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Gli amici “specchio” I rapporti con i coetanei costituiscono un ambito relazionale cruciale nella costruzione della soggettività. Parlare con gli amici consente all’adolescente di verbalizzare le sue emozioni e di approfondire la conoscenza di se stesso: “Un amico può fungere anche da “specchio”. Gli adolescenti in genere sentono un intenso bisogno di «parlarsi», cosicché, utilizzando il linguaggio, riescono a regolare meglio il proprio ragionamento; comunicano attraverso il dialogo orale per riflettere sulle proprie esperienze, per conoscersi meglio e per organizzare le proprie attività”. Oltre che ascoltare, i veri amici possono anche correggere: la correzione “non è un ostacolo o un limite alla stima e all’affetto mutui; è piuttosto una dimostrazione unica e ineludibile della stima e dell’affetto che si prova per l’amico che è corretto, segno di autenticità e fedeltà”. Per approfondire… Di Vita A (2008) L’amicizia adolescenziale nella prospettiva delle scienze dell’educazione. UNI Service, Trento La comunicazione con i coetanei aiuta a relativizzare i problemi “Il non comunicare ai compagni o ad altri ciò che si prova non permette di attivare quella forma di mutuo controllo che si determina nella messa in comune tra soggetti e, quindi, di riuscire a relativizzare ogni situazione, a renderla più obiettiva, a darne una valutazione più equilibrata.” Parlare con i coetanei è ad esempio importante per ciò che riguarda lo sviluppo fisico: la mancata messa in comune della percezione dei cambiamenti del proprio corpo può far sì che lievi difetti fisici (per esempio un naso pronunciato) vengano ingigantiti nella mente dell’adolescente e vengano investiti di responsabilità degli eventuali insuccessi in ambito sentimentale o sociale. Una specifica preoccupazione durante lo sviluppo è la “normalità” nell’ambito sessuale, soprattutto per gli adolescenti maschi, “motivo per il quale i parametri grandezza, forza e sviluppo muscolare, nonché lunghezza, larghezza e grossezza dei genitali, divengono riferimenti costanti e il confronto con i propri coetanei e le manifestazioni di virilità si associano all’incapacità di controllare gli impulsi sessuali sempre più frequenti”. Per approfondire… Mancaniello MR (2002) L’adolescenza come catastrofe. Modelli d’interpretazione psicopedagogica. Edizioni ETS, Pisa La ricerca di maggior ascolto e sincerità Tra gli argomenti di maggior discussione con i coetanei si trovano la musica (78%), il futuro scolastico e lavorativo (77,2%), i problemi quotidiani della scuola (72,2%), i rapporti con il/la ragazzo/a (72%), problemi personali in generale (69,3), i rapporti con i genitori (66,6%), lo sport (59,6%) e i problemi sessuali (54,4%). La ricerca di nuove amicizie, diverse da quelle esistenti, mette in luce i bisogni degli adolescenti nei rapporti di amicizia: i ragazzi che vogliono cambiare amicizie cercano più sincerità e chiarezza (65,4%), più aiuto nei momenti di bisogno (54,1%), maggior ascolto e disponibilità (49,6%), più confidenze personali (45,9%), maggiore vicinanza di idee (41,5%), più accoglienza personale (38,1%) e maggior disinteresse e gratuità (29,6%). I dati si riferiscono a ragazzi di età compresa tra i 15 e i 19 anni e sono i risultati di una ricerca promossa da Enaip, realizzata dal Cesers e pubblicata da Franco Angeli. Per approfondire… Ciucci R (2001) Il nome e le domande: i luoghi della soggettività nella modernità riflessiva. Franco Angeli, Milano I coetanei come fonte principale di informazione sulla sessualità Dalla tredicesima indagine realizzata dalla Società Italiana di Pediatria sugli stili di vita degli adolescenti è emerso che gli adolescenti ottengono la maggior parte delle informazioni sulla sessualità parlando con i coetanei. Alla domanda “Se vuoi avere delle informazioni sul sesso a chi ti rivolgi?”, posta ad adolescenti di età compresa tra i 12 e i 14 anni, il 64% dei ragazzi ha detto che rivolge domande sulla sessualità ad amici e a compagni di classe, il 27% a cugini/e e il 19% a fratelli e sorelle. Per approfondire… Società Italiana di Pediatria (2009) La Società degli Adolescenti. Rapporto annuale su “Abitudini e stili di vita degli adolescenti italiani”. Tredicesima edizione. Su www.sip.it Molti mezzi per contattare gli amici Secondo una ricerca pubblicata in aprile dal Pew Research Center di Washington, DC, il metodo più utilizzato dagli adolescenti statunitensi tra i 12 e i 19 anni per contattare gli amici è l’utilizzo di SMS (il 54% dei ragazzi manda SMS ogni giorno e un adolescente su tre manda più di 100 SMS al giorno); gli altri mezzi di comunicazione utilizzati, in ordine decrescente di popolarità, sono il cellulare (38%), il telefono fisso (30%), i social networks (25%), la messaggistica istantanea (24%) e le e-mail (11%); solo il 33% dei ragazzi afferma di parlare faccia a faccia con gli amici ogni giorno. Per approfondire… Lenhart A (2010) Teens, Cell Phones and Texting. Text Messaging Becomes Centerpiece Communication. Su http://pewresearch.org I social networks per mantenersi sempre in contatto con gli amici Dall’identikit dell’adolescente delineato da Eurispes e Telefono Azzurro nel 2009 emerge che gli adolescenti utilizzano i social network per comunicare con vecchi e nuovi amici: il 29% li considera utili perchè consentono di rimanere sempre in contatto con gli amici, il 23% li trova utili perché permettono di ritrovare vecchi amici e per il 15% sono utili perché permettono di fare nuove amicizie. Il 71% degli adolescenti possiede un profilo personale su Facebook; il 17% un profilo su My Space e il 10% su Habbo. Una percentuale ridotta di adolescenti è invece iscritta a Twitter (2%) e Second Life (3%). Per approfondire… Eurispes, Telefono Azzurro (2009) 10° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Eurilink, Roma La classe come risorsa La classe consente, oltre all’apprendimento verticale insegnante-alunni, anche un apprendimento orizzontale, tra pari, congruente con le esigenze psichiche di separazione dai genitori interni: “per gli intensi affetti mobilitati, la classe può essere considerata una risorsa per lo sviluppo dei ragazzi e delle loro capacità relazionali. Nel gruppo-classe, infatti, gli elementi potenziali sono molto estesi, essendo costituito in modo naturale sul progetto di crescita e apprendimento, anziché sul malessere o su difficoltà relazionali ed evolutive come, invece, i gruppi di formazione o di psicoterapia”. Per approfondire… Jacobone N (2002) Gruppo-classe e dinamiche di gruppo. In: Giori F. Adolescenza e rischio. Il gruppo classe come risorsa per la prevenzione. Franco Angeli, Milano ..continua.. LA COMUNICAZIONE DEGLI ADOLESCENTI CON GLI ADULTI
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