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Per le prime due settimane la cosa più importante per i genitori è
CAPIRE IL SIGNIFICATO DEL PIANTO: ECCO COME FARE
Appena nato il bambino cerca subito la mamma, fa dei movimenti con la bocca e vuole essere attaccato al seno. Fino a questo momento la mamma ha provveduto in modo involontario, attraverso la placenta, a nutrire e far crescere il proprio bambino che aveva in utero. Dalla nascita in poi i genitori vi dovranno pensare in modo attivo, garantendone il mantenimento e la crescita. Da 0 a 14 giorni: Capire il pianto
Nei giorni successivi alla nascita è importante che la madre allatti il bambino al seno: l'unico modo per farlo è di avere fiducia in se stessa ma per questo basta ricordare che 98 donne su 100 hanno la possibilità di garantire al proprio bambino il latte al seno. In realtà l'impegno più importante per i genitori in questo periodo è di saper capire cosa voglia dire il bambino quando piange. Il pianto infatti non è un'espressione di dolore, ma è semplicemente il linguaggio del bambino che, non potendo usare ancora le parole, comunica con l'ambiente attraverso il pianto. I genitori devono perciò capirne e tradurne il significato. Nella quasi totalità dei casi il bambino con il pianto può voler dire: "ho fame", oppure "voglio essere preso in braccio". (Tutte le altre possibilità, pianto da dolore compreso, sono evenienze così rare che i genitori le possono trascurare). Per tradurre il significato del pianto è sufficiente che i genitori controllino l'orologio. - Se è trascorsa più di un'ora dal termine della poppata precedente è più probabile che il bambino abbia fame, perciò dovranno offrirgli il latte e se lo rifiuta andrà preso in braccio. Il bambino andrà cullato, coccolato, gli si dovrà dare il succhiotto, parlargli dolcemente e cantargli una canzoncina melodiosa, finché non si calma. Se invece è trascorso
- Meno di un'ora è più probabile che il bambino voglia esser preso in braccio e perciò i genitori dovranno farlo subito seguendo le indicazioni indicate. Se il bambino nell'arco di 5 minuti non si calma gli dovrà essere offerto il latte. Se lo rifiuta dovrà essere preso in braccio seguendo le indicazioni precedenti. Come si vede il bambino quando piange deve sempre ottenere una delle due risposte. Nessuno deve pensare che acquisisca delle brutte abitudini perché il bambino piange per chiedere qualcosa, non per fare i capricci.
A cura di:
Italo Farnetani: Pediatra, Giornalista pubblicista e Docente Università Bicocca di Milano Ultimo aggiornamento: Luglio 2009
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