| Rispetto a dieci anni fa si e' drasticamente abbassata la soglia d'eta' dei giovani che si rivolgono ai servizi sociali per problemi di abuso di alcol, al punto che anche quattordicenni hanno problemi di abuso d'alcol. E' quanto risulta dalla relazione della Societa' Italiana di Alcologia (Sia), al meeting annuale dell'Aisf, l' Associazione italiana per lo studio del fegato. Negli ultimi anni e' aumentata la percentuale delle persone con problemi di alcol e nel caso dei giovani si e' assistito al cambiamento dello stile di assunzione dell'alcol che non e' piu' di tipo mediterraneo, ma anglosassone e si esplicita nel fenomeno del "binge drinking''( vedi articolo del Febbraio 2007), vale a dire l'assumere alcol in modo compulsivo fino ad ubriacarsi. Le conseguenze di questo fenomeno, non sono ancora quantificabili in termini di malattie del fegato e solo tra quindici anni se ne potranno vedere gli effetti. Secondo i dati dell'Osservatorio nazionale alcol dell'Istituto Superiore di Sanita', nel 2009, si contavano in Italia 36 milioni di persone che assumono bevande alcoliche secondo una modalita' definita ''rischiosa o dannosa''. Per Emanuele Scafato, presidente della Societa' italiana di Alcologia, queste percentuali corrispondono a una platea di oltre 9 milioni di consumatori a rischio, di cui circa un milione e mezzo sono giovani e la meta' di questi sono sotto l'eta' minima legale.
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