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La violenza domestica in gravidanza

Legame tra violenza e gravidanza. La letteratura internazionale mostra che esiste un legame tra gravidanza e violenza domestica. Per alcuni partner di donne incinte, infatti, l’arrivo di un bambino non suscita tenerezza, ma al contrario accende sentimenti negativi come la gelosia, la rabbia o la sensazione di sentirsi intrappolati (soprattutto in caso di gravidanza non pianificata). Queste emozioni negative in alcuni casi possono dare luogo ad abusi e violenze da parte del partner verso la madre e il nascituro. Si ritiene che un partner aggressivo possa divenire abusante o aumentare gli abusi già in atto, da una parte perché vede le attenzioni della compagna rivolte più al nascituro che alla coppia, ma dall’altra soprattutto perché la ridotta autonomia emotiva e finanziaria della donna in gravidanza pone il partner nella possibilità di avere maggiore controllo sulla donna.

Conseguenze. La violenza domestica è una delle principali cause di morte delle donne in gravidanza, accanto alle complicanza della gravidanza e agli incidenti stradali. Quando non si arriva all’omicidio, la violenza domestica può comunque comportare danni alla madre e al bambino: aumentano infatti i rischi di aborto, la nascita di feti morti, i parti pretermine e la nascita di bambini con basso peso neonatale. Quest’ultimo può essere associato ad esempio a un basso aumento di peso da parte della futura madre, che può a sua volta essere causato sia dallo stress arrecato dall’abuso, sia da pressioni psicologiche di partner che non vogliono che la compagna aumenti di peso (come si è rilevato in particolare nel caso di ragazze adolescenti). Tra le vittime di violenza familiare aumentano inoltre i comportamenti a rischio, come il fumo, l’abuso di alcolici e l’utilizzo di droghe. Gli abusi fisici sono poi associati a problemi del sistema riproduttivo (come le malattie sessualmente trasmesse, tra cui l’AIDS), a infezioni del tratto urinario, a depressione e ad altri problemi mentali. Gli abusi in gravidanza sono infine correlati a elevati tassi di gravidanza indesiderata e di gravidanza in età adolescenziale, e ad elevati tassi di interruzione volontaria della gravidanza.

In Italia. In Italia più dell’11% delle donne subisce violenza da partner del partner in gravidanza, secondo gli ultimi dati disponibili dell’Istat (dati relativi al 2006 e pubblicati nel 2007 nel documento intitolato “La violenza e i maltrattamenti contro le donne dentro e fuori la famiglia”). L’indagine mostra che il 13,6% di questi abusi inizia proprio in gravidanza; nel 52,5% dei casi la violenza invece rimane immutata, per il 17,2% aumenta e solo per il 15,9% diminuisce durante la gravidanza. La probabilità di subire un abuso fisico da parte del partner è perciò più elevata rispetto alla probabilità di soffrire di disturbi della gravidanza come la preeclampsia (3-4%) o di avere un parto pretermine (6,5% in Italia, secondo i dati del 2006 pubblicati dall’EFCNI nell’indagine intitolata ”EU benchmarking report 2009-2010”). Secondo l’Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani (AOGOI), inoltre, per le donne di età compresa tra 15 e 44 anni, la violenza domestica è una delle principali cause di morte in gravidanza, seconda solo all’emorragia.

 

Eleonora Fanos




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