiane. La ricerca presentata dal Moige (Movimento Italiano Genitori) nel febbraio 2011 è stata realizzata da SWG e ha coinvolto genitori di bambini di età compresa tra 6 e 13 anni. Eleonora Fanos
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