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Disturbi specifici dell’apprendimento


Cosa sono i DSA? Si parla di disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) nel caso di difficoltà nella lettura e/o nella scrittura e/o nel calcolo che non siano imputabili a disabilità sensoriali (il bambino ha adeguate capacità visive e uditive), né a uno sviluppo intellettivo inferiore alla norma (il bambino ha adeguate capacità cognitive), né a una condizione di svantaggio sociale. I bambini con DSA hanno difficoltà di automatizzazione: non riescono a leggere, a scrivere e a fare i conti in maniera automatica; per eseguire queste operazioni, un bambino con DSA si deve perciò impegnare ogni volta al massimo delle proprie energie e, di conseguenza, si stanca velocemente e può compiere errori.

Quali tipologie di DSA ci sono? I DSA possono essere classificati in quattro categorie: dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia. I quattro tipi di DSA possono sussistere insieme o comparire isolatamente. La dislessia è la difficoltà specifica della lettura: per un dislessico è difficile riconoscere e decifrare i segni grafici ed effettuare la lettura in modo corretto e rapido. La disgrafia indica invece la difficoltà specifica della scrittura a livello grafo-esecutivo: i segni alfabetici e numerici vengono riprodotti in maniera irregolare e incerta. La disortografia indica un’altra difficoltà che si può incontrare nella scrittura: per una persona disortografica è difficile collocare i segni alfabetici nel giusto ordine e rispettare le regole ortografiche (accenti, apostrofi, etc.). Le persone dislessiche e disortografiche possono sostituire lettere con grafia simile (per esempio “d” e “b”) o con suoni simili (per esempio “d” e “t”) e avere difficoltà nell’apprendimento di lingue straniere, specialmente quelle in cui vi sia differenza tra la scrittura e la pronuncia (come la lingua inglese). La discalculia indica infine la difficoltà nell’elaborazione dei calcoli: le persone discalculiche hanno difficoltà a riprodurre gli automatismi del calcolo, a imparare le tabelline, a riconoscere i segni aritmetici, etc. Si stima che il 60% dei bambini dislessici soffra anche di discalculia.

Come garantire una formazione adeguata a un bambino con DSA? Gli strumenti sono diversi secondo il tipo di DSA, ma in tutti i casi un valido aiuto può venire dalle tecnologie informatiche. Per i dislessici possono essere utili l’utilizzo di mappe mentali (che consentono di sintetizzare graficamente il contenuto di un testo), l’ascolto di audiolibri e la lettura da parte di altre persone o di un sintetizzatore vocale. Per i disgrafici può essere utile l’uso della tastiera; per i disortografici l’uso del correttore ortografico nei programmi di scrittura; per i discalculici l’uso della calcolatrice. L’aiuto ai bambini con DSA non dovrebbe essere limitato al momento dell’acquisizione delle nozioni, ma dovrebbe essere esteso all’atto della verifica delle conoscenze. Per esempio, dato che un bambino con DSA impiega più tempo per leggere e/o scrivere rispetto alla media degli altri bambini, può essere utile lasciargli più tempo per la conclusione delle prove scritte. La necessità di fornire un’adeguata formazione ai bambini con DSA è stata riconosciuta anche a livello legislativo con la legge n. 170 dell’8 ottobre del 2010, intitolata “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico”. Tra le finalità della legge vi sono quella di favorire il successo scolastico e promuovere lo sviluppo delle potenzialità delle persone con DSA, anche attraverso misure didattiche di supporto, e quella di formare il personale docente e dirigenziale delle scuole sulle problematiche legate ai DSA.




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