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L'ansia in gravidanza

L’ansia prenatale. L’ansia è uno stato di paura e preoccupazione, che in gravidanza esiste come in ogni altro periodo della vita. Durante la gravidanza, tuttavia, la futura madre deve cercare di non essere eccessivamente ansiosa, perché ciò potrebbe influire negativamente sullo sviluppo fetale. Vediamo di seguito alcuni dei motivi che possono rendere ansiosa la gestante.

 

La nuova immagine della donna. È possibile che la futura madre viva con ansia il cambiamento del corpo: si chiede in particolare se col pancione potrà continuare a essere attraente e se il suo corpo, dopo la gravidanza, recupererà la forma originaria. La donna deve infatti sforzarsi di accettare un’immagine di sé molto lontana dalla definizione di donna affascinante proposta nella società odierna. Inoltre deve abbandonare temporaneamente i tratti psicologici “maschili” di attività, lavoro e indipendenza. Vi è poi la paura del parto, che prende in considerazione sia il dolore, sia l’eventualità di morire durante il parto. L’ansia può riguardare infine la nuova funzione di madre: la gestante si chiede se sarà capace di svolgere il ruolo in modo adeguato.

 

Il bambino perfetto. L’ansia della madre riguarda poi la paura di generare un figlio “imperfetto”, con problemi genetici, malformazioni fisiche o eventuali traumi da parto. La madre vive in simbiosi con il figlio, identificandosi con lui, proiettando su di lui le proprie aspettative e prefigurandosi la vita futura: la paura che il figlio nasca con problemi è tanto più forte quanto più il bambino è desiderato e immaginato. L’ansia nei confronti del figlio si sviluppa soprattutto nel secondo trimestre di gravidanza, quando la madre avverte i movimenti fetali e inizia a percepire il bambino come qualcosa di diverso da sé.

 

Il nuovo rapporto con il partner. La gravidanza porta con sé la necessità di riorganizzare la famiglia, soprattutto nel caso in cui nasce il primo figlio e si passa da coppia a triade. La gestante si chiede se riuscirà a vivere il ruolo di madre insieme a quello di compagna, se il rapporto col proprio partner migliorerà o peggiorerà e se il padre sarà geloso del figlio.

 

Gli effetti sullo sviluppo del bambino. Quando la madre vive in un prolungato stato di ansietà, l’equilibrio dei suoi neuro-ormoni risulta alterato e ciò influenza il sistema neurovegetativo del feto. Negli ultimi anni sono stati compiuti numerosi studi per indagare gli effetti dell’ansia sullo sviluppo psicofisico del bambino. A titolo esemplificativo, di seguito sono elencate alcune delle situazioni che sono risultate correlate con un alto livello di ansietà prenatale:

  • ritardo nell’accrescimento fetale;
  • bassi livelli di dopamina e serotonina (il cosiddetto “ormone del buonumore”) del neonato, che trascorre molto tempo in un sonno profondo e poco tempo in stati di veglia attiva;
  • basso livello di sviluppo psicomotorio a 3 e 8 mesi di vita;
  • problemi comportamentali all’età di 4 anni;
  • alti livelli di cortisolo (il cosiddetto “ormone dello stress”) nei giorni di scuola a 5-6 anni (il livello di cortisolo si è rivelato tanto maggiore quanto più forte era stata la paura materna di partorire un figlio portatore di handicap);
  • alti livelli di cortisolo, specialmente al risveglio, a 10 anni.

Tra le conseguenze che si possono rilevare dopo la nascita vi sono anche paralisi cerebrali, epilessia, disturbi del comportamento e difficoltà di apprendimento.

 

Cosa fare per ridurre l’ansia. È importante confrontarsi con chi sta vivendo o ha vissuto la stessa situazione e chiedere consiglio agli esperti. Fondamentali in questo senso sono i corsi pre-parto che, con la presenza di psicologi e ostetriche, danno l’opportunità di eseguire una “psicoprofilassi” al parto. I corsi pre-parto forniscono uno spazio per la socializzazione dell’ansia e la condivisione delle emozioni contrastanti tipiche della gravidanza. I corsi svolgono una funzione che prima era svolta dalle famiglie allargate e che oggi manca nelle famiglie mononucleari della società occidentale: facilitare la condivisione e il confronto con altre donne riguardo all’evento nascita.

 

 

Redazione di Ambulatorio.com




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