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Mondo Adolescente
La comunicazione degli adolescenti con i genitori

L’incomunicabilità inizia prima dell’adolescenza

“La letteratura scientifica e non ha fatto un gran parlare di «abisso generazionale »: l’idea che gli adolescenti sviluppino valori, scopi e stili di vita così diversi da quelli dei genitori che la comunicazione fra le generazioni entra in crisi, producendo un abisso incolmabile. Seguendo i nostri ragazzi del New York Longitudinal Study dalla prima infanzia alle soglie dell’età adulta, non ci ha per niente colpito la frequenza o la gravità di questo fenomeno”. In questo studio gli autori hanno infatti rilevato la persistenza di un positivo legame tra genitori e figli nei casi in cui era esistito un rapporto positivo fin dai primi anni di vita del bambini; rapporti freddi e distaccati tra genitori e figli erano invece legati a un allontanamento avvenuto prima dell’adolescenza, a volte già in età prescolare.

Per approfondire…

Chess S, Thomas A (2002) Conosci tuo figlio. Un’autorevole guida per i genitori di oggi. Giunti, Firenze

 

I genitori si sentono confusi e feriti

“Per noi genitori di figli adolescenti ci saranno momenti in cui ci troviamo a parlare con adulti ragionevoli e responsabili, che ci trattano da amici e che condividono i nostri valori e le nostre convinzioni. Sono momenti meravigliosi, seguiti però, a volte immediatamente, dallo scontro con ragazzini scontrosi e urlanti che si comportano come se noi fossimo il nemico a cui ribellarsi. Noi stessi rimaniamo confusi da queste brusche trasformazioni: dapprima simpatizziamo con loro, poi siamo pieni di risentimento; vorremmo aiutarli, ma a volte ci piacerebbe che scomparissero e ci lasciassero in pace”. Di fronte all’alternanza di condivisione e scontro nella comunicazione con il figlio adolescente, i genitori possono sentirsi non solo confusi, ma anche messi in discussione: “Quando i nostri figli adolescenti non comunicano, o sono scontrosi o addirittura sprezzanti, ci sentiamo feriti. Per non metterci a urlare dalla rabbia e dalla frustrazione, possiamo cercare di astenerci dal parlargli per un po’ di tempo. In altre occasioni invece sappiamo esporgli con lucidità le nostre ragioni. Qualunque sia la nostra reazione momento per momento, dobbiamo ricordarci che i nostri figli sono persone distinte da noi e che non dobbiamo permettere che il loro rapporto con noi interferisca nel nostro senso d’identità e nella nostra autostima, anche se spesso è tutt’altro che facile”.

Per approfondire…

Jacobs Speizer J (1979) L’adolescenza. In: The Boston Women’s Health Book Collective. Noi e I nostri figli. Scritto dai genitori per i genitori. Feltrinelli, Milano

 

I genitori devono capire che i figli adolescenti hanno bisogno di spazi di autonomia

È fisiologico che nell’adolescenza un ragazzo, alla ricerca della propria autonomia, non condivida ogni pensiero e azione con i genitori. “Sembra facile razionalmente eppure quando ci si cala negli episodi concreti della vita quotidiana tutto si complica: forse perché i genitori hanno un forte desiderio di stabilire una profonda intimità con i propri figli, intimità che regge a malincuore spazi segreti del figlio; non condividere tutte le esperienze si avvicina, nella mente di tanti genitori di ragazzi adolescenti, al non appartenere totalmente alla famiglia. (…) Il bisogno crescente del ragazzo di difendere un suo spazio mentale e fisico è una sana espressione del suo sviluppo, passati gli anni in cui tutto veniva concluso coi genitori e in cui le approvazioni dei genitori erano requisito importante per sentirsi adeguati”.

Per approfondire…

Diodato L (2003) Semiotica del corpo. Rubettino, Soveria Mannelli (CZ)

 

Ascoltare, interessarsi e non giudicare

I genitori, per mantenere una buona comunicazione con i figli, dovrebbero far capire ai figli che possono sempre contare su di loro: “Occorrerebbe essere poco intrusivi, mantenendo le segrete confidenze dei figli, cercando di non prenderle di petto con giudizi lapidari e drastici (come “quell’amico è un brutto tipo”, “guardati dai tipi facinorosi”, “non andare a quel concerto rock: una brava ragazza non lo fa” ecc.) seguendo da vicino i loro interessi sportivi, musicali, teatrali e letterari. Se questo non fosse possibile, che vi sia almeno un minimo di contatto colloquiale che dimostri il proprio aggiornamento su questo o quel tema: può diventare uno straordinario espediente di comunicazione affettiva e mentale”.

Per approfondire…

Bollea G (2004) Le madri non sbagliano mai. Feltrinelli, Milano

 

Pochi adolescenti chiedono consigli e informazioni ai genitori

Nell’indagine sugli stili di vita degli adolescenti realizzata nel 2009 dalla Società Italiana di Pediatria, che ha coinvolto 1312 ragazzi di 12-14 anni, i questionari somministrati agli adolescenti contenevano la seguente domanda: “Quando hai un problema a chi ti rivolgi per avere un consiglio?”. I risultati mostrano che la percentuale di adolescenti che si rivolge ai genitori è diminuita nel tempo: si rivolge alla madre il 36%, contro il 42% del 2008; al padre il 16%, mentre nel 2008 era il 20%. Dall’indagine è inoltre emerso che gli adolescenti pongono sempre meno domande sulla sessualità ai genitori: la percentuale di coloro che fa domande su questo argomento alla madre è scesa dal 33% del 2008 al 29% (il 20% dei maschi e il 37% delle femmine), mentre quella di chi chiede informazioni al padre è scesa dal 19% del 2008 al 17% (il 25% dei maschi e il 9% delle femmine).

Per approfondire…

Società Italiana di Pediatria (2009) La Società degli Adolescenti. Rapporto annuale su “Abitudini e stili di vita degli adolescenti italiani”. Tredicesima edizione. Su www.sip.it

 

La madre è il punto di riferimento per le confidenze urgenti

Una ricerca, che ha coinvolto 1780 studenti del secondo anno delle scuole superiori di Vicenza ed è stata realizzata dalla Cooperativa Cosmo nell’inverno del 2009, ha mostrato che per ragazzi e ragazze la madre è la figura di riferimento quando si vogliono effettuare comunicazioni urgenti, ed è in questi casi preferita agli amici. L’indagine ha inoltre rilevato che, all’interno della coppia genitoriale, la madre è la confidente delle ragazze per successi, difficoltà, sentimenti e amore (elencati in ordine decrescente), mentre il padre è la figura di riferimento dei ragazzi maschi per la discussione di argomenti riguardanti il tempo libero o il futuro.

Per approfondire…www.cosmosociale.it

 

Poco tempo per il dialogo in famiglia

“Il tempo medio in cui si sta a tavola a sera è di tredici minuti al lordo di tutto, telegiornale compreso. Terminata la cena, la famiglia si divide in una sorta di diaspora: papà va sdraiarsi sul divano in salotto a vedere la televisione, mamma va in cucina a finire di sfaccendare, l’adolescente si chiude nella sua tomba tecnologica – la stanza da letto – a giocare con la playstation, a telefonare o a chattare con gli amici”. Durante la cena si affrontano argomenti veloci e urgenti, quali i soldi e l’andamento scolastico, mentre vengono sorvolati argomenti che richiederebbero più tempo, come le questioni sentimentali. È dunque difficile, sulla base di una comunicazione quotidiana di questo tipo, che i genitori possano seguire la crescita dei figli adolescenti e che siano davvero in grado di comprendere se i figli sono sereni, dotati di autostima e in grado di fronteggiare eventuali eventi negativi. La volontà di ricercare una comunicazione sembra perciò mancare non solo da parte dell’adolescente ma anche da parte dei genitori: “La nostra collettività sta costruendo una sorta di autismo reciproco: genitori e figli ignari gli uni degli altri, coabitanti con superficialità e convenzioni”.

Per approfondire…

Crepet P (2001) Non siamo capaci di ascoltarli. Riflessioni sull’infanzia e sull’adolescenza. Einaudi, Torino

..continua ..LA COMUNICAZIONE DEGLI ADOLESCENTI CON GLI EDUCATORI




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