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LA RISPOSTA DEL MESE
Ecco la lettera che ci avete inviato e che è stata scelta per la risposta scritta

Compiti delle vacanze? No grazie Sono sconsigliati per bambini e adolescenti perché serve un' interruzione netta con lo stress dell'anno scolastico


Ci scrive Maria Laura Riva di Milano:

«Mio figlio ha frequentato la terza elementare; le maestre gli hanno assegnato molti compiti per le vacanze. Io e mio marito vorremmo che si riposasse per tutta l'estate senza pensare ai compiti e alla scuola. Ne abbiamo parlato con le maestre che hanno detto che siamo iperprotettivi. Vorremmo che Lei ci indicasse qual è la scelta migliore nell'interesse della salute di nostro figlio».


Gentile signora  Riva, ci sono milioni di persone in questi giorni che si pongono la stessa domanda infatti ci sono arrivate tantissime lettere simili alla sua. per questo inizierò dando la risposta e poi spiegando le motivazioni. Io sono assolutamente contrario a far fare i compiti a bambini e adolescenti durante le vacanze.

 

LA RICERCA: contrari il 75% dei pediatri

Da una  ricerca effettuata durante la VI edizione del convegno nazionale  “Ischia pediatria e neonatologia”, organizzato da Giuseppe Parisi, primario  di Pediatria dell’Ospedale “Anna Rizzoli” di Lacco Ameno, è emerso che il 75% dei pediatri sono contrari a far fare i compiti a bambini e adolescenti durante le vacanze.

 

ECCO LE MOTIVAZIONI

 

I compiti delle vacanze non vanno fatti

I compiti delle vacanze non vanno fatti ed è questa la garanzia perché il bambino possa tornare a scuola,a settembre, nelle migliori condizioni fisiche e psicologiche ,ammalarsi meno e avere i migliori risultati.

Perché i compiti delle vacanze non vanno fatti?

Le vacanze scolastiche sono state create per permettere che i bambini e gli adolescenti possano riposarsi, non per concedere agli insegnanti un lungo periodo di ferie.

Al contrario le motivazioni di una lunga interruzione dell'anno scolastico sono legate a motivi psicologici.

Andare a scuola, studiare, imparare nuovi concetti, sottoporsi allo stress delle verifiche, delle interrogazioni, al confronto con i coetanei, e all'esigenza di ottenere dei buoni risultati scolastici, che di fatto hanno tutti i bambini e adolescenti, determinano sia una spesa di energie legate alla fase propria dell'apprendimento, sia a una notevole tensione emotiva, cioè lo stress.

Per i bambini e gli adolescenti, tale situazione è particolarmente dannosa perché colpisce organismi in sviluppo e formazione, cioè in crescita, in cui una situazione di stress se si perpetua diventa particolarmente dannosa.

L'unico modo per conciliare le esigenze dello studio con quelle della crescita è di interrompere in modo netto questa situazione di stress in modo che possano recuperare.

 

 

Le vacanze estive se sapute gestire sono un'occasione unica.

Per i bambini fino all'età di 12 anni, cioè quelli della frequenza delle scuola elementari, che hanno ancora una insufficiente cognizione del tempo, le vacanze sembrano lunghissime, quasi che non possono finire mai, per questo possono perfettamente recuperare durante l’estate  tutte le energie necessarie.

Per gli adolescenti, cioè gli alunni delle scuole medie inferiori e superiori, un tempo lungo a disposizione permette loro di poter avere una disponibilità sia di pensiero sia di tempo per poter riflettere e elaborare nella fase dello sviluppo, cioè una parte notevole di tempo per "pensare a se stessi", avendo a disposizione tutte le energie sia mentali sia fisiche che negli altri periodi dell'anno vengono impiegate per lo studio.

 

Le ragioni sbagliate a favore dei compiti delle vacanze

Alcuni sostengono che gli alunni non debbano abbandonare completamente lo studio perciò svolgano comunque i compiti delle vacanze durante l'estate anche se dedicandogli una minor quantità di tempo che durante l'anno scolastico.

Un'altra motivazione che viene portata a favore dei compiti delle vacanze è che rappresentano una forma di "allenamento" mentale per non dimenticare le nozioni studiate. Anche questa è una motivazione inesatta perché come nessuno dimentica come si fa ad andare in bicicletta, anche a distanza di anni, a maggior ragione le cose imparate da bambini e adolescenti sono le più durature, che si ricordano in modo lucido anche da vecchi. Figuriamoci perciò se si dimenticano in pochi mesi!

 

 Compiti delle vacanze:

un discorso sbagliato che presenta tre rischi: vediamoli.

  • L'alunno non interrompe mai il legame con la scuola e perciò non potrà abbattere completamente lo stress e la tensione, perché libri, quaderni e compiti glielo ricorderanno ogni giorno.
  • I compiti delle vacanze vengono fatti comunque in un clima e perciò una concentrazione e applicazione diversa che durante l'anno scolastico e i genitori peraltro non sono mai attenti nel verificare l'applicazione dei figli, proprio perché siamo in estate. Il risultato sarà che  il figlio si abituerà a studiare in modo svogliato, con il rischio che un simile approccio ai compiti prosegua negli anni scolastici prossimi.
  • Si sa che lo stress facilita le malattie, pertanto chi non avrà avuto la possibilità di vivere un'estate spensierata per "recuperare" completamente, al ritorno a scuola a settembre sarà più suscettibile ad ammalarsi.

Vedi anche: 9 milioni di genitori sono contrari ai compiti per le vacanze

A cura di:

Prof. Italo Farnetani - Pediatra, Giornalista pubblicista e Docente Università Bicocca di Milano

 

 

 

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