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Mondo Adolescente
Gli adolescenti non bevono vino ai pasti,
ma 1 su 4, già a 15 anni beve alcolici il sabato sera

Il 58,8% dei pediatri boccia i genitori: sono peggiori di quelli della generazione precedente 

Durante la VII edizione del convegno internazionale «ISCHIA PEDIATRIA E NEONATOLOGIA » che si è svolto dal 23 al 27 aprile 2008 presso l’Hotel Continental Terme di Ischia (NA) organizzato dall’ unità operativa di pediatria e neonatologia dell'Ospedale "Anna Rizzoli" di Lacco Ameno (Isola di Ischia), diretta da Giuseppe Parisi è stato condotto un sondaggio fra un campione di 100 pediatri ai quali era stato somministrato un questionario.


L'indagine è stata coordinata e condotta dal professor Italo Farnetani, pediatra e professore a contratto presso l'Università di Milano-Bicocca.


Adolescenti e assunzione dell'alcol

Secondo i dati emersi dalle risposte dei pediatri partecipanti all'indagine, fra gli adolescenti di età compresa da 12 a 14 anni, solo il 2% dei maschi e l'1% delle femmine, beve il vino durante i pasti, ma nella fascia di età successiva, quella da 15 a 18 anni, un adolescente su 4 (il 25%),cioè 600.00 in tutto assume alcolici il sabato sera.


Secondo il professor Italo Farnetani, che ha coordinato l'indagine: «La bassissima percentuale di adolescenti che bevono il vino ai pasti dimostra che i giovani non hanno acquisito in famiglia l’abitudine a bere alcolici, perciò, se uno su quattro li beve il sabato sera, non lo fa per abitudine ,ma perché ha bisogno dell’aiuto dell’alcol la cui assunzione scientificamente è definita condotta additiva. I giovani bevono alcolici perché l’alcol rappresenta una stampella psicologica per aiutare a vincere le paure e dare sicurezza. Gli adolescenti che assumono alcol sono soggetti che hanno bisogno di aiuto, sia dai genitori, sia dalla società, in primo luogo dalla scuola.».


I genitori

I genitori però non escono bene dall'indagine, infatti la maggioranza( 58,8%) dei pediatri intervistati ritiene che i genitori di oggi siano peggiori rispetto a quelli della generazione precedente; il 29,5% li ritiene uguali e solo l'11,7% li considera migliori. I motivi di un così severo giudizio vanno ricercati nel tempo insufficiente e nella scarsa disponibilità che i genitori offrono ai figli. È noto infatti che i bambini e gli adolescenti di oggi sono sempre più soli rispetto al passato con poco tempo trascorso con i genitori o con i coetanei, cioè gli amici.


Per questo i pediatri sono stati unanimi nel bocciare la figura dei genitori come "amici dei figli”, perché i genitori devono mantenere sempre il proprio ruolo e costituire un punto di riferimento. Per il 59,2% dei pediatri il dialogo fra genitori e figli è l'elemento indispensabile nel rapporto familiare, mentre per il 40,8% i genitori devono dare prima di tutto sicurezza ai figli.


Ultimo aggiornamento: Maggio 2008




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