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Il fatto di cui si parla
Gli animali domestici fanno bene alla salute 


Oggi, soprattutto i bambini, ma anche gli adolescenti, vivono sempre più chiusi in casa, isolati dagli altri, circondati da presenze inanimate, perciò è importantissimo che vivano con un animale e il cane è il più amato e desiderato. Infatti una presenza viva offre vantaggi affettivi e psicologici, ma anche educativi, perché i bambini devono imparare a convivere e rispettare gli animali, anche per evitare quei piccoli incidenti di cui i morsi sono i più frequenti.

Fra i motivi per cui i genitori spesso non vogliono adottare un cane è quello, giustificato, dell’impegno quotidiano che richiede, ma un cane è così utile ai figli che si tratta comunque di un sacrificio che in realtà è un investimento per il futuro.

Ingiustificato invece è  il timore  che il cane possa trasmettere le malattie:basta far controllare l’animale  dal veterinario almeno una volta all’anno e attuare i trattamenti prescritti, per prevenire la quasi totalità  delle infezioni trasmissibili all’uomo..


E’importante però che il bambino impari a vivere e a rispettare il cane,in modo da attuare una convivenza affettivamente forte ,stimolante dal punto di vista educativo,ma anche in sicurezza.

Per farlo basta seguire le 10 regole che seguono.

 

Il decalogo per una coabitazione senza rischi

1)  Rispettare il cane, ricordando che è un essere vivente e non un giocattolo

2)  Non occupare mai, né mettere in disordine il territorio del cane, come la cuccia, il tappeto o la poltrona dove normalmente sta

3)  Non toccare cani sconosciuti

4)  Non fare mai ingelosire il cane: attenzione soprattutto quando arriva in casa il nuovo nato

5)  Non lasciare solo un bambino piccolo con il cane anche se è docile

6)  Non disturbare il cane quando mangia

7)  Non Disturbare il cane quando riposa o dorme

8)  Non immobilizzare mai completamente, nemmeno per gioco, il cane, ma lasciargli sempre la possibilità di divincolarsi e di poter scappare

9)  Insegnare al bambino a non interporsi fra due cani quando giocano o lottano insieme

10)   Non disturbare mai una cagna quando sta con i suoi cuccioli

 

QUANDO, DOVE, COME,  PERCHE’ SI VIENE MORSI

Se si attuano le regole del decalogo precedente  si riducono nettamente le possibilità di essere morsi da un cane ,ma per ridurle ancora è utile avere le informazioni che seguono per  sapere  quando,dove e con quali cani stare più attenti.

  • Quando e dove: il periodo dell’anno che va da aprile a settembre è quello in cui si ha il maggior numero di casi di pazienti morsi dai cani perciò quello in cui i cani mordono di più. Nel 35-40% dei casi l’incidente avviene nelle immediate vicinanze della casa, nel 15-20% all’interno. In genere avviene nella propria casa o in quella di amici. I cani sono nel 40% dei vicini di casa, nel 20% addirittura della famiglia accanto, nel 15% quelli dei genitori. È raro che a mordere sia un cane randagio dimostrando perciò che i rischi maggiori si corrono proprio quando si sorvegliano di meno i bambini. Infatti nel 50% dei casi quando il cane ha morso gli adulti erano disattenti.
  • Chi viene morso di più: la metà di tutti gli incidenti dovuti al morso del cane riguarda pazienti di meno di 18 anni all’interno di questa fascia di età il maggior numero dei casi è concentrato fra le età di 1-4 anni e 10-13 anni. I maschi vengono morsicati di più (nel 60% dei casi) rispetto alle femmine.
  • I cani più mordaci: il pastore tedesco è responsabile di circa la metà di tutti gli incidenti, ma vengono coinvolte anche altre razze: al primo posto il chow-chow, terrier, cocker, barboncini, labrador. I cani ritenuti più feroci, dobermann, rottweiller, pittbull, rappresentano meno del 2% di tutti i casi. In genere sono i cuccioli maschi che mordono di più.
  • Le lesioni: possono presentarsi in qualunque zona, nessuna esclusa, ma soprattutto sono al volto (dal 70 all’85%).
  • Le cause: il cane morde in risposta a un’eccessiva confidenza e disinvoltura del bambino. In genere, infatti, il cane morde per paura o per difendersi, per esempio quando il bambino gioca con il cane in modo eccessivo o fastidioso, oppure se il cane si senta immobilizzato. Mordere, perciò, è una difesa o un modo di liberarsi.
  • In altri casi mordere è il sistema del cane per riconquistare il proprio territorio, per esempio quando gli viene toccata la ciotola del mangiare o gli viene occupata la cuccia. Per lo stesso motivo il cane che già viveva in casa, può mordere il neonato di cui è geloso perché teme che gli occupi il proprio posto nel “cuore” dei padroni.

 

IL PRONTO SOCCORSO

Che cosa fare quando si viene morsi da un cane:

Ecco gli otto interventi da fare quando si viene morsi da un cane:

1)  Rassicurare e tranquillizzare il bambino

2)  Sciacquare abbondantemente con acqua corrente la ferita: basta questo per ridurre di 2/3 il rischio di infezione, infatti si allontanano le gocce di saliva del cane che contengono i batteri

3)  Subito dopo cospargerla con un disinfettante: i migliori sono i derivati dell’ammonio quaternario

4)  Se ha dolore somministrare ogni 4 ore un farmaco che contenga paracetamolo (è lo stesso che si usa per abbassare la febbre)

5)  Dopo una prima visita si deve ritornare dal medico se si nota che la zona intorno alla ferita diventa rossa, si gonfia o produce liquido oppure quando il bambino ha dolore o gli viene la febbre. Questi segni indicano che è sopraggiunta una infezione e in questo caso sicuramente vanno somministrati gli

6)  antibiotici, mentre è inutile iniziare a prenderli appena il bambino sia stato morsicato perché questi farmaci non sono in grado di prevenire le infezioni.

7)  Non è dimostrato che sia utile chiudere la ferita con i punti di sutura, perciò vi si ricorre solo in caso di lesioni estese

8)  Se, come avviene nella quasi totalità dei casi, si conosce il cane cha ha dato il morso, non è necessario eseguire nessun trattamento preventivo per la rabbia, perché, ormai da anni, non si riscontra più in Italia, mentre per il tetano tutti i bambini sono protetti fino a 15 anni. Solo in caso di ferita molto profonda dovranno effettuare una dose di richiamo i bambini che hanno da 10 a 15 anni o quelli di 5, se non l’hanno ancora effettuato. Per i più grandi: non devono eseguire nessun trattamento se il vaccino è stato eseguito da meno di cinque anni; se sono trascorsi più di cinque anni e meno di dieci andrà eseguita una dose di richiamo del vaccino. Se sono trascorsi più di dieci anni, andranno eseguite le immunoglobuline contro il tetano.

 

 

 

A cura di:

Prof. Italo Farnetani - Pediatra, Giornalista pubblicista e Docente Università Bicocca di Milano

 

Ultimo aggiornamento: Settembre 2009

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