L’ecografia polmonare in ambito pediatrico e neonatale rappresenta un nuovo strumento per il pediatra, in quanto ha le caratteristiche per essere considerata il prolungamento delle sue mani. Le capacità degli ultrasuoni nel creare immagini dinamiche conferiscono a questa metodica sorprendenti potenzialità nella diagnostica polmonare, già riscontrate peraltro nel paziente adulto. Di questo argomento si è parlato al “Primo Corso di Ecografia Polmonare Pediatria e Neonatale”, svoltosi a Monopoli il 14-15 Gennaio 2011. L’ecografia polmonare presenta diversi vantaggi: - non è costosa; non è invasiva; non è ionizzante; è ripetibile;
- è eseguibile al letto del paziente;
- ha un’alta sensibilità nella diagnosi di patologie pleuriche e polmonari;
- è facilitata nella sua esecuzione dall’anatomia polmonare pediatrica per la ridotta superficie da esaminare;
L’ecografia polmonare presenta anche degli svantaggi: - è una tecnica operatore dipendente;
- si basa su artefatti acustici che però tendono ad essere eliminati dagli ecografi di nuova generazione;
- ha una ridotta sensibilità diagnostica nelle patologie del mediastino (30%) ed è carente nella panoramicità polmonare;
- non ha un’ approvazione universale in campo medico.
Il polmone del bambino e del neonato sano, dal punto di vista ecografico, non differiscono sostanzialmente da quello dell’adulto. In pediatria le tecniche di esecuzione sono semplici e permettono la visualizzazione bilaterale del polmone. Le posizioni del paziente sono: prono, supino e di fianco. La sonda più indicata è quella lineare ad elevata risoluzione. Le patologie pediatriche e neonatali che possono essere studiate con l’ecografia polmonare sono: - polmoniti (lobari, lobulari, interstiziali);
- atelectasie;
- bronchiolite;
- asma bronchiale, bronchite asmatica;
- versamento pleurico;
- tachipnea transitoria neonatale;
- emorragia polmonare;
- malattia delle membrane ialine;
- pneumotorace;
- displasia broncopolmonare;
- s. da semi-annegamento;
- malformazioni (ernia diaframmatica congenita, malformazione adenomatoide cistica del polmone, sequestro polmonare).
I diversi studi sull’ ecografia polmonare hanno concluso che questa tecnica rappresenta il futuro nella diagnostica delle patologie polmonari in età pediatrica e neonatale, perchè è affidabile con un’attendibilità del 95-98% per la patologia parenchimale, e del 100% per la patologia pleurica. Inoltre supera i limiti della Radiografia del torace che, oltre all’esposizione a radiazioni ionizzanti, ha una scarsa sensibilità nel distinguere il contenuto di un’opacità evidenziata. Tuttavia, nonostante l’ecografia polmonare abbia delle straordinarie caratteristiche, le immagini ecografiche devono essere sempre interpretate nel contesto clinico, non trascurando, in alcuni casi, l’esecuzione della radiografia del torace, esame ancora giudicato il gold standard nella diagnostica polmonare. Elisabetta Puxeddu, Terapia Intensiva Neonatale, Puericultura e Nido, Azienda Ospedaliero-Universitaria, Cagliari
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