Quali sono i vantaggi dell’allattamento al seno? Ci viene in aiuto il decalogo seguente, in parte ispirato all’elenco stilato dall’antropologo Desmond Morris nel suo libro sui bebè. Legame madre-figlio. L’allattamento è un elemento che facilita la relazione: durante la poppata il bambino è stretto al corpo della mamma e ne percepisce i movimenti, il calore e l’odore: il neonato impara subito a riconoscere l’odore del seno della madre e con la propria saliva lascia il proprio odore su di esso, creando un legame madre-figlio che verrà progressivamente rinforzato ad ogni incontro. Contenimento. Quando la mamma lo allatta – sorreggendolo, cullandolo, accarezzandolo e parlandogli – il bambino percepisce un “contenimento”, concetto caro alla psicologia infantile: sperimentando il contatto pelle a pelle, il piccolo inizia a percepire la propria pelle come un’interfaccia tra il dentro e il fuori e ad avvertire se stesso come un individuo. Snellezza della madre. L’allattamento conclude il ciclo riproduttivo iniziato con la fecondazione dell’ovulo. La produzione di latte aiuta l’utero a ritornare alle dimensione originaria, velocizzando il ritorno della madre alla forma fisica che aveva prima della gravidanza. Snellezza del bambino. Grazie al meccanismo di regolazione dell’allattamento, che pone in sincronia l’appetito/sazietà del bambino con l’offerta di latte da parte del seno materno, è raro che un bambino allattato al seno soffra di obesità. Igiene. Grazie al passaggio diretto dal seno alla bocca del bambino non vi sono problemi di igiene e sterilizzazione. Proprietà antinfettive. Il latte materno contiene fattori ad azione antibatterica e antivirale che tutelano il bambino contro le infezioni fino a quando non si attiva il suo meccanismo di difesa: questo giustifica la minore incidenza di infezioni gastrointestinali e respiratorie nei bambini allattati al seno. Mancanza di manifestazioni allergiche. Nel latte umano è assente la proteina b-lattoglobulina, che è invece presente nel latte vaccino e nei prodotti industriali derivati da esso, e che svolge un’azione allergizzante. Riduzione delle irritazioni cutanee da pannolino. Il latte materno è digerito più facilmente dei latti sostitutivi, perciò è più difficile che le feci causino irritazioni della pelle. Minore sforzo dei reni. Al contrario del latte vaccino, il latte materno non pone i reni sotto sforzo. Equilibrio nutritivo. Il latte materno soddisfa pienamente le necessità metaboliche del bambino: nel corso dell’allattamento la composizione del latte si modifica per far fronte alle esigenze del bambino, non solo nel corso delle settimane (nel latte materno decresce progressivamente il contenuto di proteine e aumenta quello di lipidi e zuccheri), ma anche nel corso delle singole poppate. All’inizio della poppata, infatti, il latte è composto prevalentemente di acqua e zucchero (perciò se il bambino ha solo sete succhierà avidamente ma non a lungo), dopo alcuni minuti diventerà ricco di proteine (quindi se il piccolo ha fame succhierà per maggiore tempo, per avere la razione proteica necessaria alla crescita) e infine ricco di grassi (perciò se ha bisogno di lipidi, ad esempio per lottare contro il freddo, succhierà a lungo). È importante ricordare che… Bisogna ricordare che è bene evitare di allattare nel caso in cui la madre sia sieropositiva (per evitare la trasmissione del virus HIV), quando la madre sta assumendo farmaci che potrebbero risultare tossici per il bambino e in ogni altro caso in cui il pediatra sconsigli di allattare al seno.
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