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Mondo Adolescente
Uomini e donne

Si parla tanto oggi dei modelli di genere e ci si chiede se i ruoli maschili e femminili tradizionali abbiano ancora una loro attualità o siano superati. Se sono cambiati, sono stati individuati nuovi modelli? Ci sono ancora differenze educative sostanziali tra maschi e femmine?

 

Alcuni spunti di riflessione possono derivare dall’esame delle ultime puntate, trasmesse a maggio, di un programma molto conosciuto e ampiamente seguito dal pubblico: Uomini e donne, condotto su Canale 5 da Maria De Filippi.

 

Occorre riconoscere che il programma è guidato da una regia sapiente, che consente di declinare l’unico tema trattato, il corteggiamento dei quattro “tronisti”, due ragazzi e due ragazze, variando il parterre dei corteggiatori e delle corteggiatrici e creando occasioni adatte a modificare l’interazione tra i soggetti di questa rappresentazione, che si protrae da settembre a maggio mantenendo vivo l’interesse del pubblico.


Questa regia così accorta è riuscita anche a creare la sorpresa finale, in modo che la scelta dei “tronisti” non apparisse scontata. Dopo ogni scelta è intervenuta Maria De Filippi esplicitandone i motivi e dimostrando che vari elementi, seminati sapientemente nelle puntate precedenti, potevano indicare l’orientamento del “tronista”, ma erano particolari così poco evidenti che potevano anche sfuggire. Un andamento narrativo da romanzo giallo, più che rosa, e proprio per questo più appassionante.

 

Supponiamo pure che i giovani partecipanti fossero mossi non tanto dal sogno di incontrare l’anima gemella, ma soprattutto dal desiderio di entrare nel mondo degli spettacoli televisivi; ammettiamo anche che le loro scelte e i loro comportamenti siano stati pilotati e orientati dai responsabili del programma: resta comunque il fatto che durante la trasmissione sono stati proposti dei modelli di comportamento che, genuini o indotti, hanno comunque suscitato simpatia, interesse e corrispondenza nel pubblico.

Al di là delle modalità narrative, quindi, le scelte dei “tronisti” rivestono un certo interesse per chi voglia cogliere qualche elemento indicativo sul rapporto di genere.

 

L’ironia non è una dote apprezzata nelle donne
I ragazzi scelgono in base alle probabilità di evitare un rifiuto. Non scelgono mai una donna che potrebbe rifiutarli, fanno di tutto per evitare una brutta figura.


Un esempio è Federico quando sceglie Pamela. Non sembra che Pamela gli interessi veramente, ma è quella che sicuramente gli dirà di sì. Ciò che vuole Federico è fare il mattatore della scena. Non sceglie l’altra corteggiatrice che era rimasta in campo, perché questa potrebbe dirgli di no, oppure tenergli testa; Eliana infatti ha il senso dell’ironia, ma questa non è una dote apprezzata in una donna; lo riconosceva già Jane Austen ai suoi tempi, e non sembra che le cose siano molto cambiate. Inoltre qualche volta Eliana ha messo in discussione i comportamenti di Federico.


Pamela invece non ha nessun senso dell’umorismo, si arrabbia a tutti gli scherzi di Federico senza capirli, dandogli così soddisfazione. Si scaglia in maniera veemente sempre e solo contro le altre corteggiatrici, mai veramente contro l’uomo. Sembra ricalcare l’archetipo femminile rappresentato da Giunone, compagna gelosa, che si adira sempre con le rivali, imputando loro ogni colpa, ma non mette mai in discussione il marito.  

Il linguaggio non verbale, inoltre, non sembra rafforzare l’idea che Federico sia fortemente coinvolto nel suo interesse per Pamela: dopo averle brevemente comunicato la sua scelta, lui la lascia in mezzo allo studio e si pone da solo davanti alla telecamera a interloquire con Maria De Filippi.


Un ragazzo non sceglie una ragazza che sia superiore a lui per qualche aspetto
La scelta di Jonathan è rivelatrice sotto questo punto di vista. Il ragazzo non sceglie Benedetta, beneducata, brillante, studentessa in legge, ma le preferisce Laura, che per tutto il tempo se ne è stata al suo posto, zitta, riservata, e sicuramente gli avrebbe detto di sì.

Anche Benedetta lo avrebbe accettato, ma dava l’impressione di poter essere lei a condurre il gioco.

Laura invece sembra più vicina al cliché femminile della donna che segue devota il compagno, senza colpi di testa, laboriosa e collaborativa. Al tempo dei Romani si diceva che la donna doveva essere pia, pudica, lanifica e domiseda: doveva insomma rispettare la famiglia e il marito, pensare a lavorare filando la lana e stando in casa. In pratica doveva restare al suo posto, zitta e senza mostrare troppa originalità.

 

Le ragazze invece vogliono soffrire
Claudia, popolana dalle forme generose, sceglie Dario, lo scugnizzo, dopo averlo ferito in pubblico con delle osservazioni che il codice d’onore del ragazzo non gli permetteva di sopportare. Lui quindi la rifiuta, dopo essere stato lì per mesi a corteggiarla. Non poteva perdere la faccia.

Mai fare osservazioni in pubblico: l’amor proprio dei maschi non perdona.


Elga, ragazza raffinata, che si esprime in modo sempre elegante e composto, vuole la propria rovina. Ha due pretendenti: uno che sta ai suoi piedi, un po’esibizionista, ma sempre corretto, mai una parola o un atteggiamento fuori posto; è anche ricco. L’altro, Marcelo, bello e prepotente, non ha mai fatto mistero di essere lì perché vuole farsi vedere in un programma televisivo e punta a una carriera nello spettacolo. Con Elga ha atteggiamenti provocanti, di uno che conosce il proprio ascendente e lo sfrutta.

Elga sa tutto ciò, e nonostante tutto sceglie Marcelo, che platealmente le dice di no. Lei afferma di aver scelto col cuore.


Quali conclusioni possiamo trarre?
Sembra che i modelli millenari dell’essere uomini e donne siano ancora vivi e ben presenti ai giovani d’oggi, che vi aderiscono ancora, almeno nella fase del corteggiamento.

Tuttavia è innegabile che la realtà odierna sia ben diversa da quella che ha dato origine a quei modelli di comportamento, soprattutto nelle fasi che seguono il corteggiamento, quando si dovrebbe strutturare una famiglia, che oggi prevede un rapporto paritario tra i coniugi.

In generale possiamo dire che proprio dalla schizofrenia del rapporto tra vecchi modelli, non ancora superati, e nuove esigenze della società nasce la crisi che sta attraversando la famiglia.

E in particolare? Nel nostro particolare quotidiano? Quale tipo di educazione scegliere per un figlio o una figlia? Che cosa insegnare e quali modelli proporre?

Il problema è ancora tutto da esplorare.

 

Marinella Corridori





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