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Il fatto di cui si parla
I risultati del sondaggio sulle vacanze

 

Da un'indagine condotta fra un campione di 2.500 visitatori del sito www.ambulatorio.com ai quali è stato chiesto di rispondere a un questionario, è emersa una secca bocciatura dei compiti delle vacanze.


L'indagine è stata coordinata dal professor Italo Farnetani, pediatra e professore a contratto presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca..


Il mare è la meta preferita

Il mare resta sempre la meta preferita per le famiglie che hanno figli di meno di 18 anni. Fra coloro che vanno in vacanza viene scelto dall'88 % delle famiglie, mentre il 10% va in montagna,e il 2%fa un viaggio..
Il 78% sta in vacanza complessivamente per 2 settimane, il 18% per 3 settimane e il 6% solo per una settimana.,il 2 % meno di una settimana.


Agosto si conferma il mese delle vacanze
Agosto si conferma il mese in cui le famiglie con i figli vanno in vacanza, infatti lo è per l'84% delle famiglie. Il 14% sceglie luglio e solo il 2% giugno. Tramonta finalmente il mito che i bambini vadano portati al mare a giugno e settembre,infatti non c’è nessuna motivazione scientifica. La scelta di andare in vacanza quest’ anno è influenzata anche dal fatto che i corsi di recupero per gli alunni delle superiori sarano sospesi solo per le prime due settimane di agosto.


Abolire i compiti delle vacanze

L'86% dei genitori intervistati si è dichiarato contrario all'assegnazione dei compiti delle vacanze.

Al contrario vengono assegnati a tutti i bambini e solo il 2% non li esegue. Il 62% degli alunni li svolge nell'arco di tutta l'estate, mentre il 4% sono gli alunni che si riducono a svolgerli gli ultimi giorni, infatti li eseguono solo nel mese di settembre. Interessante è invece un altro dato emerso dall'indagine: il 30% li esegue a luglio, mentre il 2% ad agosto.


La tendenza che emerge perciò è quella di far svolgere i compiti a luglio quando la maggioranza delle famiglie è ancora in città. Si determina così un ulteriore impatto negativo e un ulteriore rischio. I compiti infatti vengono identificati come una forma di passatempo. Si rischia pertanto di incrementare lo stress.




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