È iniziata da poco la scuola, ma ci sono bambini che hanno difficoltà a seguire le lezioni regolari. Sono i bambini ricoverati nei reparti ospedalieri. Per loro c’è la scuola in ospedale, presente ormai presso molte aziende ospedaliere: una struttura scolastica che rientra nell'offerta formativa delle scuole, a cui appartengono gli insegnanti distaccati in ospedale. La scuola è l’attività che scandisce le giornate normali dei bambini, quindi per i piccoli pazienti è importante partecipare alle attività della scuola in ospedale, per istituire un senso di continuità con la loro vita quotidiana. Per il bambino ricoverato può essere particolarmente traumatica la separazione dall’ambiente familiare e l’inserimento in un mondo sconosciuto, in cui vede continuamente volti nuovi, spesso associati a terapie sgradite, oppure a esami e operazioni dolorose. Attraverso le attività proposte, l’insegnante in ospedale può assecondare l’espressione di ansie e paure, favorendo la comprensione e l’accettazione della malattia e quindi un adeguamento ai ritmi del reparto. L’azione dell’insegnante non si rivolge solo al bambino ma anche ai genitori, svolgendo nei loro confronti un’azione di sostegno. Infine l’insegnante collabora con il personale sanitario, con tutte le figure professionali che lavorano in reparto e con i volontari delle associazioni che si occupano dei bambini in ospedale. Se l’ambiente ospedaliero non ha finalità principalmente educative, la scuola in ospedale contribuisce a realizzare una nuova cultura di umanizzazione delle cure, considerando come oggetto di cura non solo la az del bambino, ma il bambino nella sua interezza. L’organizzazione dei giochi L’insegnante in ospedale si cura in particolare dell’organizzazione della sala giochi, per rendere familiare l’ambiente ospedaliero, avvertito dal bambino come sconosciuto e minaccioso, mentre l’azione del gioco o la possibilità di disegnare consentono al piccolo di non sentirsi completamente spaesato. La sala giochi è un luogo dove i bambini possono andare con libertà per giocare, incontrare altri bambini, seguire le attività programmate dall’insegnante, con la possibilità di manifestare le proprie ansie. È anche un importante punto di riferimento per i genitori, che possono assistere e prendere parte ai giochi dei loro bambini e conversare con l’insegnante e gli altri genitori. L’ insegnante svolge la sua attività soprattutto in sala giochi e nelle camere dei bambini. Se il bambino non può uscire dalla sua stanza, è l’insegnante a recarsi nella sua camera offrendogli la possibilità di svolgere attività convenienti alle sue condizioni. L’insegnante si occupa anche dell’organizzazione e della manutenzione della sala giochi e del materiale utilizzato, controllando lo stato e la pulizia dei giochi. L’attività didattica Sul piano didattico l’insegnante ospedaliero propone attività che garantiscano lo sviluppo psicologico e cognitivo del bambino. Ogni giorno l’insegnante interagisce con un’utenza molto eterogenea per età, sesso, provenienza geografica, cultura e religione, senza contare le diversità legate al tipo e gravità della malattia e alla lunghezza del ricovero. L’insegnante deve adattare le sue proposte alle caratteristiche del gruppo, rispettando i tempi di ogni singolo bambino e accettando anche eventuali rifiuti. Una situazione particolarmente difficile è quella dei bambini malati cronici o molto gravi, con ricoveri frequenti e talvolta di lunga durata. Questi piccoli pazienti devono convivere con la loro malattia, non possono fare tutto ciò che fanno i coetanei e spesso sono sostenuti in modo poco adeguato dagli adulti che li circondano. Infatti i genitori di questi bambini rivolgono la loro attenzione più alla cura della salute fisica che allo sviluppo psicologico e cognitivo del figlio. Possono essere ansiosi o iperprotettivi e stimolano poco il bambino, consentendogli di derogare alle regole di comportamento, oppure lodandolo per un impegno minimo. L’insegnante perciò deve elaborare proposte tese ad esercitare tutte le capacità del bambino malato, per incrementare la sua autostima, infatti invitando un bambino a rispettare delle regole e a impegnarsi nelle attività che può svolgere, anche se malato, si sottolinea che è uguale agli altri bambini. Anche durante il gioco è importante fare rispettare le regole e dire dei “no”. Chiedere al bambino di rispettare delle regole non contribuisce a demoralizzarlo, ma significa invece dargli fiducia, comportandosi con lui nello stesso modo di quando non era malato. Per questo è importante spiegare bene a tutti i bambini quali siano le regole del gioco che si è deciso di fare e vigilare che siano rispettate. È utile anche precisare molto chiaramente le norme sull’utilizzo della sala giochi e dei suoi materiali, in particolare il fatto che i giochi possono essere utilizzati solo negli orari in cui l’insegnante è presente e che quando vengono dati in prestito vanno rispettati l’orario e le modalità di restituzione. Il contatto col mondo esterno L’insegnante ospedaliero deve cercare anche di favorire e mantenere il contatto con gli amici dei piccoli degenti e con la scuola di provenienza, perciò è utile che l’insegnante cerchi di istituire dei contatti con la scuola di appartenenza del bambino, anche se questo aspetto del suo lavoro può presentarsi particolarmente difficile. Alcuni genitori sono eccessivamente preoccupati per la perdita dell’anno scolastico del figlio, mentre altri sono così afflitti per la malattia, che si disinteressano completamente del percorso scolastico del bambino. L’insegnante ospedaliero può contattare le maestre del bambino, per spiegare loro le condizioni di salute dell’alunno e predisporre scambi di disegni, lavori e notizie tra la classe e il bambino. Così anche le maestre saranno in grado di spiegare più facilmente alla classe le condizioni del compagno assente. Si può giungere anche a organizzare degli incontri in ospedale tra il bambino malato e i suoi compagni, ma la visita deve essere organizzata con cura, per evitare da una parte che il bambino malato si senta a disagio, e dall’altra che i compagni rimangano impressionati dalla vista di un ambiente e di strumenti sconosciuti. In vari paesi europei l’ospedale coopera con la scuola materna ed elementare per far conoscere ai bambini l’ambiente ospedaliero, in modo che, se si rendesse necessario un ricovero improvviso, i bambini non siano terrorizzati dall’idea di affrontare un mondo completamente sconosciuto. Con l’ausilio di materiale audiovisivo o attraverso alcuni giochi, come la valigetta del dottore, si cerca di spiegare ai bambini come si proceda durante una visita medica, quali siano le attività che si svolgono nel reparto e quale sia la funzione dei vari operatori. Alla fine può essere prevista anche una visita al reparto di pediatria da parte di alcune classi. Il servizio di istruzione domiciliare
Per i bambini e i ragazzi che non possono frequentare la scuola per un periodo superiore a 30 giorni a causa della malattia, oppure sono sottoposti a cicli di cura periodici è previsto il servizio di istruzione domiciliare, volto a tutelare il reinserimento dello studente nella classe di appartenenza. Questo servizio si sta sviluppando sempre più in accordo con la tendenza a ridurre i tempi di degenza a favore dell'assistenza sanitaria domiciliare, come previsto anche dalla nuova “Carta dei diritti dei bambini e degli adolescenti in ospedale”, redatta dalla Società Italiana di Pediatria (SIP), con la collaborazione dell’Associazione per il Bambino in Ospedale (ABIO) e dell’Associazione Famiglie Italiane (AFI) e presentata ufficialmente a fine settembre a Pisa, durante l’ultimo congresso nazionale della SIP.
Marinella Corridori Corrado Moretti Direttore Pediatria di Emergenza Pediatrica e Terapia Intensiva, Università di Roma La Sapienza Michele Mussap Direttore Laboratorio Analisi, Ospedale San Martino di Genova
Per saperne di più… Sul sito del Ministero della Pubblica Istruzione si possono consultare le pagine dedicate alla scuola in ospedale, nelle quali si può trovare anche l’elenco degli ospedali e dei reparti in cui sono attivate attività scolastiche: http://hsh.istruzione.it/portal/home.jsp; http://www.pubblica.istruzione.it/dg_studente/ufficio4/scuola_inospedale.shtml
Ultimo aggiornamento: Settembre 2008
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