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Crescere i bambini senza preconcetti basati sul genere


I bambini vengono solitamente educati in maniera diversa se sono maschi o femmine: variano i colori dei vestiti da indossare, i tipi di gioco proposti dagli adulti, le storie che vengono narrate. Mano a mano che il bambino cresce, gli adulti incoraggiano alcune azioni e mostrano di ritenere non accettabili altri comportamenti. Per evitare che l’educazione dei bambini venga influenzata dagli stereotipi maschili e femminili, un asilo svedese propone un nuovo modello educativo. La Svezia è da decenni una nazione pioniera nella promozione dell’uguaglianza, con particolare attenzione ai diritti delle donne e degli omosessuali (come esempi si possono ricordare il suffragio universale femminile nel 1919 e la legalizzazione dell’adozione da parte di coppia omosessuale nel 2002).
 

Egalia. L’asilo Egalia è stato inaugurato lo scorso anno a Stoccolma ed è frequentato da bambini di età compresa tra 1 a 6 anni. Il nome dell’asilo richiama il concetto di uguaglianza e l’idea educativa su cui si basa è che l’esistenza di differenze biologiche tra bambini e bambine non comporta che essi debbano necessariamente avere diverse abilità o interessi. Egalia è un asilo finanziato con fondi pubblici e vi è una lunga lista d’attesa per le iscrizioni; i genitori dei bambini che frequentano l’asilo affermano di aver scelto questo asilo per dare ai figli possibilità basate sulla loro personalità e non sul loro genere. A Egalia ogni dettaglio viene curato affinché i bambini non cadano in stereotipi di genere: viene prestata grande attenzione al colore e posizionamento dei giochi, alla selezione dei libri da leggere con i bambini, ai vocaboli utilizzati nei discorsi. Per esempio, accanto alla cucina giocattolo si trovano il Lego e altri blocchi per le costruzioni, in modo che non si creino barriere mentali tra il cucinare e il costruire (mentre negli stereotipi sono ritenute un’attività femminile la prima e un’attività maschile la seconda). Nella biblioteca dell’asilo non sono presenti “Biancaneve”, “Cenerentola” e altre fiabe classiche che si ritiene possano cementare i preconcetti sui ruoli maschili e femminili; vi è invece un libro che narra di due giraffe maschi, tristi per la mancanza di figli, che si imbattono in un uovo di coccodrillo abbandonato. Lo staff evita di utilizzare il pronome personale maschile (“han”) e quello femminile (“hon”) e utilizza invece un pronome neutro (“hen”), termine che non esiste in Svedese e che viene utilizzato in ambienti femministi e omosessuali. Come spiega la direttrice dell’asilo, “hen” viene utilizzato per esempio quando si annuncia l’arrivo di qualche adulto (come un dottore o un idraulico) all’asilo: in questo modo i bambini possono immaginare sia che arriverà un uomo sia che arriverà una donna e questo amplia la loro visione del mondo. Lo staff cerca di aiutare i bambini a scoprire nuove idee anche durante il gioco; per esempio, se le bambine stanno giocando “alla casetta” e iniziano a litigare per chi deve giocare nel ruolo di mamma, lo staff suggerisce che possono esserci due o più mamme.

Per approfondire. Soffel (2011) Gender Bias Fought At Egalia Preschool In Stockholm, Sweden, ultimo accesso: luglio 2011




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