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La dermatite atopica, o eczema atopico, è un’affezione della cute molto frequente in età pediatrica (colpisce oltre il 20% dei bambini) e si presenta con infiammazioni e lesioni della pelle, spesso associate a prurito intenso. La pelle è secca e iper-reattiva a tutti gli stimoli irritanti. L'infiammazione cutanea è recidivante, ad evoluzione cronico-ricorrente. Il numero di pazienti affetti da questa malattia è triplicato in 30 anni nei paesi industrializzati e quindi si ritiene che rappresenti un problema emergente di sanità pubblica. Cause. Esiste una predisposizione genetica (se uno dei genitori soffre di dermatite atopica, i figli sono atopici nel 50% dei casi), ma sono importanti anche le cause ambientali, legate ai cambiamenti dello stile di vita e alla maggior cura dell'igiene nella nostra società, infatti questa patologia è più frequente nei paesi industrializzati. Cura e prevenzione. La dermatite atopica si può curare attraverso la somministrazione per via topica o, nei casi più rilevanti, per via sistemica, di cortisonici, antibiotici e antistaminici. Tuttavia l’utilizzo di tali farmaci è limitato ai casi più gravi o alle fasi di riacutizzazione, e deve avvenire solo su indicazione medica. Invece è sempre possibile condurre un’efficace azione preventiva attraverso un’adeguata idratazione della pelle e una corretta igiene cutanea, che prevede l’impiego di emollienti per ridurre la secchezza della pelle. I prodotti emollienti vanno applicati sulla pelle umida, in modo da fissare l’acqua all’interno per mantenere la pelle elastica. Ma quanta crema occorre applicare? La quantità di crema che, presa dal barattolo, sta sulla falange di un dito serve a ricoprire una superficie grande come il palmo di una mano. È indicata anche una dieta appropriata, per evitare il contatto con alimenti irritanti o verso i quali esista sensibilità ed è bene prevenire il contatto con fattori scatenanti, come gli acari della polvere. Per il vestiario, è preferibile scegliere abiti di cotone o di lino, evitando lana, seta e fibre sintetiche. Attenzione quotidiana. Le attenzioni e gli accorgimenti adottati devono essere costanti nel tempo, anche, e soprattutto, nei periodi di latenza dei sintomi, per prevenire una nuova fase acuta. È importante quindi, capire la malattia e la sua evoluzione, anche per sdrammatizzarla, comprendendo i motivi per cui è stata prescritta una certa cura, per seguirla bene. Occorre capire l’importanza dei consigli e rispettarli scrupolosamente, perché la dermatite atopica è una patologia con cui si deve convivere quotidianamente. Scuole dell’atopia. La difficoltà di mantenere una costante vigilanza sul comportamento, il timore dei farmaci cortisonici usati nella cura, la mancanza di conoscenze adeguate e l'isolamento possono indurre un certo avvilimento nei genitori e nei bambini, ai quali gioverebbe invece la possibilità di parlare del loro disagio, dei loro timori e della loro vita quotidiana. A tale scopo sono sorte le cosiddette scuole dell'atopia, sull’esempio del Prof. Jean François Stalder (CHU di Nantes), che nel 2000 ha fondato la prima “scuola dell'atopia” in Francia. Si tratta di centri di educazione terapeutica per l'atopia, presenti anche in Italia presso alcune strutture ospedaliere, in cui un team multidisciplinare (composto da dermatologo, pediatra, allergologo, psicologo e infermieri) segue i pazienti per aiutarli a migliorare la gestione della malattia e l’osservanza del trattamento a lungo termine, al fine di migliorare la qualità di vita dei pazienti stessi e delle loro famiglie. Per approfondire. Fondazione per la dermatite atopica [sito] La dermatite atopica [scheda patologia]
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