Da: “A systematic review of maternal obetity and breastfeeding intention, initiation and duration” BMC Pregnancy and Childbirth 2007, 7:9
L’obesità rappresenta un problema sanitario crescente e grave: si stima infatti che il numero delle donne obese e gravide negli Stati Uniti oscilli fra il 18.5 e 38.3%, rappresentando un rischio perinatale importante.
Uno studio recentissimo ha valutato la percentuale di donne obese americane che scelgono di allattare il proprio bambino, la durata dell’ allattamento ed eventuali motivazioni correlate alla sospensione. Un ulteriore ed importante aspetto è la correlazione fra obesità materna, scelta di allattamento artificiale ed aumentato rischio di obesità infantile. Sono stati pertanto valutati 33 studi della letteratura internazionale su: - Donne gravide ed obesità
- Inizio dell’ allattamento materno
- Durata e motivazioni
La maggioranza degli studi considerati ha evidenziato che le donne obese allattano per un periodo significativamente più breve rispetto alle donne normopeso.
Le donne con grave obesità sembrerebbero avere ostacoli “ meccanici” ad attaccare il proprio bambino al seno: spesso hanno un seno grande, con capezzoli corti che rendono difficile l’allattamento. Un basso standard economico sociale, il fumo di sigaretta e la vergogna di allattare in pubblico si correlano ad un ridotto numero di allattati al seno fra i figli di donne obese. Probabilmente l’ aspetto più importante è quello psicologico: la donna obesa è maggiormente a rischio di depressione post-partum, ha spesso un conflitto psicologico di base ed ha frequentemente una scarsa stima del proprio corpo rispetto alla donna normopeso. Se è dimostrato scientificamente che la magrezza non influisce sulla lattazione, ben poco si sa se l’ obesità possa influire ormonalmente sulla produzione di latte. Saranno necessari ulteriori studi più approfonditi per valutare l’importante relazione fra l’ obesità e l’ allattamento.
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