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Il fatto di cui si parla

Sono 150.000 gli under 3 anni

che presentano allergia alimentare



Attenzione alle etichette e far introdurre calcio

È stata condotta un'indagine attraverso un questionario somministrato ai visitatori del sito www.ambulatorio.com .

E’stato studiato un campione di 2.500 questionari.  L'indagine è stata effettuata dal 13 marzo al 18 aprile 2008 ed è stata coordinata dal professor Italo Farnetani, pediatra e professore a contratto presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca.

allergia alimentare

Dall’indagine è  emerso che il 9% dei bambini di età inferiore a 3 anni presenta un'allergia alimentare. Sono pertanto 150.000 gli under 3 anni che presentano allergia alimentare. Dopo tale età il numero diminuisce perché  l’ allergia alimentare tende a regredire già entro i primi sei anni di età.

Fra i cibi che danno allergia  saldamente al primo posto c'è il latte e i derivati, seguiti da uovo e noccioline.


Il professor Italo Farnetani ha dichiarato: «È importante eliminare  dalla dieta l'alimento che dà i disturbi al bambino, infatti le allergie alimentari tendono a regredire con la crescita del bambino, pertanto si può eliminare l'alimento verso cui il bambino è sensibile. Sono allo studio anche i "vaccini" contro le allergie alimentari, ma per ora si tratta solo di studi e ricerche che non possono essere applicati per la cura di tali forme di allergia.


Bisogna tener presenti soprattutto due cose.

1) Controllare nelle etichette dei cibi  che vengono offerti ai bambini allergici al latte e ai latticini, che tali prodotti non siano presenti nei costituenti dell’alimento. Talvolta hanno un nome  che non ne fa sospettare la presenza (si consulti la tabella 1).


2) Se il bambino è allergico a latte e latticini si deve assicurare un’ adeguata assunzione del calcio. Si tratta di un minerale indispensabile fino ai 18 anni, infatti entro questo periodo si formano le ossa che,dopo tale età, perciò per tutta la vita, resteranno più o meno forti a seconda del calcio che è stato introdotto nei primi 18 anni di vita (Il rischio è l’osteoporosi soprattutto nelle donne dopo i 50 anni). Considerando che il calcio viene fornito principalmente dal latte e dai formaggi il bambino che non li può assumere perché allergico, deve mangiare  in abbondanza gli altri cibi che ne contengano il calcio (vedere tabella 2),infatti è l’unico sistema per garantire l’apporto di calcio,perché i farmaci che lo  contengono sono poco utilizzabili perché presentano nel bambino notevoli effetti collaterali.


Componenti riportate nelle etichette che possono indicare la presenza di proteine del latte vaccino.





Tab 2 Contenuto in calcio dei vari alimenti




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